Sentenza A2A, Morsolin incalza: «Altri rischi inquinamento a Monfalcone»

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Sentenza A2A, Morsolin incalza: «Altri rischi inquinamento a Monfalcone»

Di Ivan Bianchi • Pubblicato il 01 Feb 2022
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Gli ex esponenti della giunta Altran attaccano: «Servono controlli anche su altre aziende».

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Dopo la sentenza del Tribunale di Gorizia che ha imposto ad A2A energiefuture il pagamento di 239mila euro al Comune di Monfalcone, l'opposizione - allora parte della giunta Altran al momento della firma dell'accordo che costituiva il Tavolo tecnico ambientale - risponde alle dichiarazioni del sindaco Anna Maria Cisint.

“Il sindaco dovrebbe ringraziare la giunta che c'era quella volta e lo dice la sentenza, in quanto nella riunione del 2014 il Tavolo non decise nulla, non si approvò l'utilizzo dei fondi per la nuova Aia”, precisa Cristiana Morsolin.

La storia è ormai nota. Nel 2012 viene istituito il tavolo tra amministrazione locale e azienda “per avere informazioni sugli inquinanti e sulle centraline. Il fatto che il comune, a suo tempo, non abbia avvallato la decisione di A2A ha consentito all'attuale amministrazione di vincere la causa contro il colosso”.

I fondi, secondo Morsolin, “erano a disposizione, sono stati recuperati 240mila con la causa ma ci potrebbero essere stati un po' di più se il tavolo fosse andato avanti seriamente. Tra l'altro, lo studio del Cnr ha stabilito che ci sono anche altri grandi fattori di inquinamento”.

Gualtiero Pin, a suo tempo assessore all'ambiente della giunta Altran, ricorda che “il tavolo è collegato all'Emas, la certificazione che permette alla centrale di essere in regola con le proroghe di esercizio. Se l'amministrazione avesse attuato un monitoraggio attento a livello globale del territorio, non ci sarebbe stata la focalizzazione disperata su A2A in quanto il parterre industriale locale è variegato e non è detto che anche altre industrie abbiano problemi, sui quali merita avere attenzione”.

“A2A – conclude Pin - non può essere ombrello e parafulmine di tutta la situazione di monitoraggio di inquinamento industriale. C'è una grande carenza di monitoraggio dell'inquinamento. Non trovo giustificato l'accanimento solo su A2A, il controllo andrebbe esteso in maniera olistica e globale. Non c'è nessuna gara di vittoria o di battere i pugni sul tavolo con persone che lavorano quotidianamente”.

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