la giornata
L'ultimo abbraccio di Mattarella e Pahor, una nuova Europa con la Capitale 2025
Pahor celebra il presidente: «Ho salutato un amico». L'invito di Mattarella a raggiungere una memoria condivisa.
Sono arrivati con un cielo plumbeo e se sono andati con la pioggia incessante su Gorizia. Sergio Mattarella e Borut Pahor hanno lasciato il loro ultimo segno sulle due città di confine in piazza Transalpina, sotto un'enorme struttura distribuita su entrambi i lati dell'area. I due presidenti della repubblica hanno mantenuto la promessa di visitare la futura Capitale europea della cultura a pochi mesi ormai dalla fine dei rispettivi mandati, con la convinzione però che quanto fatto insieme proseguirà anche negli anni a venire.
Questa è la sintesi dei loro discorsi, a conclusione di una lunga giornata inizia a mezzogiorno in piazza Bevk a Nova Gorica. Proprio l'immagine del cuore della cittadina, con bandierine e gente in festa, è quella che risalta di più sul grigiore del meteo e della controparte italiana, dove le misure di sicurezza decise dal Quirinale hanno vietato possibili assembramenti. Solo all'ultimo minuto, sul versante tra corso Verdi e via Diaz, per qualche decina di persone è stato possibile assistere all'arrivo dei due capi di stato, prima dell'ingresso al Verdi.
Non sono mancati i malumori, soprattutto online, per la decisione a Gorizia di evitare la partecipazione del pubblico. Anche perché non si è vista l'ombra di eventuali contestatori, se non ai margini di trg Evrope con una risicata presenza armati di cartelli anti-green pass. Presenze praticamente marginali rispetto alla festa a Nova Gorica, comunque, mentre la cerimonia conclusiva ha visto la partecipazione di esponenti della politica, cultura ed economia locale, unici ammessi ad assistere ai discorsi, anticipati dai sindaci Rodolfo Ziberna e Klemen Miklavič.
“Grazie alla vostra sensibilità per i nostri luoghi - ha evidenziato il primo cittadino sloveno - per la prima volta nella storia, si sta svolgendo nella nostra città un evento che di solito si dovrebbe tenere” nelle capitali. “Oggi ci è stato assegnato il ruolo di scenario alle massime onorificenze statali”. L'omologo italiano ha quindi posto l'attenzione sulla divergenza nell'affrontare la pandemia, “che ha determinato gravi impatti sul nostro territorio per i cittadini e le imprese”, con la necessità di “far ripartire la Comunità europea ed i nostri stati proprio dai comuni”.
Un'azione necessaria a “rendere l'Europa dei nostri figli più partecipata e vicina alle loro esigenze ed aspettative”. Parole raccolte da Pahor, che prima di concedere la massima onorificenza slovena all'omologo, ha evidenziato gli sforzi fatti per accrescere l'amicizia tra Italia e Slovenia. “Oggi ho salutato un amico” le parole del capo di stato di Å empeter. L'inquilino del Quirinale ha quindi ricordato il primo incontro tra i due, nel 2015, e le sfide che attendono: “Questa onorificenza segnala un cammino” ha commentato, ossia quello verso una memoria condivisa.
Rimani sempre aggiornato sulle ultime notizie dal Territorio, iscriviti al nostro canale Telegram, seguici su Facebook o su Instagram! Per segnalazioni (anche Whatsapp e Telegram) +39 328 663 0311.










Occhiello
Notizia 1 sezione
Occhiello
Notizia 2 sezione

















