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I sindaci del Patto del Collio contro Gasparin, polemica a Cormons

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I sindaci del Patto del Collio contro Gasparin, polemica a Cormons

Di Timothy Dissegna • Pubblicato il 11 Mag 2022
Copertina per I sindaci del Patto del Collio contro Gasparin, polemica a Cormons

I 10 comuni replicano alla candidata del centrosinistra, Gasparin: «Strumentalizzazione».

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I sindaci del Patto del Collio prendono posizione dopo le parole della candidata sindaco a Cormons, Elena Gasparin. In occasione di un recente incontro elettorale, la sfidante di Roberto Felcaro aveva auspicato che l'unione tra i comuni della zona diventasse uno strumento per avvicinare la popolazione locale con la Slovenia "e non rimanere un contenitore privo di contenuti". Frase che ha provocato la reazione contrariata dei componenti, a partire dal primo cittadino cormonese promotore dell'accordo, i quali hanno firmato una nota congiunta per sottolineare quanto fatto grazie al Patto.

Le firme sono quelle dei sindaci di Capriva del Friuli, Cormòns, Dolegna del Collio, Farra d'Isonzo, Mariano del Friuli, Medea, Moraro, Mossa, San Floriano del Collio, San Lorenzo Isontino. "Ci è molto dispiaciuto sentire e leggere - scrivono - in queste settimane, da parte di un candidato sindaco che si appresta alle elezioni in uno dei comuni aderenti al Patto del Collio, che lo stesso sia stato definito 'contenitore privo di contenuti'. Non vogliamo entrare in dinamiche elettorali, ma, per rispetto verso l'impegno profuso in questi anni per raggiungere obiettivi così importanti per il nostro territorio, ci sentiamo in dover di chiarire alcuni aspetti".

Il dito è puntato verso "coloro che purtroppo sembrano conoscere poco quanto fatto". I comuni ricordano come "il primo nucleo di amministrazioni ha cominciato a lavorare solo 5 anni fa, prima non ci sono state le premesse per farlo concretamente. Il progetto ha via via coinvolto sempre più comuni che prima di allora non immaginavano nemmeno una così forte sinergia territoriale. Oggi abbiamo raggiunto l'obiettivo di unire 10 amministrazioni con una uniformità di territorio vocato ad un turismo sostenibile e di qualità, fatto da comunità identitarie da salvaguardare e rafforzare, in cui vogliamo migliorare la qualità della vita delle persone che ci abitano".

"Costruire, coinvolgere, attuare sinergie - rimarcano - è un lavoro faticoso e chi ha esperienze amministrative dovrebbe saperlo: si impiegano anni di in atti burocratici, solo per poter iniziare un percorso condiviso come questo. La volontà e maturità amministrativa sono dovute crescere, entrare nei progetti delle singole amministrazioni, in maniera forte, convinta, condivisa e coesa. Il Patto del Collio oggi è una realtà riconosciuta e presa ad esempio in più parti della Regione. Abbiamo, in questi anni, attivato politiche di promozione turistica unitarie (ufficio turistico Iat a Cormons per l'intero territorio, progetti turistici e tavolo permanente con Promoturismo Fvg)".

"Abbiamo portato sul territorio eventi e manifestazioni di carattere nazionale ed internazionale - aggiungono i sindaci -, gestendole in maniera condivisa e concertata. Abbiamo partecipato a bandi regionali su cultura e spettacolo, dove il territorio si presenta come un unicum, è quindi ragionando su area vasta e non su scala comunale. Abbiamo tracciato la strada verso un distretto di protezione civile unico, in cui far crescere e formare volontari di protezione civile in maniera uniforme per tutto il territorio. Abbiamo messo in convenzione secondo geometrie variabili finalizzate all’ottimizzazione delle risorse i parchi macchine e tutte le attrezzature specifiche delle comunità, in maniera da poter da oggi in poi dedicare investimenti mirati di territorio e non più di singole amministrazioni".

Le amministrazioni rivendicano di aver portato avanti le istanze locali "con una voce unica, con un nuovo peso specifico più forte, nella consapevolezza di poter contare in questo modo su investimenti regionali sul nostro territorio. Crediamo che definire 'contenitore privo di contenuti' tutto questo sia fuorviante e privo di onestà intellettuale nei confronti di 10 amministrazioni, che con fatica, anche il più delle volte personali, hanno tracciato una nuova strada per il nostro territorio. Il 'fare', a partire da un’idea condivisa ma dalle mille sfaccettature, richiede un percorso lungo e ci vogliono persone lungimiranti".

Viceversa, "disfare è facile e veloce, alle volte basta anche solo una inappropriata dichiarazione. Il Patto del Collio è più di un’idea, è già realtà e costituisce una novità già per il fatto che 10 amministrazioni hanno costituito un tavolo permanente di lavoro, si scambiano buone pratiche, condividono servizi e implementano progetti a valenza sovracomunale". Il tutto "è anche un punto di partenza per un futuro che restituisca al nostro territorio il valore che merita, futuro per il quali i 10 sindaci hanno speso tanto e intendono spendere ancora per il bene delle nostre comunità" conclude la nota delle amministrazioni.

Nella sua replica, la diretta interessata parla di strumentalizzazione del Patto: "Sono contenta che i sindaci dicano che non è vuoto, ma obiettivamente fino adesso cosa hanno fatto? Il mio impegno sarà quello di dare contributi, ma è strano che tutti i comuni si siano coalizzati contro di me. Mi aspetterei che un’osservazione simile fosse arrivata dal sindaco uscente. Il mio intervento è finalizzato a collaborare e rafforzare questo accordo, mi spiace che se la siano presa ma non è corretto una sollevazione di scudi. Io voglio collaborare ed è strano che sindaci si intromettano nella campagna elettorale. È una polemica sterile".

La candidata del centrosinistra rimarca poi che "io non sono contro il Patto del Collio ma a favore. Mi dispiace la strumentalizzazione, i sindaci sono stati usati e stanno strumentalizzando una mia osservazione che invece è positiva. Non voglio cestinare questo progetto, loro non hanno capito che non dovevano intromettersi. Il sindaco ha voluto dirigere gli altri comuni, l'autonomia è fondamentale".

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