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Forza Italia spinge nel centrodestra, appello al voto nel fortino Gorizia
L'incontro con gli elettori, le stoccate gli alleati. «Ci davano per morti ma siamo uniti».
Nel panorama di centrodestra, Forza Italia punta ad avere ancora un ruolo di rilievo nella prossima legislatura. L’obiettivo è stato confermato ieri sera in sala Dora Bassi a Gorizia, durante la presentazione dei due candidati cittadini alle elezioni di domenica, Dario Obizzi e Fabio Gentile, insieme alla capolista alla Camera Sandra Savino. Il partito si è riunito per uno degli ultimi momenti elettorali prima della chiamata alle urne, richiamando anche il vicepresidente della Regione, Riccardo Riccardi.
“Dobbiamo ricordare a tutte le altre liste - ha commentato subito la coordinatrice Silvana Romano - che solo noi abbiamo candidati goriziani. Ci davano al 4% già alle comunali, invece abbiamo fatto un risultato importante”. Parole condivise dal sindaco Rodolfo Ziberna, che ha ricordato come “anche alle amministrative quello che ci ha spinto è stato correre per il partito, anche chi non sapeva che non sarebbe entrato in consiglio comunale. È una filiera, se conti di più a Roma conti di più sul territorio”.
In particolare, l’auspicio è per la riconferma di Savino, nonché per un suo possibile ruolo di governo se vincesse il centrodestra. In ogni caso, gli esponenti hanno più volte evidenziato il ruolo della compagine tra gli alleati: “Forza Italia è garanzia di equilibrio a livello internazionale - così Riccardi - come dimostrò l’idea di Berlusconi di allargare la Nato alla Russia in quel vertice a Pratica di Mare, per dialogare poi con la Cina. Siamo stati considerati un partito di carta, ma siamo fatti di carne e ossa”.
“Abbiamo un programma compatibile con gli alleati - ha incalzato l’esponente della giunta regionale - ma senza di noi non si fa il governo". Proprio il rapporto con le altre forze dello schieramento è stato toccato più volte nel corso dell’incontro, con Obizzi che ha rilevato il fatto che “a volte vedo delle uscite degli alleati difficili da comprendere, noi siamo abituati a mediare. Abbiamo dimostrato di essere uniti a Gorizia”. Il già assessore al bilancio correrà per il Senato, mentre l’ex collega in Aula per la Camera.
“Ho assistito con interesse all’ultima campagna elettorale in città - le parole di Gentile, che non era ricandidato - e il risultato di Forza Italia è merito della credibilità dei candidati. Noi siamo la garanzia di un modo di fare politica che è garanzia del sistema europeo. Non si può dire di essere pro Nato ma poi non dare le armi agli ucraini”. Non ha risparmiato stoccate agli avversari, in particolare al Terzo polo e al supporto espresso dall’ex candidato sindaco Pierpaolo Martina: “Era il momento migliore per stare zitto”.
Savino ha quindi puntato l’attenzione sul ruolo della rappresentanza, “massacrata dalla demenza politica. Deve essere rimessa in discussione”. Ha quindi scacciato l’alone di “partito morto”, con gli esponenti che hanno più volte citato l’esempio di Berlusconi e le sue nuove strategie comunicative, nonché le posizioni espresse già tempo addietro in politica estera. Sul fronte locale, invece, sempre da Forza Italia è arrivata la replica dell’assessore alla cultura Fabrizio Oreti alle recenti parole di Debora Serracchiani.
La dem era intervenuta sullo stato dei lavori in città in vista di GO! 2025. “L’onorevole Serracchiani - così il forzista - prima di parlare di Capitale della cultura europea dovrebbe parlare con il suo capogruppo in consiglio comunale, Marco Rossi, visto che ha cercato di minare pesantemente ciò che oggi è Nova Gorica e Gorizia per il 2025, visto che chiedeva le mie dimissioni perché Gorizia non si era candidata anche a capitale italiana della cultura contestualmente a quella europea che avevamo già in atto con Nova Gorica”.
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