Nova Gorica teme il confine chiuso, Miklavič: Europa divisa sul vaccino

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Nova Gorica teme il confine chiuso, Miklavič: Europa divisa sul vaccino

Di Redazione • Pubblicato il 24 Nov 2021
Copertina per Nova Gorica teme il confine chiuso, Miklavič: Europa divisa sul vaccino

Appello del sindaco sloveno a non tornare alla chiusura del confine, la riflessione sull'Europa.

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La preoccupazione per possibili, nuove misure al confine torna a rimergere con l'acuisire della situazione sanitaria. La esprime il sindaco di Nova Gorica, Klemen Miklavič, in merito alle richieste da parte italiana di misure più severe per contenere il passaggio trasnfrontaliero del Covid. "Se Roma mostra lo stesso livello di incomprensione verso i nostri luoghi come Lubiana nel marzo 2020, allora possiamo aspettarci una rete metallica e istituire un valico di frontiera. Io stesso non credo che questo accadrà". L'omologo goriziano Ziberna si era già espresso contrario all'idea in una lettera a Lamorgese e Speranza.

Missia ricordata dal collega: "Con ciò ha ribadito la posizione che noi e altri sindaci di frontiera abbiamo espresso innumerevoli volte". Il pensiero va quindi a quella divisione nella primavera di un anno fa, quando "Nova Gorica e Gorica - rimarca il primo cittadino sloveno - sono diventate famose come esempio di superamento delle differenze e cancellazione dei confini. I governi di Roma e Lubiana hanno potuto conoscere la vita quotidiana alla loro periferia di confine, così come la percepiscono". In ogni caso, "c'è da aspettarsi un controllo più severo, poiché per chi guarda da Roma, il mondo occidentale finisce al confine con la Slovenia".

Se la copertura vaccinale in Friuli Venezia Giulia è del 70,06%, nella Goriška è appena del 56%. Ricadute sull'economia locale slovena si sono già manifestati, come dimostra il calo di clienti nei casinò. La riflessione di Miklavič va però oltre: "Con tutto questo possiamo chiederci perché, nell'evoluzione trentennale dell'economia di mercato, della democrazia e del pluralismo, la nostra regione e l'intero Paese sono ancora più paragonabili all'Est europeo che ai nostri vicini a Ovest". Differenza che il sindaco vede anche nel tasso di vaccinati come "esempio molto convincente che potrebbe essere utilizzato anche come una sorta di esperimento empirico".

I diversi Stati "hanno offerto la vaccinazione gratuita a tutti i cittadini e le differenze nella risposta sono incredibilmente grandi. Allo stesso tempo, i paesi dall'Estonia alla Bulgaria sono sorprendentemente vicini. Questo mina la tesi di tutti - soprattutto gli economisti moderni - che sostengono che la transizione è finita". Punti interrogativi che riguardano direttamente il futuro dell'integrazione all'interno dell'Unione europea, tenendo comunque conto delle differenze inevitabili, ma che potrebbero passare proprio dalla risposta a qesta crisi: "Ci sono differenze e se le trascuriamo, si intensificheranno e le tensioni aumenteranno con esse".

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