la protesta
Fronte bipartisan contro le riunioni online, sciopero in Aula a Gorizia
Maggioranza e minoranza contro le riunione a distanza del consiglio. Aderiscono 25 esponenti.
àˆ un fronte trasversale quello in consiglio comunale a Gorizia contro il prorogarsi delle riunioni in streaming. Da marzo 2020, infatti, l'Aula si ritrova solo in videoconferenza, rimedio utilizzato da tutte le altre amministrazioni in giro per la Penisola con l'insorgere della pandemia. Negli ultimi mesi, però, diverse hanno ripreso le attività in presenza, a partire da Udine e Trieste. Per questo, 25 esponenti di maggioranza e minoranza hanno espresso tutto il loro disappunto per essere rimasti ancora in questa situazione, convergendo su una decisione.
In occasione della prossima seduta, in programma martedì, tutti loro hanno quindi deciso di non presentarsi online. Ciò significa che, già dall'appello, sarà evidente la mancanza del numero legale per dare inizio alla seduta. Già nelle ultime due, peraltro, il numero minimo di votanti è caduto dopo la richiesta di verifica, costringendo l'assise a uno stallo di fatto. Nell'ultima occasione, il numero è venuto meno per un consigliere assente, non votando quindi la delibera sulla rete metanizzava del territorio comunale, che andava approvata entro il 30 settembre.
In realtà , il vincolo era meno rigido, come sottolineato da Fabio Gentile, capogruppo di Forza Italia e tra i promotori dell'iniziativa: “Alla fine, non era nemmeno obbligatorio passarla in Aula, sto che non sono state fatte modifiche rispetto all'anno scorso”. Viceversa, Rinaldo Roldo di Movimento regione futura, anch'egli aderente alla protesta, ha evidenziato come la commissione pertinente sia stata chiusa perché la maggior parte dei componenti ha avuto problemi con la connessione. Una situazione non inedita, denunciano tutti quelli che hanno deciso per l'azione.
Il dissenso è bipartisan: tre esponenti di Forza Italia (oltre a Gentile, anche Franco Hassek e Mariagrazia Mollica), 16 dell'opposizione - quindi tutto il centrosinistra e il Movimento 5 stelle -, Francesco Piscopo e Pasquale Picariello (Aiutiamo Gorizia), Franco Zotti (Legaliziamo) e Cambiamo con Toti (oltre a Roldo, anche Riccardo Stasi e Serenella Ferrari). Lo stesso Gentile non ha mai negato le critiche alla misura online, tanto da aver provato più volte a “scioperare” nel corso delle sedute. Ora, la misura è colma per tanti, soprattutto perché non arrivano risposte.
A decretare il ritorno a Palazzo Attems-Santa Croce - o in un'altra sede idonea per garantire il distanziamento - deve essere l'Ufficio Affari istituzionali. “Il problema è che ha solo una persona” rimarca il leader forzista. Disagio già espresso allo stesso presidente del Consiglio, Luca Cagliari, e al sindaco Rodolfo Ziberna, con il dito che rimane puntato verso la dirigenza. “I nostri diritti sono calpestati” aggiunge Gentile. La critica si estende anche ad altri problemi, come l'assenza di un presidente per quattro commissioni e l'assenza di un vicepresidente dell'assise.
L'ultima era Alessandra Zanella, ma a meno di un anno dal voto molte cose ancora mancano. Nel frattempo, dopo la prima convocazione che finirà anzitempo, si potrà riconvocare tutti in seconda chiamata, con il numero legale sceso a 14. L'opposizione, comunque, sarà fatta anche nelle varie commissioni - tranne in quella su corso Italia, in programma domani - mentre dopodomani molti degli aderenti faranno un flash mob davanti al municipio, in silenzio. Le alternative proposte sono diverse, come l'Auditorium di via Roma, ma la stessa sala sarebbe abbastanza capiente.
Rimani sempre aggiornato sulle ultime notizie dal Territorio, iscriviti al nostro canale Telegram, seguici su Facebook o su Instagram! Per segnalazioni (anche Whatsapp e Telegram) +39 328 663 0311.
Occhiello
Notizia 1 sezione
Occhiello
Notizia 2 sezione

















