Scaduti 90 giorni per la petizione su corso Italia, atteso il voto online a Gorizia

Scaduti 90 giorni per la petizione su corso Italia, atteso il voto online a Gorizia

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Scaduti 90 giorni per la petizione su corso Italia, atteso il voto online a Gorizia

Di Timothy Dissegna • Pubblicato il 08 Giu 2021
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Nuovo botta e risposta tra promotori e sindaco. Ziberna ribatte: «Ci siamo attivati subito, per fine luglio la decisione dei cittadini».

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Tornano alla carica i promotori della petizione contro il senso unico in corso Italia, a Gorizia. Ieri, infatti, sono ufficialmente scaduti i termini di 90 giorni per sottoporre le richieste della raccolta firme agli organi competenti. Il gruppo - composto da Giulia Roldo, Luca Michelutti e Rossella Dosso - lamenta quindi che “pur avendoci comunicato - si legge nella loro ultima missiva al sindaco Ziberna - che i suddetti organi sono stati individuati in una commissione che avrebbe analizzato la vicenda e ci avrebbe fornito delle risposte, quella commissione non ha mai avuto luogo”. Il dito è puntato sull'organo consiliare presieduta da Sergio Cosma.

I tre, infatti, sottolineano che la videoriunione dell'11 maggio tra la commissione mobilità  e i portatori d'interesse “è stata - per ammissione dello stesso Cosma - un incontro che nulla aveva a che vedere con la commissione che avrebbe gestito la petizione. Ci chiediamo quindi perché pensa che gli oltre 2000 firmatari non meritino di essere ascoltati e siamo perplessi per questa costante volontà  a ignorare la voce dei goriziani”. I promotori sottolineano poi che “gli unici ad aver espresso esplicitamente la loro opinione sono stati coloro che - malgrado le restrizioni legate al Covid - si sono mobilitati per firmare la nostra petizione”, pari a 2108 aderenti.

“Le assicuriamo - termina la lettera - che molti di loro quattro anni fa avevano riposto la loro fiducia anche in lei. La differenza è che noi continuiamo ad ascoltarli e a portare avanti la loro volontà . Forse le converrebbe fare altrettanto”. Secca la replica del primo cittadino, che evidenza come “già  da mesi sono intervenuto sulla vicenda, avendo individuato, già  dopo una decina di giorni, la giunta come organo competente a decidere. Questa, nell'arco di poche settimane anziché tre mesi, ha preso la decisione che è nota: non saremo noi a decidere cosa fare o meno, ma lo faranno i cittadini”. Ora, quindi, sono attese le proposte portate dalla commissione, dopo due riunioni sul tema.

“L'importante è che il Comune si esprima - prosegue Ziberna - e noi lo abbiamo fatto a tempi di record. La commissione si è già  attivata, ora dobbiamo calendarizzare un incontro tra giunta, commissione e tecnici per capire le diverse proposte emesse dalla discussione. Alla fine si farà  una quadra e suppongo che verrà  chiesto, come diciamo già  da tempo, di fare un sondaggio online”. Non un referendum in presenza, quindi, come anche la mozione presentata da Aiutiamo Gorizia in Consiglio comunale auspicava, ma una consultazione da affidare a una società  esterna da individuare. “Il referendum significa allontanare, si dovrebbe tenere la situazione fino a ottobre e novembre ed è eccessivo”.

“Ci sono poi i costi e l'uso degli spazi per i seggi elettorali - rimarca il sindaco - e ti porterebbe via mesi di preparazione. Ogni computer o cellulare potrà  votare una volta sola”. Rimangono i dubbi sulla singolarità  della preferenza ed evitare che qualcuno possa esprimersi attraverso più device, ma ciò sarà  legato anche alla tutela della segretezza del voto. In ogni caso, dopo un confronto con Isig, si è individuata la soluzione che costerà  circa 7mila euro, ma il tutto è vincolato all'approvazione del bilancio in discussione oggi dalle 17. “Spero che tutto possa essere fatto già  per fine luglio. Ormai tutti usano il cellulare, la nonna che non sa usarlo chiederà  aiuto al nipote”.

“Se i cittadini decideranno di tornare al doppio senso, in due settimane si potrà  farlo”. Tutto ciò sarà  anche legato al futuro della pista ciclabile, con un loro possibile ritorno sui controviali. “Il mondo va verso la bicicletta e la pandemia ci induce a ritenere opportuno allargare gli spazi. La somma dei diversi fattori ci ha portato a fare adesso la sperimentazione. àˆ una tragedia perché chiedo alla popolazione di scegliere? Sarebbe imbarazzante l'opposto, ormai siamo a cinque mesi di prova. Sarà  poi la commissione a proporre i quesiti da sottoporre, magari condizionando il sì al senso unico all'eliminazione dei parcheggi sulla sinistra. Non ho timore qualunque sarà  la riposta ”.

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