«Gorizia ricordi chi combatté con gli Asburgo», la proposta in Aula

«Gorizia ricordi chi combatté con gli Asburgo», la proposta in Aula

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«Gorizia ricordi chi combatté con gli Asburgo», la proposta in Aula

Di Timothy Dissegna • Pubblicato il 23 Apr 2022
Copertina per «Gorizia ricordi chi combatté con gli Asburgo», la proposta in Aula

La mozione della Lega per chiedere il monumento, il progetto dell'associazione Isonzo.

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Un monumento dedicato a chi, durante la Grande guerra, combatté con la divisa asburgica. La proposta sarà  presentata nel prossimo consiglio comunale di Gorizia, atteso martedì 26 aprile dalle 16, dall'esponente della Lega Claudio Tomani. Un simbolo per ricordare i 5mila soldati che partirono da qui fin dal 1914 per il fronte della Galizia, regione dell'Est Europa contesa tra Vienna e l'Impero russo. Molti di loro caddero a Leopoli, la stessa città  tornata da oltre due mesi all'onore delle cronache internazionali per un altro conflitto, quello tra Ucraina e Russa.

“Nel Trattato di pace - ricorda il componente del Carroccio - era stato proibito di commemorare qualsiasi soldato che servì sotto l'Austria. Oggi, però, quasi tutti i comuni della zona hanno ricordato i nomi dei propri caduti” che servirono sotto l'Aquila bicipite. L'ultimo in questo senso è stato San Floriano del Collio, che a fine marzo ha svelato un monumento a piramide a memoria di quelle persone. Di tutti quei goriziani partiti per combattere, mille non fecero ritorno tra morti e dispersi. “Sarà  un monumento che include tutti” rimarca Tomani, ipotizzando anche tre ubicazioni.

L'idea preferita sarebbe quella dei Giardini pubblici di corso Verdi, oppure al Parco della Rimembranza o in piazza della Transalpina. Quest'ultima, peraltro, avrebbe un duplice significato: “Tra chi partì all'epoca, c'era anche chi veniva dalle zone oggi oltreconfine” rileva il leghista. A ideare e realizzare l'opera è stata l'associazione Isonzo, che avrebbe bisogno solo di un luogo e dell'approvazione tecnica degli uffici comunali per passare alla collocazione. Il tutto senza costi per le casse pubbliche, precisa ancora il proponente, che presenterà  la mozione al terzo punto.

“Anche i goriziani hanno diritto al loro passato. Non c'è popolo senza storia né c'è un futuro. In ogni caso, bisogna essere grati a Italia perché senza di lei, dopo il 1919, Gorizia sarebbe finita sotto la Jugoslavia” con l'allora Regno di serbi, croati e sloveni e quindi la modifica nella monarchia jugoslava dal 1929. La proposta arriva all'indomani delle accese polemiche su nomi e identità  della città , ma Tomani rimarca: “Qualsiasi persona intelligente non può controbattere quello che ho detto. Abbiamo reso omaggio al Milite ignoto, ci deve essere reciprocità ”.

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