LA NOTA
Sicurezza a Gorizia, Futuro Nazionale chiede il ritorno dei poliziotti di quartiere
Il comitato locale del partito accoglie con favore la sperimentazione del controllo di vicinato, ma sollecita un piano più ampio e organico contro la microcriminalità, anche per ricostruire i legami tra i residenti dei rioni.
«Gorizia merita più sicurezza» è l'impegno programmatico che Futuro Nazionale e i suoi comitati territoriali rilanciano, con una nota firmata dal Comitato 384 di Gorizia, a margine dell'avvio della fase sperimentale del controllo di vicinato in alcuni quartieri della città, iniziativa che il partito saluta con favore e intende incentivare.
Secondo il comitato, pur essendo la realtà goriziana ancora al di sotto dei livelli di attenzione rispetto ad altre, anche sul territorio si starebbero verificando sempre più episodi di cosiddetta microcriminalità, che rendono spesso invivibili certi spazi cittadini. Il riferimento è agli episodi dei mesi scorsi che hanno coinvolto ragazzi ancora minorenni, autori di aggressioni a scopo di rapina, e ai furti e alle minacce al personale degli esercizi in pieno centro.
Il controllo di vicinato, osserva Futuro Nazionale, merita attenzione ma necessita di una programmazione più ampia e organica, che vada oltre cartelli, telecamere e segnalazioni. Il partito ricorda che nei primi anni Duemila a presidiare vie e piazze c'erano i poliziotti e i carabinieri di quartiere, figure non più operative che, in un'ottica di reale deterrenza, dovrebbero essere ripristinate. Il problema di oggi, sottolinea il comitato, non è soltanto quanti e quali controlli vengano effettuati, ma quale sia la percezione di sicurezza dei cittadini, che proprio in pieno centro starebbe via via venendo meno a causa dei ripetuti episodi.
A pesare, secondo la nota, anche l'indebolimento negli anni della rete spontanea di relazioni tra gli abitanti dei vari rioni: le persone escono meno, si incontrano meno, conoscono meno i propri vicini, e gli spazi comuni rischiano di diventare luoghi di semplice passaggio anziché di comunità.
«La sicurezza non è soltanto controllo del territorio. È tornare a poter vivere i quartieri in libertà» si legge nel comunicato, che si chiude con l'appello «Torniamo a vivere i quartieri liberi e sicuri. Torniamo a vivere Gorizia». Il referente del comitato è il cavalier Marco Fabbiani.
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