Tour siciliano per lo spettacolo di Mario Milosa ‘Idee delicate’

Tour siciliano per lo spettacolo di Mario Milosa ‘Idee delicate’

DOPO IL DEBUTTO GORIZIANO

Tour siciliano per lo spettacolo di Mario Milosa ‘Idee delicate’

Di Francesca Diviacchi • Pubblicato il 18 Feb 2026
Copertina per Tour siciliano per lo spettacolo di Mario Milosa ‘Idee delicate’

Il 22 e 23 gennaio la performance, prodotta dall’associazione gradese Musica Viva, è stata proposta a Racalmuto e Palermo alla presenza di Annamaria Sciascia, figlia dello scrittore, e di suo figlio Vito Catalano.

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A quasi un anno dal suo debutto del 23 febbraio 2025, lo spettacolo-concerto "Idee delicate", scritto e diretto da Mario Milosa e prodotto dall’associazione gradese Musica viva, continua a raccogliere grandi soddisfazioni. Dopo una tournée che ha toccato diverse città friulane e slovene, lo scorso mese la produzione ha raggiunto la Sicilia con due repliche di rilievo.

La prima si è svolta il 22 gennaio al teatro “Regina Margherita” di Racalmuto ad Agrigento, patria di Leonardo Sciascia, ospiti della Fondazione Leonardo Sciascia, mentre la seconda il 23 gennaio a Palermo, nella Sala Magna del Complesso Monumentale dello Steri, ospite dell’Università degli Studi di Palermo.

Grande la soddisfazione del regista Milosa, che ha commentato: «Per noi è stato davvero speciale portare lo spettacolo in Sicilia, proprio da dove partì la prima lettera di Sciascia che diede avvio a questa corrispondenza. Farlo alla presenza dei suoi familiari, della figlia Annamaria Sciascia e di suo figlio Vito Catalano, ha reso tutto ancora più significativo».

«Nonostante le numerose repliche, vedere i familiari commossi al termine dello spettacolo ci ha profondamente toccati – ha poi continuato - è una storia talmente bella che merita di essere raccontata, anche perché affronta un tema poco conosciuto che desideriamo trasmettere soprattutto alle nuove generazioni. Non è solo una vicenda di grande valore culturale, ma racconta il ruolo dell’intellettuale come figura civile, responsabile nei confronti della società, capace di offrire ispirazione. Un ruolo che oggi, forse, si è in parte smarrito».

Idee delicate, infatti, nasce dal recupero della corrispondenza, ancora inedita, tra Leonardo Sciascia e lo sloveno Ciril Zlobec, due intellettuali tra i più profondi del Novecento. Le lettere raccontano la storia di un’amicizia profonda tra due artisti che, tra il 1960 e il 1989, condividevano interessi letterari e culturali e cercavano di far conoscere nel proprio Paese la cultura dell’altro, superando le barriere linguistiche, culturali e politiche.

A proposito della nascita del progetto, il regista ha spiegato: «Siamo venuti a conoscenza di questa corrispondenza quasi per caso. Alcuni anni fa era stato pubblicato un volume collettaneo di accademici che avevano esplorato il rapporto di Sciascia con la Jugoslavia, dove comparivano solo alcuni stralci di lettere. In realtà l’intero carteggio è ancora inedito. Avendo già un rapporto di amicizia con Annamaria Sciascia, e avendo poi conosciuto la professoressa Martina Ožbot, italianista dell’Università di Lubiana, siamo riusciti a ottenere copia delle lettere. Da lì è nata l’idea di costruire uno spettacolo per far conoscere al pubblico una storia di grande bellezza e di altissimo valore culturale».

«Ma ciò che ci ha colpito maggiormente è stato l’aspetto umano – ha proseguito Milosa - dalle lettere emergono infatti gentilezza, empatia, un’autentica amicizia. I due intellettuali non si limitarono a scriversi, ma si incontrarono anche con le rispettive famiglie. Zlobec andò in Sicilia con i suoi cari a trovare Sciascia e Sciascia, a sua volta, si recò con la famiglia a Bled, in Slovenia. Alla base dei progetti culturali c’era dunque un legame sincero, un fondo di amicizia vero, che rende questa vicenda ancora più preziosa».

Durante gli spettacoli si è potuto ascoltare estratti di lettere, letti e interpretati da Maria Francesca Arcidiacono e dal regista Mario Milosa, accompagnati dalle musiche di Giorgio Tortora e dagli interventi della pianista triestina Mariarosa Pozzi e del violoncellista veneziano Antonio Galligoni.

«Per il futuro siamo in contatto con alcune realtà della Regione – ha concluso il regista – perché ci piacerebbe portare questo spettacolo anche nelle scuole, per coinvolgere sempre più le giovani generazioni».

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