Un altro no al Pride di Gorizia e Nova Gorica, scontro con il Garante dei diritti

Un altro no al Pride di Gorizia e Nova Gorica, scontro con il Garante dei diritti

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Un altro no al Pride di Gorizia e Nova Gorica, scontro con il Garante dei diritti

Di Redazione • Pubblicato il 03 Lug 2021
Copertina per Un altro no al Pride di Gorizia e Nova Gorica, scontro con il Garante dei diritti

Scontro tra organizzazione e Paolo Pittaro. La replica: «Non siamo un partito, non si è mai impegnato per la comunità  LGBTQIA+».

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Arriva un nuovo no all'organizzazione del Pride di Gorizia e Nova Gorica, in programma a inizio settembre. Questa volta è il Garante regionale per i diritti della persona - ossia l'ex docente universitario Paolo Pittaro - a non voler concedere il proprio patrocinio, dopo che già  la giunta comunale guidata dal sindaco Rodolfo Ziberna aveva posto il proprio diniego. Scelta opposta, invece, quella fatta dall'omolgo sloveno Klemen Miklavič. "Riceviamo con dispiacere il rifiuto - spiega Fvg Pride in una nota - e non possiamo tacere le perplessità  che ci ha suscitato il suo ragionamento".

Nella motivazione, firmata il 9 giugno, si legge infatti “Come correttamente esposto nella richiesta, tale manifestazione intende trattare le tematiche rivendicate ed esposte molto diffusamente nel 'Manifesto Politico' allegato. Trattandosi, per l'appunto di un manifesto 'politico' (e, quindi, di parte, ed aperto ad ogni dissenso) questo Garante, quale organo normativamente indipendente, già  prescindendo dall'esame dei singoli, molteplici punti, non può prestare sostegno istituzionale". Dall'associazione si dicono "perplessi" che l'istitutizione "intenda il termine 'politico' come 'essere di parte'".

L'organizzazione evidenzia che "un laureato in giurisprudenza e scienze politiche dovrebbe sapere che, per politico, si intende 'che riguarda la politica, cioè l'arte del governo, l'esercizio dei pubblici poteri, l'amministrazione dello stato e, in genere, la vita pubblica'", definizione attinta dalla Treccani. "Sembra che Pittaro intenda che il nostro manifesto e la nostra associazione siano assimilabili a un partito politico e - in questa contingenza - a specifici partiti già  esistenti. Ribadiamo, una volta in più, che Fvg Pride è un'associazione certamente politica, giacché le istanze che avanziamo riguardano l'amministrazione della vita pubblica in un'ottica di inclusività  e prevenzione delle discriminazioni".

In ogni caso, "mai la nostra associazione vorrà  costituirsi a partito e, men che meno, accetterà  di collaborare o di essere in qualsiasi modo collegabile a specifici partiti politici. A prescindere dalle presunte parti politiche, le parole del diniego ci sembrano in ogni caso inappropriate se provenienti dal Garante regionale per i diritti della persona, una figura istituzionale politicamente - e partiticamente - indipendente". La nota di diniego si conclude con “rimane comunque fermo il compito del Garante, ai sensi della legge istitutiva (l.r. 16 maggio 2014 n. 9), intervenire in base a segnalazioni di discriminazione, di qualsiasi tipo, nel contesto e nei limiti delle normative vigenti”.

"Cogliamo queste parole come una dichiarazione di intenti del suo mandato - conclude la nota -, basato solo sull'assistenza alle vittime e nient'affatto impegnato nella prevenzione delle discriminazioni e della violenza verso le persone LGBTQIA+: non ci stupisce infatti che, dal suo insediamento nel 2019, nessuna azione è stata intrapresa da Pittaro in questo senso. Vogliamo sottolineare, ancora una volta, la vitale importanza della sensibilizzazione e della prevenzione: è solo lavorando preventivamente che un'istituzione di garanzia, come quella che presiede Pittaro, può limitare il numero delle vittime".

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