Progetti e fondi sulla Capitale della cultura 2025, «non siamo in ritardo»

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Progetti e fondi sulla Capitale della cultura 2025, «non siamo in ritardo»

Di Timothy Dissegna • Pubblicato il 24 Gen 2023
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Lunga seduta della V commissione, 23 milioni di euro nel budget 2023. Transalpina ancora punto critico.

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L’organizzazione della Capitala europea della cultura 2025 non è in ritardo, anzi procede meglio di altri casi. È quanto emerso nella lunga seduta della V commissione regionale, riunitasi questo pomeriggio nella Sala consiliare dell’ex Provincia in corso Italia per far dialogare i principali soggetti coinvolti tra Gorizia e Nova Gorica con i componenti dell’organo. Presenti i consiglieri della minoranza ma solo Mauro Di Bert (Progetto Fvg) per il centrodestra, insieme al presidente Diego Bernardis (Lega).

A chiedere un incontro ad hoc è stato Franco Iacop (Pd) per capire lo stato di avanzamento del progetto, a oltre due anni dalla nomina. Tra gli elementi presentati agli esponenti dell’Aula, uno significativo è stato offerto dall’assessore alla cultura Tiziana Gibelli: dal 2022 al 2025, la Regione ha già previsto 48 milioni di euro di fondi. A questi si aggiungono 20 milioni per il bando Borghi: “Ho avuto resistenza dal ministero - ha rivelato l’esponente della giunta - che preferiva un borgo piccolo e spopolato”.

Davanti alla commissione si sono presentati - oltre alla stessa amministrazione regionale - i sindaci delle due città sul confine, Gect Go, zavod GO! 2025, direzione regionale Infrastrutture, PromoturismoFvg, Fondazione Carigo e Camera di commercio Venezia Giulia. Tutti componenti dei diversi tavoli che stanno lavorando sul progetto transfrontaliero, evidenziando quanto fatto nel corso dei mesi e cosa bisogna ancora coprire. “Questa capitale spetta alla Slovenia - ha evidenziato Rodolfo Ziberna - che ha scelto di correre in ticket con Gorizia”.

I problemi e relativi ritardi iniziali, quindi, sono “avvenuti per la differenza tra i sistemi italiano e sloveno”. Una difficoltà ancora presente sul progetto dell’Epicenter, ossia l’immobile che dovrà essere costruito a cavallo del confine in piazza Transalpina. La stessa Gibelli ha rivelato che questo è l’unica criticità sul cronoprogramma, mentre “quest’anno abbiamo chiesto ai soggetti culturali di allungare il ‘nastro di produzione’ in termini di tempo su Gorizia, aggiungendo qualche settimana in più a inizio o fine anno”.

Un ulteriore passo per allungare gli appuntamenti culturali in vista del clou che sarà tra due anni. In quel caso, il programma da bidbook sarà di competenza del Gect e zavod, con il direttore artistico Stojan Pelko che ha rimarcato come “Nova Gorica non avrebbe avuto chance di vincere senza la collaborazione con Gorizia. Rispetto alle altre città slovene, ha avuto coraggio di andare oltre il confine, sapendo di trovare forti alleati nella minoranza slovena e schiudendo le porte verso la cultura italiana”. Sono già 88 i percorsi in programma.

Con i responsabili di questi, italiani e sloveni, saranno presto stretti anche contratti formali. “Ci mancano due anni all’appuntamento - ha puntualizzato Romina Kocina, direttrice del Gect - e siamo già più avanti di Vesprem, Capitale 2023 in Ungheria” da cui una delegazione goriziana è da poco tornata. Tra il Gruppo di cooperazione e l’ente sloveno, nato per poter raccogliere i fondi pubblici di Lubiana, ci sono una ventina di persone che oggi lavorano, dividendosi le competenze: il Gect su infrastrutture e lo zavod sul programma.

Il direttore di quest’ultimo, Gorazd Božič, ha ricordato che nel budget 2023 sono previsti 23 milioni di euro, di cui: 10 milioni dallo Stato sloveno, 5 milioni dal Comune di Nova Gorica, 3 milioni dalla Regione Friuli Venezia Giulia e altrettanti da reperire ancora con partenariati privati, Comuni del territorio ed eventuali aiuti europei. A oggi, quindi, sono confermati 18 milioni. “Dopo aver incontrato i comuni sloveni - così Pelko -, ora incontreremo quelli italiani per vedere quali sono le location migliori” per eventuali eventi.

Dal canto suo, Ziberna ha voluto togliersi qualche sassolino dalla scarpa: “Non è una battaglia politica, stiamo lavorando tutti insieme dal pubblico al privato. Non avremo altre opportunità come questa nel prossimo futuro. Mi fa tristezza sentire parlare di commissariamento della città, è una rincorsa a gettare discredito. L’obiettivo è promuovere più eventi possibili. È indubbio che abbiamo problemi di ricettività, certo vogliamo mantenere una quota di turisti anche negli anni successivi ma gran parte scemerà, com’è successo a Matera”.

“Su entrambi i lati del confine - ha rimarcato Samo Turel, che insieme all’omologo poche ore prima era a Trieste per presentare GO! 2025 al ministro degli Esteri Tajani - è maturata la consapevolezza che la Capitale è un’opportunità straordinaria che non si ripeterà a breve. Possiamo dimostrare che le differenze possono diventare un vantaggio, come l’edificio che costruiremo sul confine dove ci sarà una sedia in Italia e un’altra in Slovenia. Siamo in trattativa con Lubiana per ulteriori 20 milioni per investimenti sul territorio per opere che rimarranno”.

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