La Sinistra per Monfalcone attacca il comune per la cerimonia del 25 aprile

La Sinistra per Monfalcone attacca il comune per la cerimonia del 25 aprile

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La Sinistra per Monfalcone attacca il comune per la cerimonia del 25 aprile

Di Redazione • Pubblicato il 22 Apr 2021
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Cristiana Morsolin accusa l'amministrazione comunale di tenere una posizione non chiara sulle manifestazioni. «Preferiamo una dignitosa assenza che non vuol dire dimenticanza».

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“Purtroppo, l'aggressività  dei toni della sindaca nei confronti dell'ANPI non ci stupisce. Non è da oggi che l'amministrazione dimostra di voler modificare tutta la storia della Resistenza”. A sottolinearlo è Cristiana Morsolin de La Sinistra per Monfalcone che ricorda come “da anni il Comune non manda più il gonfalone a Saciletto e a Selz perché «non rientra nel calendario delle manifestazioni concordate» con l'amministrazione” e “”non ha voluto i Partigiani Sloveni alla manifestazione”.

Il comune, secondo Morsolin, “ha tolto la parola ad un rappresentante dei giovani dell'ANPI davanti al monumento dell'Americanetto” e a portate una corona al monumento dei 236 caduti in cimitero “sono privati cittadini e quest'anno con la scusa del covid non voleva far parlare l'associazione che rappresenta i partigiani e le partigiane che hanno combattuto per la libertà  del nostro Paese”.

“Non nascondiamoci dietro ad un dito – accusa, ancora, Morsolin - la posizione dell'amministrazione è chiara, siamo a due giorni dal 25 aprile e sull'invito ufficiale dell'amministrazione l'ANPI non è citata, in una città  dove l'Associazione era sempre chiamata con largo anticipo per discutere in modo partitario l'organizzazione delle celebrazioni”.

“àˆ ovvio che adesso la sindaca fa marcia indietro, ma come si dice «il tacon xe peggio del buso». àˆ ora che si restituisca la giusta memoria a chi ha dato la vita per la libertà . La Sinistra aderisce alle manifestazioni, ufficiali e non, dove si dà  parola agli antifascisti e alle antifasciste, ai valori della resistenza e alle associazioni che li rappresentano”, prosegue Morsolin.

Dove questo non accade, “la resa è andar a capo basso e subire il revisionismo furioso del palco. A questo preferiamo una dignitosa assenza che non vuol dire dimenticanza. Saremo sempre in cimitero ed in piazza, ma con l'ANPI, a ricordare i caduti e a festeggiare la Liberazione”, conclude Morsolin.

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