CUCINA E RICORDI
«Lo spirito di Gorizia si allarghi a Istria e Dalmazia»: a Gusti le ricette della memoria delle comunità italiane
Prima dell'inaugurazione della kermesse, la presentazione di 'Te go preparà', il ricettario nato dai giovani della Comunità Nazionale Italiana. 57 ricette già recuperate e una ventina di ragazzi coinvolti.
Non solo ricette: storie di famiglia, parole, ricordi e tradizioni da salvare dall'oblio. È questo il cuore di “Te go preparà – Cusina de una volta tra Istria, Veneto e Dalmazia”, il progetto nato dai giovani della Comunità Nazionale Italiana per recuperare e tramandare un patrimonio gastronomico che rischia di perdersi con il passare delle generazioni.
Il ricettario è stato presentato nel pomeriggio di giovedì 24 settembre, alle 16, nella sede dell'associazione Nuovo Lavoro, in via Rastello 74 a Gorizia, nell'ambito di Gusti di Frontiera. All'incontro sono stati presenti Dyego Tuljak, presidente dell'Associazione dei Giovani della CNI, Alex Zigante, ideatore di “Te go preparà” e consigliere dell'Assemblea dell'Unione Italiana, il sindaco di Gorizia Rodolfo Ziberna e la presidente dell'ANVGD di Gorizia Maria Grazia Ziberna.
Il progetto è nato da un'esigenza molto concreta: conservare quelle ricette che non sono semplicemente un elenco di ingredienti e procedimenti, ma racchiudono tecniche, gesti e conoscenze spesso custoditi esclusivamente nella memoria delle nonne. «A casa, dopo scuola, andavo da mia nonna a mangiare e quello che mangiavo era buonissimo», ha raccontato Alex Zigante. «Con il tempo ho capito che per noi nuove generazioni era impossibile replicare le stesse ricette, perché le nostre nonne usavano una tecnica loro, particolare, unica e irripetibile, che andava salvata e tramandata».
Da qui è nata l'idea di non limitarsi a trascrivere le preparazioni, ma di andare direttamente dalle protagoniste di quelle cucine. «Abbiamo pensato di andare a intervistarle e creare dei video, oltre che trascrivere le ricette per creare il volume. All'interno dell'Unione Italiana di Capodistria abbiamo pensato di avviare il progetto “Te go preparà”, che è diventato anche un sito».
Un lavoro che prosegue ormai da 3 anni e che ha permesso di recuperare 57 ricette, mentre altre 19 sono previste per la prossima stagione. Una ventina i giovani coinvolti nel progetto, provenienti da diverse realtà, compreso Emiliano, di Sistiana, appartenente alla minoranza slovena in Italia. «Ora procederemo con il Veneto e la Sardegna, con gli Esuli, ma arriveremo anche in Friuli Venezia Giulia», ha spiegato Zigante. «Chi ci volesse contattare può farlo attraverso il sito».
Tra le ricette recuperate ce n'è anche una particolarmente curiosa: «La più particolare? La pasta con sugo di naridole e pantanelle. Le naridole sono le piccole chioccioline di mare che si attaccano agli scogli. Un tempo si mangiava con tutto».
Il progetto è nato dall'incontro di un gruppo di ragazzi che, frequentando l'università, si sono accorti di una lacuna nella documentazione delle tradizioni culinarie della Comunità Nazionale Italiana. «Ci siamo ritrovati all'Università e abbiamo capito che mancava il “gusto di casa”», ha spiegato Dyego Tuljak. «Ci siamo accorti che non c'era una documentazione digitale delle tradizioni culinarie e abbiamo deciso di avviare questa riscoperta e questo recupero».
La pubblicazione sui social ha poi fatto crescere il progetto, fino alla realizzazione di un vero e proprio spazio dedicato all'interno degli studi di TV Capodistria. «La documentazione è importante e la cucina ci può aiutare a tenere il collante per una comunità a livello globale», ha aggiunto Tuljak. «Abbiamo registrato in Istria, a Fiume, nel Quarnero e in Dalmazia».
A Gorizia sono arrivati, dunque, non soltanto un libro e una raccolta di ricette, ma un progetto audiovisivo che attraverso le testimonianze dirette prova a conservare anche il modo di preparare quei piatti, le parole utilizzate per raccontarli e il legame personale con la cucina di casa. A sostenere il progetto c'è anche l'Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia. Per il presidente nazionale Renzo Codarin, proprio la cucina può rappresentare uno degli elementi capaci di riannodare fili familiari e culturali oltre i confini.
«È un progetto sul quale stiamo investendo come associazione affinché le famiglie e le comunità possano ritrovarsi nella radice comune che è la cucina tradizionale, il vero collante, insieme al dialetto». Codarin ha quindi sottolineato la dimensione culturale e non conflittuale dell'iniziativa. «Non è un revanchismo e lo hanno capito anche Slovenia e Croazia, che ci supportano in questo, comprendendo che nelle Comunità degli Italiani non ci sono nemici, ma cittadini e persone tranquille. In questo senso GO! 2025 e la Capitale europea della cultura hanno aiutato nella distensione».
Da qui anche l'idea di guardare oltre il singolo progetto e oltre il confine. «Cucinare assieme e in modo tradizionale sono modi per tenere alte queste radici e tenerle vive», ha aggiunto Codarin. E proprio dalle esperienze maturate a Gorizia può partire un percorso più ampio: «Bisogna lavorare affinché lo spirito di Gorizia si allarghi alle città di Istria e Dalmazia e diventi esempio per tutte le regioni».
Durante Gusti di Frontiera, infatti, le ricette non resteranno soltanto sulle pagine del volume. I giovani di “Te go preparà” proporranno nel loro stand alcuni piatti della tradizione: dalla minestra de bobici alla polenta con sugo di gallina, passando per i fusi al tartufo e la frittata al tartufo. Sapori semplici, legati alla cucina familiare e contadina, che diventano così il punto di partenza per raccontare territori e vicende personali. Perché dietro a una ricetta non c'è soltanto un piatto da riprodurre, ma una voce da ascoltare, un gesto da imparare e una memoria da consegnare a chi verrà dopo.
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