Botta e risposta
«La centrale a carbone non è negoziabile», Cisint critica sulla riapertura
La candidata sindaco Morsolin incalza chiedendo azioni più decise mentre Cisint punta il dito sull'impianto funzionante di Torviscosa.
Sul tema della possibile riapertura della centrale a carbone a Monfalcone, anche il sindaco di Monfalcone, Anna Maria Cisint, alza la voce. “La nostra città ancora piange morti di amianto perché non si è fatto quello che si poteva fare. Bisogna proteggere le persone e per questo ribadiamo che siamo contrari al carbone soprattutto in un sito che si trova in mezzo alle case dove abitano migliaia di persone praticamente in centro città . La riapertura per noi non è trattabile”.
La posizione è netta, anche se “la posizione non è ideologica ma si tratta di fare il meglio per il Territorio che non ha intenzione di stare a guardare scelte di altri sulla propria pelle. Abbiamo già presentato un progetto per tutta l'area sfruttando la nautica”. Sul tema della riconversione Cisint ribadisce la contrarietà al gas, “un materiale anch'esso obsoleto. Nel nostro progetto c'è la possibilità che il Comune faccia da regia per sfruttare i tetti delle nostre aziende verso altre tipologie di produzione elettrica rinnovabile”.
Riapertura, secondo il primo cittadino, inutile in quanto nella vicina Torviscosa sussiste un impianto “che lavora al 25-30% delle proprie possibilità e che io assieme all'assessore Cauci abbiamo visitato. Bisogna essere attenti e concreti nell'assumere azioni che poi possono penalizzare il territorio”, conclude Cisint.
D'altra parte, la candidata sindaco e consigliere comunale, Cristiana Morsolin, punta il dito su amministrazione comunale e regionale. “Dopo cinque, anzi sei, anni di chiacchiere sulla tutela ambientale fatta da questa amministrazione, ci ritroviamo oggi che ne avremmo estremo bisogno, senza un tavolo di concertazione con l'azienda, ma soprattutto senza un tavolo di confronto serio con la Regione che è titolare in tema energetico e che ricordiamo aver dato anch'essa il via libera alla centrale a gas. Questi anni di ritardi nella convocazione di un confronto serio fanno sì che oggi l'unica proposta sul tavolo sia il carbone, un ritorno al passato non più accettabile. Ci aspettiamo – conclude Morsolin – che il comune batta un colpo e finalmente coinvolga la Regione per un vero e rapido passaggio all'uso delle rinnovabili”.Â
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