Viaggi d’istruzione, 26 docenti delle medie dell’Istituto ‘Macor’ non garantiscono più la disponibilità

Viaggi d’istruzione, 26 docenti delle medie dell’Istituto ‘Macor’ non garantiscono più la disponibilità

LA PROTESTA

Viaggi d’istruzione, 26 docenti delle medie dell’Istituto ‘Macor’ non garantiscono più la disponibilità

Di REDAZIONE • Pubblicato il 31 Ott 2026
Copertina per Viaggi d’istruzione, 26 docenti delle medie dell’Istituto ‘Macor’ non garantiscono più la disponibilità

Nel documento, diffuso anche perché altre scuole possano aderire, chiedono un confronto che parta da tutela legale e riconoscimento economico. Pesano la vigilanza notturna, le ore aggiuntive e stipendi che valgono meno.

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Ventisei insegnanti su 31 della scuola secondaria di primo grado dell'Istituto comprensivo "Celso Macor" di Mariano del Friuli e Romans d'Isonzo hanno firmato un documento con cui annunciano di non poter più garantire la propria disponibilità a organizzare e accompagnare i viaggi d'istruzione di una o più giornate. Lo diffondono, in un estratto per punti chiave, perché altre scuole interessate possano aderire e portare avanti insieme le stesse richieste.

I docenti premettono di aver sempre creduto nel valore di queste esperienze, che portano i ragazzi fuori dall'aula, rendono l'apprendimento più significativo e duraturo, permettono di sperimentare una maggiore autonomia e restano nella memoria come parte importante della crescita. Proprio per questo, scrivono, vogliono segnalare le criticità che ne rendono insostenibile l'organizzazione.

La prima riguarda la responsabilità. Accompagnare gruppi di alunni giovani e minorenni comporta una vigilanza diretta e continua, che diventa particolarmente difficile di notte, quando i ragazzi sono nelle camere: il docente resta responsabile pur non potendo controllare direttamente tutto ciò che avviene. Si aggiunge l'attenzione richiesta alla sicurezza dei mezzi, delle strutture e dei luoghi in cui gli studenti vengono accompagnati e ospitati. Non si tratta, sottolineano, di sottrarsi alle proprie responsabilità, ma di riconoscere che hanno un peso concreto e non possono essere considerate automaticamente comprese nel lavoro quotidiano.

La seconda è il tempo. I viaggi richiedono un impegno molto superiore al normale orario di servizio, con giornate che iniziano prima e finiscono dopo, anche nelle ore che di solito sono di riposo, oltre al lavoro di contatti, prenotazioni, verifiche e gestione degli imprevisti. Per i firmatari questo carico merita un adeguato riconoscimento, tanto più ora che la progressiva perdita di potere d'acquisto degli stipendi rende più difficile considerarlo normale e gratuito. La terza è la mancanza di riconoscimento: la disponibilità, osservano, viene troppo spesso data per scontata, senza attenzione, confronto e ringraziamento da parte della comunità scolastica, comprese famiglie e ragazzi.

I docenti chiedono un confronto concreto sulle modalità con cui i viaggi sono organizzati e realizzati, a partire da tutela legale e riconoscimento economico. In assenza di risposte, la loro disponibilità resterà sospesa a tempo indeterminato, fino a quando non saranno individuate condizioni organizzative, professionali ed economiche ritenute sostenibili. «Non chiediamo che i viaggi d'istruzione siano ridotti o eliminati - precisano - Chiediamo, al contrario, di poter continuare a farli».

Foto da sito dell'Istituto Comprensivo "Celso Macor"

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