Sinagoga di Gorizia, da ottobre i nuovi orari di apertura

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IL MONUMENTO

Sinagoga di Gorizia, da ottobre i nuovi orari di apertura

Di REDAZIONE • Pubblicato il 02 Ott 2026
Copertina per Sinagoga di Gorizia, da ottobre i nuovi orari di apertura

Il tempio di via Ascoli sarà visitabile la domenica dalle 11 alle 16, sempre con ingresso gratuito.

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Nuovi orari di apertura della Sinagoga di Gorizia: dal mese di ottobre, il tempio di via Ascoli sarà visitabile la domenica dalle 11 alle 16, sempre con ingresso gratuito.

Si tratta della sinagoga più antica del Friuli Venezia Giulia. Gorizia ha avuto storicamente accertata la presenza di una comunità ebraica fin dal XIII secolo. Il primo insediamento cittadino è testimoniato nella “terra di sotto” ai piedi del Colle del Castello, nel vicolo che a tutt’oggi conserva l’antico toponimo di Cocevia.

Dalla fine del XVII secolo poi, per volontà dell’Imperatore Leopoldo I, fu istituito il Ghetto di Gorizia dove gli ebrei praticavano le loro attività commerciali, bancarie e manifatturiere legate alla lavorazione della seta. In questo contesto, nel corso dei secoli, molti studiosi e letterati ebrei si guadagnarono ampia fama tanto da far conoscere Gorizia come la “piccola Gerusalemme sull’Isonzo”.

La Sinagoga, di rito askenazita, fu costruita nel 1756. Nel 1894, a fronte dell’abbattimento di alcune case del Ghetto, fu realizzato il cortile d’accesso preceduto dal portone coronato da un frontone che si affaccia tutt’oggi sulla via Ascoli. Entrando, una lapide ricorda gli ebrei deportati nel ’43 e accanto si può ammirare una scultura dedicata di Simon Benetton.

Pur non essendo mai una comunità molto numerosa, quella ebraica fu per la storia della città una presenza importante nell’ambito della borghesia cittadina sotto il dominio asburgico quasi totalmente irredentista: molti i protagonisti della Comunità che aderirono all’idea nazionale italiana almeno fino al 1938, ovvero fino all’emanazione delle leggi razziali. Con l’occupazione nazista, il 23 novembre 1943, tutti gli ebrei rimasti in città furono deportati ad Auschwitz e pochissimi fecero ritorno. Il giardino dietro l’edificio è intitolato a Bruno Faber, il neonato goriziano deportato nel ’43 nel lager nel sud della Polonia.

La sinagoga di Gorizia fu utilizzata fino al 1969, quando la decimata Comunità goriziana si unì a quella di Trieste. Nel 1978 la Comunità di Trieste donò l'edificio in abbandono al Comune, perché lo restaurasse e lo destinasse ad attività culturali riguardanti l’ebraismo: dopo una serie di importanti lavori di restauro la riapertura del tempio avvenne nel 1984. Attualmente l’edificio non è adibito al culto.

Il Tempio conserva la profonda suggestione di un luogo fuori dal tempo, visto che poche modifiche sono intervenute dal Settecento a oggi. L’ampia sala è sovrastata da un sontuoso matroneo ligneo a balconata e, grazie ad ampie finestre e due splendidi lampadari in ferro battuto, è particolarmente luminosa. A lato si trovano i banchi lignei dei fedeli e sulla parete di fondo il tabernacolo costituito da quattro colonne tortili in marmo scuro, protetto da una balausta in ferro battuto e dorato: all’interno veniva posto il rotolo delle Sacre Scritture, ovvero la Torah, mentre sul lato opposto una pedana rialzata per chi legge le Scritture durante i riti.

Per informazioni e per concordare visite in altri orari per gruppi di almeno cinque persone si può chiamare il numero 0481 383750 di lunedì e giovedì dalle 10 alle 12 o scrivere alla mail sinagogadigorizia@gmail.com. 

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