Gorizia, Ziberna: «Laura sbagli, no alla città unica con Nova Gorica»

Gorizia, Ziberna: «Laura sbagli, no alla città  unica con Nova Gorica»

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Gorizia, Ziberna: «Laura sbagli, no alla città  unica con Nova Gorica»

Di Timothy Dissegna • Pubblicato il 22 Mag 2022
Copertina per Gorizia, Ziberna: «Laura sbagli, no alla città  unica con Nova Gorica»

Il sindaco uscente attacca: «Rappresenterebbe la fine della città  per come è oggi».

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Torna a far discutere la visione sul futuro dei rapporti tra Gorizia e la controparte slovena. All'indomani della presentazione della lista del Movimento 5 stelle a supporto di Laura Fasiolo, interveniene il sindaco uscente Rodolfo Ziberna, che punta il dito verso "la linea della città  unica con Nova Gorica che rappresenterebbe la fine della città  di Gorizia per come è oggi". Lo stesso nome del centrodestra attacca quindi i candidati del centrosinistra "che chiedono, in caso di vittoria della Fasiolo, la cancellazione di nomi italiani da vie e scuole per fare spazio a nomi sloveni e l'eliminazione del tricolore sul castello, oltre ad altre perle di questo tipo".

"A parte il fatto che neppure alla comunità  di Nova Gorica piace un'ipotesi del genere - prosegue il candidato di Forza Italia - perché, giustamente, ci tiene alla sua identità  come noi alla nostra, ma è proprio il concetto di base che è sbagliato. E, purtroppo, la storia, compreso ciò che sta accadendo in Ucraina, sembra non insegnare nulla. Come ho spiegato più volte, abbiamo vinto il titolo di Capitale europea della cultura perché siamo riusciti a mettere in luce la volontà  e la capacità  di superare le drammatiche divisioni del passato per arrivare al riconoscimento e al rispetto delle diversità  di ognuno".

"Non solo - rimarca -, riteniamo che le rispettive diversità  rappresentino una ricchezza da valorizzare insieme "sfruttando" l'immagine di quel confine fino a ieri simbolo di divisione e oggi simbolo di collaborazione e crescita comune. La città  unica, peraltro giuridicamente impossibile, non sarebbe altro che un tentativo non voluto dalla gente di cancellare queste diversità , omologando tutto in qualcosa di forzato e indefinito che non porterebbe vantaggi a nessuno. Senza tenere conto peraltro, che a Gorizia è presente una minoranza slovena che è parte importante del tessuto sociale cittadino ed è perfettamente riconosciuta e rispettata nella sua peculiarità  linguistica e sociologica, rappresenta una ricchezza e mai si penserebbe di omologarla alla componente italiana".

"Quindi spero e mi auguro che quando la candidata Fasiolo parla di città  unitaria intenda parlare di visione unitaria per la crescita del territorio da parte di Gorizia e Nova Gorica e non di città  unica. Peraltro, grazie a Go!2025 ,stanno arrivando decine di milioni e si è messa in moto una macchina che porterà  a cambiare in meglio la città  portando nuova economia e oltre 1000 nuovi posti di lavoro. Sulle dichiarazioni degli esponenti dei 5 Stelle nazionali e locali preferisco sorvolare perché veramente sembra non sappiamo di che cosa stanno parlando. Di certo non di Gorizia".

"Dico solo - conclude Ziberna - che rimango stupito dalla loro serena ammissione di essere incapaci di proporre alcunché e di come la consigliera regionale Dal Zovo, oltre a non informarsi evidentemente di ciò che fa la Regione, nemmeno ha tempo di seguire i media. Diversamente, avrebbe scoperto che proprio grazie alla continua e proficua interlocuzione mia con la Regione, a Gorizia stanno giungendo risorse mai viste prima, inclusi oltre 40 milioni per l'ospedale di Gorizia".

àˆ la stessa ex senatrice dem a chiarire la propria visione: “Il mio era un ragionamento più complesso, Rudi. Non semplificare, parlare di città  unica cosa significa? Apparteniamo a due diversi Stati, ma dobbiamo ragionare uniformando e mettendo in rete i servizi per contare di più. A partire da un piano del traffico da gestire in continuità , dal verde urbano dalla qualità  dell'aria, con la netta riduzione di Co2. Dalle proposte formative a quelle culturali. Servono corresponsabilità  e sinergia sui diversi temi, la ricchezza dell'una deve trasferire ricchezza e servizi all'altra”.

Un ragionamento da fare anche su “politiche che coinvolgono anche altri temi, come logistica, trasporti, turismo, sanità . Il Gect ora deve correre, così come le diverse politiche non possono più solo camminare”. Da qui, l'appello a “coinvolgere i rispettivi consigli comunali, giunte o commissioni, per affrontare temi comuni a tutte le parti. Il nostro sarà  un cambio di passo. Dobbiamo ragionare in modo da coinvolgere entrambe le aree vaste su politiche di internazionalità  e cooperazione. Dobbiamo pensare a doppio filo, questo rende 'uniche' le due città ”.

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