Riunioni dell'Aula solo online, scatta lo sciopero dei consiglieri a Gorizia

Riunioni dell'Aula solo online, scatta lo sciopero dei consiglieri a Gorizia

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Riunioni dell'Aula solo online, scatta lo sciopero dei consiglieri a Gorizia

Di Timothy Dissegna • Pubblicato il 05 Ott 2021
Copertina per Riunioni dell'Aula solo online, scatta lo sciopero dei consiglieri a Gorizia

Posizione trasversale, la seduta non inizia per mancanza del numero legale. 5stelle scettici sull'iniziativa.

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Una lunga fila di nomi e cognomi, seguita dal silenzio. àˆ stato così, per la maggior parte del tempo, la brevissima seduta del consiglio comunale di Gorizia, tenutosi questo pomeriggio in videoconferenza. L'ennesimo, da quando è scoppiata l'emergenza pandemica, e proprio per questo 23 componenti dell'Aula hanno deciso di non prendere parte alla riunione, facendo così cadere il numero legale. Un'azione bipartisan preannunciata già  domenica, in risposta al perdurare delle riunioni online nonostante le numerose richieste di tornare in presenza.

All'ordine del giorno ci sarebbe stato il voto sulla delibera della rete metanizzata sul territorio comunale, nonché il voto di vecchi verbali del 2019. Alla fine, invece, tutto si è risolto in pochi minuti, con il presidente dell'assiste Luca Cagliari e il segretario Maria Grazia De Rosa che non hanno potuto fare altro che prendere atto della situazione. Prima di riconvocare la seduta, però, ci sarà  un incontro ad hoc con capigruppo e tecnici per fare il punto sulla situazione, già  fissato precedentemente per l'11 ottobre. In quell'occasione, si faranno diverse ipotesi.

Una, avanzata da tempo da Francesco Piscopo (Aiutiamo Gorizia), è quella di fare le riunioni al Teatro Verdi, mentre Fabio Gentile (Forza Italia) ha evidenziato anche la disponibilità  dell'Auditorium di via Roma. Di proprietà  della Regione, la stessa concederebbe gli spazi fin da subito. Gli stessi consiglieri, comunque, hanno fatto presente che anche la sala del municipio sarebbe abbastanza ampia per permettere di fare le riunioni in sicurezza. Ad esprimersi in merito, però, è l'Ufficio Affari istituzionali, mentre in altri comuni le sedute sono tornate in presenza già  da mesi.

Seduto online c'era invece Giancarlo Maraz del Movimento 5 stelle, mentre il collega Ermanno Macchitella era assente per motivi di lavoro. Inizialmente conteggiati come aderenti alla protesta, i due pentastellati non nascondo le perplessità  sull'iniziativa: “Avevamo segnalato da tempo che gli scioperi andavano fatti per cose più importanti di questa - commenta Maraz - e non vogliamo che passi il messaggio che tutto va male solo perché siamo in remoto. Ma non è che tutto cambierà  quando saremo in presenza: la città  è male amministrata e tale rimarrà ”.

Rimangono comunque concordi sulle difficoltà  legate al lavorare online, anche per via della piattaforma utilizzata: “Ci sono città  che da tempo si trovano in remoto e le cose funzionano. Le cose vanno male già  da prima”. Molti di coloro che hanno deciso di prendere parte allo “sciopero”, invece, si sono dati appuntamento davanti a Palazzo Attems-Santa Croce, in un flash mob silenzioso. Con loro, anche alcuni cittadini, a rivendicare lo spazio pubblico dell'assemblea e non solo dei rappresentanti eletti. Presente quasi tutti gli esponenti del centro-sinistra, nonché Rinaldo Roldo e Franco Zotti.

La situazione, peraltro, riguarda anche le commissioni, con l'assenza preannunciata per le prossime convocazioni. Alcune sono state perfino interrotte, a causa dei problemi di connessione della maggior parte dei componenti. Se ne riparlerà  lunedì prossimo. Tra chi, invece, è rimasto online c'è Andrea Tomasella (Lega): "Non c'è dubbio che svolgere il consiglio comunale in modalità  telematica ha diversi limiti, tuttavia, grazie a questa modalità , anche durante la fase più acuta della pandemia abbiamo approvato misure fondamentali per la nostra città ".

L'esponente del Carroccio ricorda così "il bilancio, il piano triennale per le opere e atti utili alla Capitale europea della cultura. Ancor più in questi momenti di grandissima difficoltà  per famiglie e attività  economiche - sottolinea -, ritengo che la politica dovrebbe dimostrare maggior senso delle Istituzioni ed essere responsabile, costruttiva e concreta. La ricerca di visibilità  e di consensi elettorali non andrebbe fatta a spese dei cittadini o dell'attività  dell'Aula".

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