il voto in aula
Legge su Gorizia 2025, ok della Regione ma scoppia la polemica
Discussione accesa sul testo, Gibelli: stanziati i fondi per salvare il cinema. Dietrofront su Erpac.
Nel giorno in cui Gorizia e Nova Gorica hanno ospitato i presidenti della repubblica d'Italia e Slovenia, il consiglio regionale ha dato il via libera al ddl che prevede le prime misure per la Capitale europea della cultura 2025. Un testo che non ha trovato tutta l'Aula concorde, però, con l'astensione di gran parte della minoranza e il voto contrario di Open sinistra Fvg, venendo quindi approvato dalla maggioranza. Secondo l'opposizione, infatti, la normativa è poco più di una legge di manutenzione, rinnovando le critiche già mosse in V commissione.
I gruppi di opposizione hanno lamentato il ridotto coinvolgimento della commissione e contestato gli articoli di semplificazione che attribuiscono alla giunta una serie di scelte, prima affidate al consiglio. Apprezzato, invece, quello che hanno ritenuto un dietrofront della maggioranza sul ruolo dell'Erpac, che esce rafforzato dalla nuova norma. Discussione animata su l'abrogazione delle norme relative alla Grande guerra e alla valorizzazione del ruolo delle portatrici carniche, alla fine stralciate. Il dibattito si è protratto a lungo, tanto da essere ripreso oggi.
Il risultato finale trova il plauso dell'assessore regionale alla cultura, Tiziana Gibelli, che ha ricordato come Gorizia, secondo un'indagine pubblicata dal Sole 24Ore, “risulta essere la città italiana che ha il rapporto più elevato fra popolazione residente e spettatori di cinema. Abbiano rischiato concretamente che Gorizia rimanesse senza una sala cinematografica, perché la proprietà vuole vendere l'immobile che ospita l'associazione” Palazzo del cinema “e l'amministrazione comunale non ha la disponibilità economica per acquistarla”.
“Tutto questo non ci è sembrato un prologo accettabile per un evento di così grande spessore come Nova Gorica-Gorizia Capitale europea della cultura 2025 e quindi abbiamo deciso di intervenire”. Sul fronte degli appuntamenti, “da novembre inizieremo a lavorare sulla programmazione per il 2022”. Lettura completamente diversa dal centrosinistra, con Diego Moretti (Pd) che parla di una “legge cornice priva di contenuti concreti e condivisi che, nonostante porti il nome di questo storico appuntamento, viene trattato solo in una minima parte”.
Dalla lega, Diego Bernardis - relatore del disegno - festeggia il voto, sottolineando che l'evento “dovrà essere aperto a tutti e per questo procederemo, di concerto con l'assessore Gibelli, insieme al tavolo tecnico formato da Camera di commercio, Comune di Gorizia, Gect Go ed Erpac, ad ascoltare e ricevere tutti i portatori di interesse per individuare gli appuntamenti, le iniziative culturali e le manifestazioni”. Critiche anche dai 5 stelle, soprattutto per non aver inserito i propri emendamenti per agevolare l'accessibilità ai cinema dei disabili.
“Abbiamo presentato i nostri emendamenti - spiega Mauro Capozzella - nell'ambito della norma su Gorizia capitale della cultura, ma ci è stato chiesto di ritirarli e di ripresentarli nel successivo disegno di legge di assestamento di bilancio per questioni di copertura finanziaria. Peccato, però, che il centrodestra ha poi votato contro le nostre proposte”. Massimo Moretuzzo (Patto per l'autonomia), punta il dito contro l'insufficiente “attenzione all'integrazione transfrontaliera e alla straordinaria diversità di lingue e cultura”.
Accolta, invece, la richiesta di un rafforzamento delle competenze del Gect, nonché di coinvolgere i soggetti attivi nella progettualità degli eventi legati all'appuntamento, “in una maggiore valorizzazione delle lingue friulana e tedesca, prevedendo azioni concrete per un loro sostegno anche nei prossimi anni”. Furio Honsell (Open), infine, ricorda che è stata abrogata “la norma che prevedeva che la Regione elaborasse un programma culturale. Molte invece le norme che attribuiscono solamente alla giunta decisioni strategiche che, precedentemente, venivano vagliate anche in sede di consiglio”.
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