Servizi navali nei porti di Monfalcone e Trieste, varata la ‘Eco TRIESTE’: la prima nave ibrida che raccoglierà i rifiuti di bordo

Servizi navali nei porti di Monfalcone e Trieste, varata la ‘Eco TRIESTE’: la prima nave ibrida che raccoglierà i rifiuti di bordo

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Servizi navali nei porti di Monfalcone e Trieste, varata la ‘Eco TRIESTE’: la prima nave ibrida che raccoglierà i rifiuti di bordo

Di Redazione • Pubblicato il 29 Set 2026
Copertina per Servizi navali nei porti di Monfalcone e Trieste, varata la ‘Eco TRIESTE’: la prima nave ibrida che raccoglierà i rifiuti di bordo

L'unità navale di Itelyum Sea FVG opererà tra Trieste e la città cantieristica con propulsione elettrico-diesel, stiva da 60 tonnellate e tracciabilità digitale dei conferimenti. Soddisfazione dell'Ad Alessandro Bullo e del presidente dell'Autorità Portuale Marco Consalvo, «un passo fondamentale».

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È stata varata a Porto San Rocco Marina Resort, a Muggia, Eco TRIESTE, la nuova unità navale di Itelyum Sea FVG destinata alla raccolta, al ritiro e al trasporto dei rifiuti prodotti dalle navi. Si tratta di un'imbarcazione che punta a segnare un passo avanti nella gestione ambientale delle attività portuali: è infatti il primo natante a propulsione ibrida operante nel Mare Adriatico dedicato a questo tipo di servizi.

Eco TRIESTE entrerà a breve in servizio nell'ambito della concessione per la gestione dei rifiuti delle navi rilasciata dall'Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale e sarà operativa nei porti di Trieste e Monfalcone, compresa la rada. La nuova unità è stata progettata per coniugare elevata capacità operativa, sicurezza e sostenibilità, con dimensioni superiori agli standard normalmente adottati per questo genere di servizio. L'imbarcazione misura 24 metri di lunghezza, 8 metri di larghezza e ha una stazza di 58 tonnellate. La capacità di carico raggiunge le 60 tonnellate, pari a 120 metri cubi, distribuiti in quattro comparti distinti, una volumetria circa tre volte superiore alla media delle unità analoghe.

Una delle caratteristiche principali di Eco TRIESTE è proprio la possibilità di effettuare il servizio sull'intero scalo, compresa la rada, con una sola operazione, riducendo così la necessità di rientri intermedi per lo svuotamento. Una soluzione che consente di limitare i viaggi a vuoto e, di conseguenza, anche il traffico navale interno al porto, con ricadute positive sull'efficienza delle operazioni e sulla riduzione dell'impatto ambientale.

Particolare attenzione è stata inoltre riservata alla raccolta differenziata direttamente a bordo. La stiva dell'unità è infatti predisposta per una raccolta differenziata spinta dei rifiuti prodotti dalle navi, con l'obiettivo di aumentare il recupero delle diverse frazioni e favorirne la corretta gestione. A questo si aggiunge un sistema digitale di pesatura che permette di rilevare ogni singolo conferimento e di trasmettere in tempo reale a terra i relativi dati attraverso un software dedicato. Un sistema pensato per garantire maggiore trasparenza nelle operazioni, tracciabilità dei rifiuti e controllo dei conferimenti, rafforzando anche il rispetto delle normative ambientali.

Sul fronte della propulsione, Eco TRIESTE dispone di un sistema ibrido che combina motori elettrici e motori diesel. Durante la navigazione interna e le manovre l'unità può operare in modalità elettrica, senza emissioni dirette e con un livello di rumorosità ridotto. Per le altre fasi operative entrano in funzione i due motori diesel, certificati IMO Tier II ed EIAPP e conformi ai requisiti dell'Allegato VI della Convenzione MARPOL in materia di emissioni di ossidi di azoto. I motori possono inoltre essere alimentati con HVO, un combustibile di origine vegetale che, secondo le caratteristiche dichiarate dal costruttore e dall'azienda, consente una riduzione delle emissioni di CO2 fino al 90 per cento rispetto ai carburanti fossili tradizionali.

Il sistema ibrido è stato progettato anche per recuperare energia durante le fasi di maggiore potenza. L'energia prodotta dai motori viene infatti recuperata e utilizzata per ricaricare automaticamente il pacco batterie, contribuendo a ottimizzare i consumi e l'efficienza complessiva dell'imbarcazione. Il varo di Eco TRIESTE si inserisce in un più ampio programma di investimenti di Itelyum Sea FVG dedicati alla sostenibilità delle attività portuali. «Il 2026 ha rappresentato per Itelyum Sea FVG un anno di svolta strategica sul fronte degli investimenti per la sostenibilità dei nostri scali», ha dichiarato l'amministratore delegato Alessandro Bullo, ricordando l'inaugurazione del primo impianto mobile nazionale per il trattamento delle acque di zavorra e il rinnovamento della barge L. Magadi, impianto autorizzato dalla Regione Friuli Venezia Giulia per il trattamento delle acque di sentina. «Oggi, con il varo di Eco TRIESTE, completiamo un tassello fondamentale: mettiamo a disposizione dei porti di Trieste e Monfalcone un'imbarcazione da lavoro all'avanguardia che unisce l'alta capacità operativa alla drastica riduzione dell'impronta ecologica, in piena sintonia con gli obiettivi ambientali dell'Autorità di Sistema».

Sulla stessa linea il commento di Marco Codognola, amministratore delegato di Itelyum, che ha sottolineato il ruolo della portualità e della logistica marittima nel sistema economico europeo e la necessità di accompagnare l'efficienza degli scali con soluzioni tecnologiche e ambientali sempre più avanzate. «Itelyum vuole fare la propria parte all'interno del sistema offrendo una gestione ambientale integrata con soluzioni all'avanguardia», ha affermato Codognola, evidenziando come gli investimenti siano rivolti anche a supportare le Autorità di Sistema Portuale nella gestione delle problematiche ambientali e nella valorizzazione dei rifiuti industriali.

Per Marco Consalvo, presidente dell'Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale, la nuova unità rappresenta un ulteriore elemento nel percorso di innovazione ambientale dei porti di Trieste e Monfalcone: «La sostenibilità di un porto si misura nella capacità di tradurre gli obiettivi ambientali in soluzioni concrete», ha osservato Consalvo, ricordando l'attivazione a Trieste del primo impianto mobile italiano per il trattamento delle acque di zavorra. «Questa nuova unità arricchisce i servizi ambientali disponibili nei porti di Trieste e Monfalcone», ha aggiunto, sottolineando l'obiettivo di creare le condizioni affinché gli operatori possano investire in tecnologie capaci di ridurre le emissioni, migliorare la gestione dei rifiuti prodotti dalle navi e rendere più efficienti le attività portuali.

Con l'entrata in servizio di Eco TRIESTE, i porti di Trieste e Monfalcone si dotano dunque di una nuova infrastruttura dedicata alla gestione dei rifiuti navali che punta a integrare capacità di carico, raccolta differenziata, tracciabilità digitale e propulsione a ridotto impatto ambientale. Un investimento che si inserisce nel processo di progressiva modernizzazione dei servizi portuali e nelle strategie rivolte a rendere più sostenibili le attività dello scalo e della portualità regionale. 

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