La lettera
«Sulla rotta balcanica serve un tavolo permanente», la proposta del sindaco Cisint
Il primo cittadino alza la voce chiedendo maggiori controlli e più sicurezza per l'area del Carso monfalconese.
Un argomento di stretta attualità e preoccupante sviluppo, quale la tratta carsica per l'immigrazione, ha spinto il sindaco di Monfalcone, Anna Maria Cisint, a scrivere al Prefetto, Questore, Regione e Corpo Forestale al fine di costituire un tavolo permanente per la sicurezza del Carso dal lato monfalconese.
“Le recenti e reiterate notizie che evidenziano come la rotta balcanica abbia ripreso ad essere il percorso alternativo preferito dalle organizzazioni malavitose che gestiscono il traffico di clandestini verso il nostro suolo nazionale, impongono una accurata e costante attenzione sulla necessità di concordare adeguate ed urgenti azioni di contrasto all'illecito fenomeno”, sottolinea Cisint.
In tale contesto, ritenendo che il territorio carsico monfalconese possa ragionevolmente rientrare all'interno del tragitto “balcanico”, quello preferito dalle organizzazioni che gestiscono il fenomeno dell'immigrazione clandestina, il sindaco sottopone alle autorità competenti l'opportunità di istituire un tavolo permanente, al fine di monitorare costantemente il fenomeno in atto sulle colline del Carso, “anche al fine di approntare ed attivare, in maniera organizzata e concordata, le conseguenti attività , ciascuno per la parte di competenza, che possano arginare e contrastare, se non debellare, le attività inerenti l'ingresso illecito nello Stato Italiano”.
La missiva legata alla sicurezza della zona, segue ad una precedente lettera inviata al Prefetto e Questore con la quale il sindaco chiedeva di intraprendere tutte le iniziative possibili nei confronti dei facinorosi cittadini senegalesi che in occasione dei festeggiamenti della Coppa f'Africa sono stati protagonisti di un violento litigio in Piazza a Monfalcone che ha portato al ferimento di due agenti di polizia e un carabiniere.
Nello specifico, il sindaco ha richiesto che, a seguito dei fatti, il permesso di soggiorno venisse revocato e al datore di lavoro fossero segnalati i responsabili dell'accadimento affinché si possa procedere con l'annullamento del contratto di lavoro. “àˆ una questione anche di serietà e autorevolezza nei confronti dei tanti cittadini che si comportano bene e rispettano leggi e persone”, conclude Cisint. Â
Foto di Maurizio Bon.
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