Rimbalzo dalla Commissione al Consiglio, torna il dibattito su corso Italia a Gorizia

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Rimbalzo dalla Commissione al Consiglio, torna il dibattito su corso Italia a Gorizia

Di Timothy Dissegna • Pubblicato il 11 Mag 2021
Copertina per Rimbalzo dalla Commissione al Consiglio, torna il dibattito su corso Italia a Gorizia

Nuovo confronto tra politica e portatori d'interesse sul futuro del viale. La mozione tornerà  in Aula la prossima settimana.

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Era attesa da tempo ma, alla fine, l'ultima parola su corso Italia verrà  decisa in Consiglio comunale. La riunione di questo pomeriggio della commissione, convocata per discutere a riguardo, non ha infatti trovato una quadra, rinviando il tutto alla discussione in programma martedì prossimo. Come preannunciato da Francesco Piscopo (Aiutiamo Gorizia), la sua mozione tornerà  in Aula, dopo che lo scorso 9 marzo lui stesso la ritirò dopo averla presentata. Il motivo di quel gesto fu legato a un lutto personale, preferendo così rinviare il dibattito in un'altra occasione. Lo stesso proponente, poi, ha evidenziato che “questa commissione non servirà  a nulla, andava fatta a dicembre, prima dell'avvio dei lavori”.

In ogni caso, sono stati 17 i soggetti coinvolti, esponendo le proprie posizioni. Dal gruppo a favore della pista ciclabile nel viale alle associazioni degli amanti dei pedali, passando per Legambient, Guardare Oltre e il comitato promotore della petizione per tornare alla situazione precedente, fino a Confcommercio, Apt e Croce verde e molti altri. Molte delle parti coinvolte hanno evidenziato la bontà  dell'idea del percorso riservato alle bici fuori dall'area pedonale, esprimendo anche l'auspicio che venga eliminata la fila di posteggi sulla sinistra, in modo da migliorare la visibilità  per ciclisti e automobilisti, e una posizione contraria al ritorno alla promiscuità  sui controviali. Richiesta anche una continuità  lungo l'asse nord-sud.

A mancare, secondo tanti intervenuti, è infatti un collegamento netto tra la stazione dei treni e la Transalpina, sia per uso quotidiano che per i turisti. Nettamente contraria all'opera e pronta a ritornare al passato è l'associazione Gorizia 3.0: Non capiamo il senso di questa scelta - ha spiegato il presidente Antonio Devetak -, senza alcuna discussione. Noi ci siamo fatti testimoni del disagio dei cittadini. La marcia indietro è stata precipitosa, senza un ragionamento generale sulla mobilità  cittadina”. Parole condivide da Giulia Roldo, tra i tre ragazzi che hanno raccolto 2100 firme contro il progetto: “Più che giunta agnostica, è affetta dal morbo di Ponzio Pilato”, riferendosi alle parole del sindaco sul futuro del corso. Tra gli oppositori all'opera, Franco Zotti (Legaliziamo), dopo il suo intervento ha abbandonato la seduta.

Dal suo punto di vista, il presidente di Confcommercio Gianluca Madriz ha evidenziato che già  precedentemente “approvammo con riserva questa modifica, bisogna passare da una disamina attenta che non sia legata a emozioni del momento. Ciò va fatto con una visione politica, capendo quale città  del futuro si vuole, e con piano urbano del traffico, da condividere con portatori d'interesse”. Proprio quest'ultimo aspetto è stata la cosa più richiesta anche dagli esponenti dei gruppi consiliari, così come già  fatto nelle precedenti riunioni dell'Assemblea. Croce Verde e 18, invece, hanno posto l'accento sulla difficoltà  a muoversi quando il traffico si congestiona, proponendo zone ad hoc per i loro posteggi, così come richiesto dalle associazioni dei disabili.

Sul tema parcheggi, Giancarlo Maraz (M5s) ha puntualizzato che “fu Confcommercio a voler mantenere la seconda fila”. Non sono quindi mancate critiche, condivise anche dal capogruppo di Forza Italia, Fabio Gentile, che si è discostato dalla posizione del suo gruppo. Dal centrosinistra, Federico Portelli (Borghi) ha espresso l'augurio che “tutto non si riduca a una perdita di tempo. Il percorso partecipativo non si deve concludere oggi, vorrei che si sentissero i tecnici che hanno scritto il piano perché loro hanno motivazioni. Teniamo vivo questo strumento” e ha così richiesta al presidente Sergio Cosma una nuova convocazione. Ora la palla passerà  di nuovo al Consiglio, che la prossima settimana sarà  chiamato ad esprimersi anche sulla sistemazione dell'area lungo via Duca d'Aosta.

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