«Servono risorse per la scuola, non provvedimenti punitivi»: la voce dell’Unione degli Studenti di Monfalcone

«Servono risorse per la scuola, non provvedimenti punitivi»: la voce dell’Unione degli Studenti di Monfalcone

IL DIBATTITO

«Servono risorse per la scuola, non provvedimenti punitivi»: la voce dell’Unione degli Studenti di Monfalcone

Di S.F. • Pubblicato il 19 Ott 2026
Copertina per «Servono risorse per la scuola, non provvedimenti punitivi»: la voce dell’Unione degli Studenti di Monfalcone

Dopo la visita del ministro Valditara, il sindacato boccia il tetto del 30% di alunni stranieri per classe. Tra le richieste, un tavolo permanente, trasporti gratuiti e attività pomeridiane.

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Il dibattito sull’inclusione e sull’integrazione nelle scuole di Monfalcone, riacceso dalla recente visita del ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, continua a suscitare reazioni. A supportare la presa di posizione dell’ANPI, c’è anche l’Unione degli Studenti del Monfalconese che interviene sulla questione con una nota articolata che la nostra redazione vi propone integralmente. Il sindacato studentesco locale – rappresentatto, sabato scorso, da Manuel e Mattia - esprime forti critiche nei confronti delle misure prospettate e dell’atteggiamento delle istituzioni locali, contestando in particolare il tetto del 30% di alunni stranieri per classe e la mancanza di confronto con la comunità scolastica. Quanto pubblichiamo qui di seguito, contiene alcune proposte concrete degli studenti per favorire l’inclusione e garantire il diritto allo studio. S.F.

Visti gli ultimi eventi che hanno riacceso il dibattito sull’inclusione e integrazione a Monfalcone e il ruolo della scuola, culminati con la visita del Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, è intervenuta l’Unione degli Studenti (UdS) del Monfalconese. Gli studenti hanno espresso «totale sdegno per la narrazione discriminatoria e per l’atteggiamento ostinato e poco trasparente preso dal governo». Secondo il sindacato studentesco, le problematiche riemerse nelle ultime giornate subiscono una «strumentalizzazione ideologica da parte delle destre locali a fini elettorali e propagandistici».

Al centro della contestazione dell'UdS Monfalcone vi è l’applicazione del tetto del 30% di studenti stranieri per classe, una misura che colpisce direttamente Monfalcone, dove in molti istituti i figli di famiglie di origine straniera, spesso nati o cresciuti in Italia, rappresentano la netta maggioranza della popolazione scolastica. «Il tetto rappresenta uno strumento di esclusione», dichiara l'Unione degli Studenti, aggiungendo che «per affrontare la sfida dell’inclusione è necessario il dialogo con le comunità straniere, con le realtà che vivono ogni giorno la scuola e anche risorse concrete, non un decreto-legge che impone lo spostamento forzato di bambini e ragazzi dalle loro scuole e dai loro amici».

Il sindacato critica inoltre le dichiarazioni relative ai trasporti e alle sanzioni, evidenziando che : «La responsabilità e le spese dei trasporti, già profondamente carenti sul territorio, sono scaricate completamente sulle spalle delle famiglie, aggravando di molto la loro condizione se queste ultime vivono già una situazione di fragilità economica, penalizzando il diritto allo studio dei loro figli». In merito alle sanzioni previste, l'UdS esprime forte preoccupazione per la previsione di «pene sproporzionate come sanzioni pecuniarie, l'allontanamento del minore e, in certi casi, persino il carcere sulla scia del DDL Caivano», definendo l'uso di un decreto-legge per una situazione che a livello nazionale coinvolge circa 500 classi «un evidente anacronismo utilizzato per fini politici».

UdS Monfalcone lamenta pure l’indisposizione dell’attuale amministrazione al confronto con le realtà sociali, citando anche le modalità blindate con cui si è svolto l’incontro del ministro Valditara: confronto avvenuto a porte chiuse in un giorno extrascolastico e senza coinvolgere le realtà sindacali e studentesche. Il muro istituzionale è stato confermato anche dalla risposta dell’onorevole Cisint alla FLC CGIL, con la quale è stata esclusa la possibilità di istituire un tavolo permanente sulla scuola. L’Unione degli Studenti respinge quella che definisce «retorica criminalizzante portata dalla destra locale e dal Ministero» criticando i riferimenti del ministro alle “classi ghetto”, in quanto discriminatorie verso le classi composte in netta maggioranza da figli di lavoratori della numerosa comunità bengalese. 
All'interno di questo quadro, l'UdS critica duramente la linea dell'onorevole Cisint, definendo le sue posizioni come «continuative della sua strategia mediatica, rappresentata dalla pubblicazione del libro 'La minaccia di Allah” da noi già contestatato».

L'Unione degli Studenti esprime inoltre solidarietà a una docente locale, contestando «l'accanimento politico contro una maestra che, raccontando la propria esperienza personale, ha smascherato una narrativa propagandistica». Secondo gli studenti il reale ostacolo all’inclusione delle comunità straniere e alla didattica ordinaria è infatti la narrazione divisiva portata avanti dall’amministrazione di destra, unita al definanziamento sistematico della scuola pubblica che trasferisce i costi dalla Pubblica Amministrazione ai singoli cittadini. Contro i decreti escludenti e le barriere dell’amministrazione di destra, l’Unione degli Studenti Monfalconese ha delle rivendicazioni chiare, basate sui bisogni reali della scuola frequentata quotidianamente dagli studenti. Ecco le priorità esposte per capovolgere l'attuale gestione della scuola a Monfalcone.

L’ istituzione di un tavolo permanente sulla scuola: esigiamo l’apertura di uno spazio di confronto democratico e costante che coinvolga i sindacati, le realtà studentesche, i docenti e le comunità straniere del territorio. Laboratori pomeridiani gratuiti: è indispensabile finanziare attività pomeridiane, culturali e sociali nelle scuole, per trasformare la scuola in una fonte di comunità e inclusione culturale. Piano trasporti integrato e gratuito per le famiglie: rifiutiamo che i costi e i disagi logistici vengano scaricati sulle famiglie. Pretendiamo un potenziamento delle linee del trasporto pubblico locale, che devono essere accessibili per tutti gli studenti della provincia. Ritiro immediato dei provvedimenti punitivi: chiediamo il blocco delle logiche repressive introdotte dal DDL Caivano e il DDL sul tetto al 30% che invece di essere soluzioni rappresentano nuovi ostacoli per l’inclusione e l’efficacia dell’istruzione.

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