la posizione
Garante dei diritti nega il patrocinio al Pride di Gorizia, ira del M5S
La consigliera Ilaria Dal Zovo contro la decisione dell'istituzione: «Non deve solo tutelare le vittime ma prevenire la discriminazione».
"Il mancato patrocinio al Fvg Pride del Garante regionale per i diritti della persona è uno smacco allo stesso ruolo istituzionale ricoperto, prima ancora che una scelta con una chiara matrice politica". Lo afferma, in una nota, la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle, Ilaria Dal Zovo.
"Il Pride è una manifestazione che è nata e si tiene ogni anno in tutto il mondo per affermare i diritti all'uguaglianza e alla non discriminazione delle persone Lgbt - aggiunge Dal Zovo -. Sorprende pertanto la decisione. In qualità di autorità regionale anti-discriminazione, ha il preciso mandato non solo di tutelare le vittime ma anche di prevenire ogni forma di discriminazione, comprese quelle fondate sull'orientamento sessuale e l'identità di genere attraverso attività promozionali, che purtroppo in questi anni sono completamente mancate".
"Il mancato patrocinio al Pride evidenzia ancora una volta la mancanza di indipendenza del Garante regionale nei confronti della maggioranza politica che ne ha consentito la nomina - conclude l'esponente M5S -. Una situazione che mina l'efficacia della sua azione, come dimostrato anche dal silenzio mostrato dal Garante nei confronti di diversi atti legislativi regionali che sono stati dichiarati illegittimi dalla Corte costituzionale, ma anche da tribunali regionali, per violazione dei principi di uguaglianza e non discriminazione".
Sul tema è intervuto anche Furio Honsell (Open Sinistra Fvg): "Nebbia fitta sui diritti nel nostro paese. Da un lato leggiamo del grave voltafaccia sul disegno di legge Zan da parte di forze politiche come Italia viva, che si sono dichiarate di centro-sinistra, dall'altro leggiamo del garante dei diritti che argomenta in punta di diritto il rifiuto del patrocinio al Pride, per non prendere posizione, per non parlare delle dichiarazioni fatte recentemente circa il 'taking the knee' prima delle partite internazionali di calcio contro il razzismo".
"I diritti vanno sempre difesi e riaffermati in ogni occasione - sottolinea l'ex primo cittadino di Udine - e a maggior ragione quando si ha un ruolo! Anche il Garante dei diritti ha un ruolo politico. Non prendere posizione per ossequio alla posizione del sindaco di Gorizia, come leggiamo dalle dichiarazioni del Garante regionale, sarà anche motivabile ma significa non ritenere esigibili i diritti che il Pride vuole invece promuovere. Io penso che i diritti per essere tali debbano essere di tutti!".
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