In centinaia ‘salutano’ la De Amicis a Staranzano, l’affetto della comunità verso la sua storica scuola primaria

In centinaia ‘salutano’ la De Amicis a Staranzano, l’affetto della comunità verso la sua storica scuola primaria

IL MOMENTO

In centinaia ‘salutano’ la De Amicis a Staranzano, l’affetto della comunità verso la sua storica scuola primaria

Di Federico De Giovannini • Pubblicato il 17 Gen 2026
Copertina per In centinaia ‘salutano’ la De Amicis a Staranzano, l’affetto della comunità verso la sua storica scuola primaria

Grande la partecipazione al momento organizzato dall’amministrazione comunale e Benkadì. Il ricordo dell’ex dirigente Zanolla, «fu una palestra di innovazione didattica e di apertura culturale».

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Ci sono luoghi che nel corso degli anni si imprimono nel cuore e nella memoria di una comunità, diventando parte della sua identità collettiva. La scuola primaria “Edmondo De Amicis” di Staranzano è sicuramente uno di questi e le centinaia di persone di tutte le età accorse nel pomeriggio di oggi per dargli un ultimo saluto prima della sua demolizione lo hanno dimostrato oltre ogni dubbio.

È infatti continuata anche oltre l’orario inizialmente previsto l’affluenza all’evento appositamente organizzato dall’amministrazione comunale in collaborazione con Benkadì, un’occasione per fare un ultimo giro tra le aule che hanno accolto bimbi e bimbe del comune bisiaco per ben sei decenni: la prima campanella alla “De Amicis” è suonata infatti nel lontano 1963, l’ultima il 19 dicembre del 2025. «Enorme e inaspettata» la partecipazione, ha rilevato anche il sindaco Marco Fragiacomo, segno che «molte sono le persone legate profondamente a questa scuola».

Ad inaugurarla fu il primo cittadino dell’epoca Ottone Zanolla; tempo dopo, la figlia Flaviana ne è stata anche dirigente e pure lei, assieme a numerose maestre “di ieri e oggi” e varie altre persone legate alla storia della primaria, ha partecipato al momento collettivo. «Questa scuola è stata una palestra di innovazione didattica e di apertura culturale con le iniziative di gemellaggio – sono state le sue parole – non sono "pronta" alla demolizione, ma rivolgo i miei complimenti all’amministrazione per l’innovativa nuova scuola».

L’invito rivolto a tutta la collettività a lasciare una scritta sui muri e a portare foto di classe, temi e altri oggetti ricordo è stato colto con entusiasmo. Diversi coloro che si sono ritrovati dopo molto tempo tra i corridoi, sorridendo e indicando quale fu la loro classe, quale la stanza musica, quale la palestra: alcuni associano l’ampia aula dai pavimenti blu alla mensa, altri alle lezioni di tombolo o a dove sorgeva il vecchio ingresso; «una volta quest’ala era la casa del custode Ferdinando e di sua moglie Pierina» rievoca una ex alunna di cinquant’anni fa, indicando le stanze dove i nati a cavallo del nuovo millennio hanno invece vissuto i giorni felici e frizzanti della quinta elementare. Posati su alcuni banchi foto di classe e libri di anni or sono attirano la curiosità: quella di chi cerca il suo volto da bambino tra gli scatti, quella di chi sfoglia pagine illustrate pensando al passato. 

Davanti alle aule – ora vuote, ma piene di scritte, nomi e cuori su lavagne e muri -, persone di tutte le età hanno rivisto e abbracciato, magari dopo tanto tempo, i loro cari insegnanti. Fra questi, la maestra Fiorella, che nella “De Amicis” ci è letteralmente cresciuta, sia come docente che come alunna: «Sono entrata qui con i libri di scuola il primo ottobre 1965 e ci sono uscita un mese fa, il 19 dicembre» dice sorridendo. Accanto a lei Elisa, che tira fuori emozionata dalla borsa il tema che scrisse nell’84 quando Fiorella e lei non erano ancora colleghe, ma l’una maestra dell’altra.

Viene spontaneo chiedere loro come sia stata accolta dai frequentatori della primaria la notizia della demolizione: «I bimbi si sono mostrati entusiasti all’idea della nuova scuola, peraltro molto comoda – racconta Elisa - forse la nostalgia più grande la stiamo vivendo noi insegnanti». Lo conferma anche la maestra Gabriella: «Gli ultimi giorni sono stati tutto un misto di emozioni e fare gli scatoloni è stata dura: ogni oggetto suscita tanti ricordi. Sono comunque molto contenta di vedere che tanti tra i nostri attuali studenti stanno partecipando a quest’occasione».

Le insegnanti ci tengono a raccontare il modo in cui personale, studenti e docenti assieme hanno salutato la “vecchia scuola” nel suo ultimo giorno di lezione, il 19 dicembre: tutti e quattrocento fuori in giardino, a tenersi per mano lungo il perimetro dell’edificio in un enorme girotondo simbolico. Un ulteriore gesto d’affetto che la accompagna alla demolizione, la quale sarà completata entro fine marzo: un’area verde e parcheggi per le auto sorgeranno al suo posto, ma le pareti giallo canarino affacciate su piazzale Unicef del lungo polo scolastico a un piano continueranno a vivere nelle memorie e nei cuori di Staranzano. Ed anche su una pagina web apposita, come annunciato dagli organizzatori, nella quale tutte le foto e i ricordi condivisi dai cittadini diverranno prossimamente un piccolo “archivio della memoria”.

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