la sottoscrizione
Un 'muro' contro la violenza: a Farra la pallavolo firma la Carta Etica dello Sport
Il torneo quadrangolare al femminile è stato occasione per sottoscrivere la proposta di Assist. Una giornata che ha visto istituzioni e SOS Rosa uniti nella sensibilizzazione contro violenza e discriminazione di genere.
Poco più di tre secondi, prima che il respiro si spezzi. Una manciata di istanti durante i quali Lorena Isceri ha visto fuggire via la vita, interrotta nello schianto sotto il cavalcavia dell’autostrada A1 a Barberino del Mugello. E di nuovo la domanda, tragicamente consueta: dopo di lei, quante altre ancora? Contro la violenza e le disparità di genere è stata sottoscritta nella Sala Civica di Farra d’Isonzo la Carta Etica dello Sport, con il proposito di garantire la parità, promuovere l’inclusione e in primis prevenire la violenza, insegnando il rispetto e il rifiuto verso ogni forma di abuso. La manifestazione si è svolta ieri - 20 settembre - nell’ambito del torneo quadrangolare di pallavolo femminile Under 19 “Schiacciamo la Violenza”, che ha catalizzato per l’intera giornata i giovani e la comunità intorno alla Palestra comunale. Un’iniziativa nata dal sodalizio fra Soroptimist International Club di Gorizia e Assist - Associazione Nazionale Atlete – con il sostegno del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, oltre che della Commissione regionale Pari Opportunità, CONI, Save Art aps, Asd Farravolo e Sos Rosa. «L’emancipazione femminile – riflette Roberta La Mantia, presidente di Soroptimist International Club di Gorizia - è già racchiusa in questa carta. Dove i nove articoli dell’Assist rappresentano la consapevolezza che esiste una differenza e una volontà di raggiungere la parità di genere».
A rinnovare l’importanza di non assuefarsi alla violenza è stato anche il colonnello Gennaro Iervolino, secondo il quale «non è tollerabile che diventi la norma». Una collaborazione - quella fra Soroptimist e Assist – sancita dal protocollo d’intesa siglato il 10 febbraio del 2024, atto a promuovere la Carta per superare divari e discriminazioni. «Soroptimist – spiega La Mantia - lavora con programmi a livello nazionale e internazionale, a piramide: raccogliendo e analizzando dati per concentrarsi su elementi critici e su quelli di forza. Molti comuni si sono dotati di carte etiche, ma il loro non costituisce un reale impegno. Mentre nel caso di Farra – rimarca - siamo di fronte a un lavoro, un’attività che ricade operativamente sull’amministrazione. La quale interviene coinvolgendo famiglie, scuole, associazioni sportive, mediante l’adozione di buone prassi, campagne promozionali, investimenti e quant’altro. Non è banale quanto Farra ha sottoscritto – evidenzia - e alla base c’è anche il nostro stesso lavoro di associazione, fungendo da promotori sul territorio di ciò che a livello nazionale è stato stabilito e valutato». Una storia lunga 60 anni, che vede Soroptimist impegnata a creare rete nel goriziano, aderendo pienamente alla società in continua evoluzione.
«Un’evoluzione in cui c’è ancora molto da fare – sottolinea - nel senso che si affronta un problema mentre ne emergono altri». Secondo il rendiconto di genere per l’anno 2025 pubblicato da Inps, nonostante le donne siano di gran lunga avanti per livello d’istruzione e percentuale di laureati, il tasso di occupazione fra i 15 e i 64 anni corrisponde al 71.1% per gli uomini, attestandosi appena al 53.3% per le donne. Un divario da colmare attraverso una rivoluzione culturale che inizi in famiglia e a scuola. «Le donne – ammette con rammarico - sono ancora lontane dalla parità di genere. Si avverte la necessità di una cultura maggiormente equa, e per farlo è necessario diffondere messaggi universali, adoperandosi dove sono presenti criticità. Nel caso di Lorena uccisa a Firenze, quanti avevano percepito il suo malessere non si sono attivati nel concreto. Certo, è necessario lavorare su due fronti e chiedersi perché non si riesca ad affrontare un dispiacere o una sofferenza. Dobbiamo muoverci culturalmente, aiutando bambini e giovani a gestire i propri sentimenti». Ad affrontare la tematica è poi l’assessora con delega all’Educazione e al futuro Debora Bonutti: «Non esiste – dichiara - una parità “per lo sport” e una parità “per la vita vera”. La Carta sottoscritta a Farra si pone l’intento di trascinare anche gli altri comuni e non è solo un atto formale: i diritti non vanno mai dati per scontati e si difendono ogni giorno. Qui da noi sono presenti realtà sportive diverse – precisa - soprattutto pallavolo, molto praticata dalle ragazze». Fra le altre società spicca poi l’Asd Just Dance&Feet, in cui prevale la componente femminile, e la squadra Farra Calcio a maggioranza maschile, pur con un nutrito gruppo di ragazze. «Sono tutti giovani – osserva - ed è bene che prendano consapevolezza delle problematiche di genere. A partire dal contributo che portiamo nelle scuole tramite il bando sicurezza nelle primarie, dove affrontiamo la gestione delle emozioni».
Non manca un corso di autodifesa rivolto a tutti i soggetti fragili, e l’ormai consueto progetto in collaborazione con artisti e psicologi - coronato dalla realizzazione di un murales contro la violenza sulle donne - cui i bambini aderiscono con entusiasmo. «Partecipano con interesse perché amano sporcarsi le mani. Quest’anno intendiamo coinvolgere l’intera comunità». Una manifestazione coronata dal torneo simbolico: «Tutte le squadre – prosegue - sono a pari merito. L’incontro è un modo per avvicinare ragazze e ragazzi a queste tematiche, affiancando l’iniziativa di Sos Rosa e Save Art. Solo così riusciamo davvero a raggiungere i giovani e a farci ascoltare, ed è questo il nostro obiettivo». A confermarlo è la presidente Sos Rosa Gorizia Rossella Dolci: «Siamo convinti che oltre al lavoro presso il centro, di grande supporto alle donne vittime di violenza, sia importante puntare alla prevenzione, intervenendo nelle scuole o confrontandosi con la cittadinanza. L’evento sportivo in sé consente da un lato di sensibilizzare i giovani, dall’altro di attuare la prevenzione: un momento per entrare in contatto con la popolazione e diffondere informazioni sui centri antiviolenza. In quanto i giovani costituiscono le generazioni future, ed è necessario che riconoscano i primi segnali di violenza: controllo, tentativo di manipolazione, sottomissione». Un evento che tocca anzitutto allenatori, educatori e quanti lavorano con i giovani in ambito sportivo. «Sono sempre più giovani – ribadisce - le donne che si rivolgono a noi: l’età media si sta abbassando».
In realtà, già nel dicembre 2024 venne giocato un quadrangolare, come ricorda la vicepresidente Sos Rosa Caterina Di Dato: «Anche allora venne realizzato un murales dai bambini della primaria. Ieri eravamo presenti come associazione partner del comune alla firma della Carta con l’obiettivo di diffondere informazioni contro la violenza sulle donne, focalizzando gli indicatori precoci di quella domestica, che troppo spesso sfocia nel femminicidio. È fondamentale parlarne in maniera sempre più assidua – conclude - perché è un problema che riguarda l’intera società, a partire dal mondo dello sport, dove allenatori e allenatrici rappresentano figure di riferimento e le persone imparano a relazionarsi». A rimarcare l’importanza dello Sport nella comunità - che indirizzi i giovani a modelli virtuosi sulla falsariga del modello Caivano - è infine la senatrice Francesca Tubetti, che ha ricordato come le discipline sportive rendano le ragazze «più consapevoli di se stesse e in grado di centrare gli obiettivi». Un’azione che vada estesa e legittimata come con il progetto “Una stanza tutta per sé”, attraverso cui si moltiplicano spazi da dedicare alle vittime di violenza anche in strutture delle forze dell’ordine. Se «ogni violenza inferta alla donna è una profanazione di Dio», come rammentò Papa Francesco, è necessario che la lotta diventi quell’impegno «della Repubblica e di tutta la comunità» invocato la scorsa settimana dallo stesso Presidente Mattarella.
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