Il fronte anti-Ziberna disunito, Romoli chiude gli Stati generali

Il fronte anti-Ziberna disunito, Romoli chiude gli Stati generali

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Il fronte anti-Ziberna disunito, Romoli chiude gli Stati generali

Di Timothy Dissegna • Pubblicato il 10 Mag 2022
Copertina per Il fronte anti-Ziberna disunito, Romoli chiude gli Stati generali

Presenti 4 candidati su 6 alle comunali, il bilancio: «Certifichiamo una sconfitta».

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L'obiettivo era formare un fronte unico e compatto, ma i risultati finali hanno mostrato tutt'altro scenario. Andrea Romoli, presidente della Scuola di formazione politica intitolata al compianto padre Ettore, ha iniziato l'incontro conclusivo del percorso avviato mesi fa con questa constatazione. L'idea a monte dell'associazione era riunire sotto un unico cappello le diverse forze politiche di Gorizia, con il supporto del gruppo de I visionari, per trovare un nome condiviso nella sfida elettorale al sindaco uscente, Rodolfo Ziberna. Alla fine, però, i competitor sono cinque in tutto.

La maggior parte di loro era seduto ieri sera al Trgovski dom, dove il giornalista ha riunito chi ha dato il proprio contributo alla giornata degli Stati generali goriziani. Appuntamento che aveva visto coinvolto lo stesso primo cittadino, questa volta assente - “C'è il rammarico per chi non è presente” il commento di Romoli -, nonché alcuni futuri candidati alle urne di giugno. In sala ci sono così Laura Fasiolo, Franco Zotti, Pierpaolo Martina e Antonio Devetag, assente anche Serenella Ferrari. Gli stessi aspiranti sindaci hanno concluso l'incontro con la propria visione della città , dopo aver tirato le fila di questi mesi.

“Come disse Einaudi - ha rilevato il deputato Guido Germano Pettarin, al fianco di Romoli nell'attività  - il problema dell'Europa era se essere uniti o scomparire. Una scelta analoga serve anche a Gorizia, rendendosi conto che il tempo passa. Serve che ci siano i goriziani, il calo dei cittadini è evidente ma dobbiamo guardare oltreconfine. A Nova Gorica sono goriziani tanto quanto noi”. L'appello è ancora una volta quello a una città  unica, dapprima sotto l'aspetto socio-economico e, in futuro, anche amministrativo. Il tutto nella Giornata dell'Europa, a ricordo della Dichiarazione Schuman e della sconfitta del nazifascimo.

L'ex forzista ha quindi puntato il dito verso il concerto che da lì a poco si sarebbe tenuto in piazza Transalpina: “Non è equilibrato, ci sono solo due italiani. Perché l'attuale amministrazione si è disinteressata anche a questo tema?”, evidenziando una “sostanziale sottovalutazione e disinteresse alla città ”. La lettura di quanto fatto in questi mesi è stata data anche da Roberto Furlanut de I visionari: “A posteriori, sembra che gli incontri che abbiamo fatto non abbiano portato a nulla. Volevamo sconvolgere gli assetto novecenteschi ma non ci sarà  un superman che salverà  la città . C'è bisogno di tutti”.

Ha quindi elencato i quattro punti del percorso, svoltosi a San Rocco: stimolare il dialogo, porre la politica come servizio, parlare di politica anche fuori dalla campagna elettorale e ricercare il bene comune. Obiettivi condivisi da Lucio Gruden, ex esponente di Percorsi goriziani e tra i promotori della protesta contro il senso unico in corso Italia: “Se non si è riusciti a creare un blocco insieme per questo turno, può essere che si arrivi dopo”, magari già  al ballottaggio. Non parla di fallimento Livio Semolič, segretario regionale dell'Unione economico culturale slovena: “Ci sono ancora il secondo tempo e i supplementari”.

Chiudendo il discorso, e il percorso in sé che ha portato alla pubblicazione di un libro con i diversi interventi, Romoli ha quindi ricordato la sua recente esperienza in Ucraina. Come inviato della Rai, il giornalista ha raccontato che “il mio ricordo più bello è legato ai sindaci che ho intervistato, da Mariupol a Kharkiv”. E su Gorizia: “Manca una classe dirigente, anche se ci sono forze importanti in città . Il nome di mio padre è usato in modo vergognoso, pensano che possa coprire le nefandezze ma lui ormai non c'è più e non copre nulla”. Il riferimento è al recente annuncio della sorella Francesca di candidarsi nella lista Noi con l'Italia.

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