L'INIZIATIVA
Nova Gorica, firmato l'accordo per candidare i luoghi della Grande Guerra a ‘Itinerario culturale’ del Consiglio d'Europa
Punto di riferimento è il ‘Cammino della pace – Pot miru’, che da Log pod Mangartom arriva a Trieste con oltre 500 chilometri in circa 30 tappe. Alla cerimonia all'Epic Center c'era la presidente slovena Nataša Pirc Musar.
È stato firmato oggi all'Epic Center di Nova Gorica, alla presenza della presidente della Repubblica di Slovenia Nataša Pirc Musar, il memorandum per la creazione di un Cammino della Pace europeo, destinato a unire i luoghi e le memorie della Grande Guerra in Europa. L'accordo porta a conclusione il progetto "Gov4Peace", sviluppato nell'ambito del programma Interreg Europa centrale, con l'obiettivo di candidare i luoghi della Grande Guerra nel novero degli Itinerari culturali del Consiglio d'Europa.
«In un contesto geopolitico caratterizzato da tensioni commerciali, guerra ibrida e rapporti internazionali sempre più incerti», ha detto l'assessore regionale alle Attività produttive e Turismo Sergio Emidio Bini, intervenuto alla firma, «questa giornata ci ricorda che la pace e la cooperazione tra i popoli sono possibili e vanno ricercate con ogni mezzo. La firma del memorandum di oggi rappresenta in questo senso un grande messaggio di pace, in un luogo simbolo della cooperazione internazionale che, non più di un anno fa, ha ospitato la prima capitale europea della cultura transfrontaliera».
Un punto di riferimento è l'esperienza della cooperazione tra Friuli Venezia Giulia e Slovenia, a partire dal "Cammino della pace – Pot miru", il percorso a piedi che unisce i luoghi più importanti e significativi della Grande Guerra sul fronte isontino. Parte da Log pod Mangartom, in Slovenia, e arriva a Trieste: oltre 500 chilometri in circa 30 tappe tra Slovenia e Friuli Venezia Giulia, con la possibilità di approfondire in particolare le vicende e le storie legate alle battaglie sul Carso e alla ritirata di Caporetto.
Dopo aver portato i saluti del presidente della Regione Massimiliano Fedriga, Bini ha ribadito l'importanza di trasformare i confini da elemento di divisione a occasione di dialogo, crescita economica e benessere, citando l'esempio di Nova Gorica e Gorizia: «Due città un tempo opposte, dove passava fisicamente la cosiddetta cortina di ferro e dove oggi opera uno dei più straordinari laboratori dell'integrazione europea. Non poteva esserci luogo più adatto, quindi, per la firma di questo memorandum, che nasce dal lavoro svolto nell'ultimo decennio da Slovenia, Italia e Friuli Venezia Giulia per il recupero, la tutela e la valorizzazione del patrimonio storico della Prima guerra mondiale».
L'assessore ha poi ricordato le parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella all'inaugurazione di Go! 2025, quando dichiarò che il nostro passato non deve diventare il futuro dei nostri figli. «È una responsabilità che tutti condividiamo», ha aggiunto Bini, «e che può realizzarsi solo se sapremo custodire la memoria e coltivare il dialogo e il rispetto reciproco».
Il memorandum è stato sottoscritto da numerose istituzioni ed enti, non solo italiani, tra cui PromoTurismoFVG, ma anche di altri Paesi aderenti al programma di cooperazione Interreg Europa centrale.
Rimani sempre aggiornato sulle ultime notizie dal Territorio, iscriviti al nostro canale Telegram, seguici su Facebook o su Instagram! Per segnalazioni (anche Whatsapp e Telegram) la redazione de Il Goriziano è contattabile al +39 328 663 0311.
Occhiello
Notizia 1 sezione
Occhiello
Notizia 2 sezione















