le accuse
Centro vaccini a velocità ridotta e posti letto in pronto soccorso a Monfalcone, il Pd attacca Cisint
Moretti e Fogar chiedono conto alla sindaca della situazione in città e ad Asugi sui vaccini per il resto del territorio.
Fa discutere la situazione a Monfalcone del nuovo centro vaccinale e del locale pronto soccorso. In una nota congiunta, gli esponenti del Partito democratico Diego Moretti e Paolo Fogar, rispettivamente consigliere regionale e comunale, attaccano la situazione nella città dei cantieri. "Aperto giovedì scorso - scrivono -, il sito per le vaccinazioni presso il Centro anziani - inaugurato dalle autorità comunali e regionali con le consuete dichiarazioni trionfalistiche - viaggia, dopo pochi giorni di attività , al 50% della sua potenzialità per 'mancanza di prenotazioni': davvero una beffa, perché il centro è ben organizzato, gli operatori sono attenti, precisi e professionali".
I due dem precisano di non voler "fare polemiche (non è nel nostro costume) ma davvero è inspiegabile questa mancanza organizzativa. E qui non è colpa di 'quelli di prima' o del governo, come finora ha sempre cercato di scaricare il dindaco Cisint: la mancanza in questo caso è della Regione, prima responsabile della gestione della campagna vaccinale. Eppure, pochi giorni fa, le autorità statali hanno modificato e aperto a nuove categorie le priorità dei vaccini (come richiesto da più parti e come in buona parte già le Regioni potevano fare), aggiungendo i disabili gravi, i loro caregiver, gli ultrasettantenni e altre persone fragili per patologia, tra le quali le persone con patologie respiratorie gravi".
Secondo i due esponenti di centrosinistra, "una buona gestione dell'organizzazione avrebbe già aperto le prenotazioni a queste nuove categorie e utilizzato al 100% le postazioni vaccinali predisposte (con mercoledì che inizierà la vaccinazione alla Fiera di Gorizia)". Focus poi sulla possibilità o meno per "i cittadini di Grado e del gradiscano di vaccinarsi vicino al proprio territorio (come giustamente viene fatto per il cormonese) o dovranno spostarsi a Monfalcone o Gorizia con inevitabili disagi e rischi per i più fragili e anziani?". Infine, hanno puntato il dito contro "la situazione del pronto soccorso di Monfalcone, che nella notte (sembra) abbia dovuto integrare i propri posti letto di emergenza per i pazienti Covid lì ricoverati (pur avendoci sempre detto che si tratta di un ospedale Covid-free)".
"A questo punto – di fronte ad una situazione sempre più difficile - ci aspettiamo dal sindaco, dopo che per settimane è stata tra coloro che reclamavano l'apertura di tutto, un po' più di sobrietà , meno polemiche e scaricabarili, meno inutili trionfalismi. La situazione è molto difficile e dobbiamo stare tutti vicini agli operatori sanitari dei nostri ospedali, non solo per ringraziarli di quanto stanno facendo, ma evitando con i nostri comportamenti la possibilità di contagio". La stessa prima cittadina oggi si è recata nel nosocomio, complice anche la Giornata del fiochetto lilla, per fare il punto sulla questione.
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