il voto
Rappresentanza allargata in Irisacqua con un cda, Gorizia approva la modifica ai patti
Lunga discussione ieri sera per l'approvazione degli accordi. Oggi è turno di Isontina ambiente.
Sulla carta sarebbe dovuta essere una delibera tecnica, ma nei fatti si è rivelata ben più politica. Ieri sera, il consiglio comunale di Gorizia ha approvato a maggioranza il rinnovo degli accordi parasociali per l'azienda partecipata Irisacqua, scaduti ormai a fine 2020, necessari per mantenere il controllo in house sull'azienda. Ciò significa che i 25 comuni soci possono supervisionare gli uffici dell'impresa come se fossero i loro, ma ciò rischiava di venir meno se il testo non fosse stato approvato. Il tutto è arrivato in Aula dopo la polemica nei giorni scorsi di una decina di sindaci dell'ex provincia, che hanno lamentato il conflitto tra Gorizia e Monfalcone.
Questi, infatti, lamentavano che quest'ultima ha approvato la delibera senza le ultime modifiche richieste dagli uffici dell'ex capoluogo. Alla fine, quindi, il consiglio comunale ieri ha discusso su un testo leggermente diverso rispetto a quello approvato dall'amministrazione Cisint, con l'obiettivo di rivedere la questione in un secondo momento. “Questi patti - ha spiegato l'assessore alle partecipate, Dario Obizzi - sono frutto di un'evoluzione che si è sviluppata dalla nascita delle due società , Irisacqua e Isontina ambiente, ma alla prova dei fatti sono emersi dei problemi. Da qui la necessità di modificarli, già nel 2020 con il rinnovo annuale, con diversi incontri tra soci”.
Da lì, quindi, si è arrivati a un accordo di massima. La principale novità riguarda la procedura di nomina dell'amministratore unico. Precedente, infatti, il compito del coordinamento soci, composto da nove amministrazioni, era di “fare una prima scrematura sui curriculum dei possibili candidati, dopo di ché si portava i nominativi in un'assemblea informale e ci si esprimeva con il principio di una testa, un voto. La persona che riceveva più preferenze poi doveva essere votata da tutti”. Una modalità ritenuta “non più adatta in questo momento storico”, stabilendo così che sarà l'assemblea a stabilire l'organo amministrativo o, in alternativa, il coordinamento soci proporrà una lista di nomi.
Questi saranno scelti in base alla maggioranza delle quote, beneficiando Gorizia che è socio di maggioranza, e quindi votati ufficialmente da tutti i comuni. In questo modo “viene garantito uno o due componenti in consiglio di amministrazione a rappresentanza delle componenti di minoranza”. Il controllo analogo congiunto, infatti, presuppone che tutti i soci abbiano un loro rappresentante. “Lo scopo è mantenere unitarietà e arrivare sempre a una nomina condivisa di un amministratore unico. Se ciò non fosse possibile, la soluzione è un cda a tre o cinque”. Tra gli altri punti, è stata eliminata la “clausola compromissoria” che aveva portato a un contenzioso davanti all'Arbitrato.
La giurisdizione è stata quindi spostata al foro del tribunale di Gorizia. Dal punto di vista politico, Obizzi ha sottolineato come il principio una testa, un voto fosse “penalizzante per Gorizia, poiché eravamo costretti a contare come comuni più piccoli nonostante deteniamo quasi il 40% delle quote”. Analogo discorso sarà fatto oggi per la delibera riguardanti Isontina ambiente. L'esponente della giunta ha quindi ammesso che il testo è arrivato in Aula in ritardo, ma ha difeso la bontà del lavoro svolto. Dal fronte della minoranza, però, non si sono risparmiate critiche su quanto accaduto con Monfalcone, con buona parte del centrosinistra che ha votato contrario.
Il voto favorevole è però arrivato da Federico Portelli (Borghi): “Nel patto non diciamo espressamente che faremo un cda da tre o cinque elementi, ma lo lasciamo decidere all'assemblea. Sono a favore perché, in questo caso, il principio una testa, un voto non funziona. Gorizia è socio di maggioranza e noi offriamo un servizio ai comuni più piccoli. Tutto ciò funzionava quando c'era un ambito territoriale”. Si sono invece astenuti Pd e Slovenska Skupnost. Giancarlo Maraz (M5s) si è espresso invece contro, “perché in questo modo si cercheranno gli amministratori amici degli amici”. Da Percorsi goriziani, Federico Gabrielcig ha sottolineato che bisognava arrivare con un testo unico per tutti.
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