Tra riconversione e posti di lavoro, il futuro della Centrale A2A di Monfalcone nell'indirizzo del consiglio comunale

Tra riconversione e posti di lavoro, il futuro della Centrale A2A di Monfalcone nell'indirizzo del consiglio comunale

Il commento

Tra riconversione e posti di lavoro, il futuro della Centrale A2A di Monfalcone nell'indirizzo del consiglio comunale

Di Ivan Bianchi • Pubblicato il 18 Mar 2021
Copertina per Tra riconversione e posti di lavoro, il futuro della Centrale A2A di Monfalcone nell'indirizzo del consiglio comunale

Avevano proposto un ordine del giorno per parlare appositamente del futuro della centrale monfalconese ma non è passato. Votato a favore, invece, un simile Odg proposto dalla maggioranza. «Si proceda ad un referendum popolare!».

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“Fino ad ora non c'è stata chiarezza sulle idee politiche nei confronti della centrale A2A di Monfalcone e del suo immediato futuro: in Regione c'è un fronte trasversale fatto da Lega, Forza Italia e Pd che il gas a Monfalcone lo vuole fortemente, l'assessore alle attività  produttive Bini ha affermato estatico "è cosa buona e giusta!”; mentre gli stessi partiti, a livello locale, si sono espressi chiaramente in maniera contraria”.

Per fare chiarezza e per cercare di tirare le somme sul tema a Monfalcone, i consiglieri di opposizione Annamaria Furfaro (Lista civica La Nostra Città ) e Gualtiero Pin (M5S) hanno preparato un Ordine del Giorno da presentare in un Consiglio Comunale dedicato solo a questo importante argomento e, in base al regolamento, hanno raccolto le firme necessarie per la convocazione di un consiglio comunale straordinario che si è tenuto l'8 marzo. Hanno sottoscritto la richiesta di convocazione solo i consiglieri Fabio Delbello (PD), Elisabetta Maccarini (Gruppo misto) e Cristiana Morsolin (La Sinistra).

Nell' OdG di "indirizzo politico" presentato, tre erano i punti essenziali sui quali si chiedeva convergenza bipartisan: che Monfalcone non venisse più considerato polo energetico né regionale né nazionale; la dismissione dell'impianto della centrale termoelettrica A2A ed il ripristino dell'area a partire dal 2025; la “previsione di un piano di reinserimento lavorativo del personale", "pur perseguendo la tutela della salute dei cittadini".

L'auspicio per il territorio e per i cittadini era, secondo i consiglieri, di “poter concludere l'assemblea consigliare con un documento di indirizzo politico condiviso trasversalmente, tenuto conto delle gravi ricadute su Monfalcone in termini di inquinamento e malattie correlate di questi ultimi 50 anni”.

Il sindaco ha presentato a sua volta in aula un ordine del giorno, sempre sul tema A2A, sottoscritto da quasi tutta la maggioranza, che “concordava con il nostro solo nel primo punto, mentre sulla dismissione non si è ottenuto né chiarezza né concordanza di intento politico. Anzi, il documento presentato in aula dalla maggioranza conteneva concetti che nulla hanno a che fare con le politiche industriali di A2A quali "nautica, portualità , turismo, cultura e termalismo".

La conclusione del consiglio è stata che l'odg di Furfaro e Pin “è stato votato contrario da tutta la maggioranza meno che dal Partito dei Pensionati, ovvero dal consigliere De Lieto, che ha scelto di condividere tutti e tre gli indirizzi politici di questo odg; non hanno partecipato al voto né dell'odg della civica e del M5S né di quello della maggioranza in quanto assenti al momento del voto, i consiglieri di opposizione Omar Greco (art.1), Paolo Fogar e Paolo Frisenna (Pd) e, della maggioranza, Ciro Del Pizzo ed il capogruppo della Lega Sergio Pacor”, raccontano i consiglieri.

“Si tratta di tematiche complesse – proseguono i consiglieri – ma è fondamentale che la politica ne parli e il luogo deputato al confronto politico è il Consiglio Comunale. Lo sviluppo, gli investimenti ed i posti di lavoro che si creano sono le basi del benessere e della crescita della società , questo è innegabile e quasi retorico, ma presuppongono spesso scelte pesanti perché influenzano anche il futuro di un territorio. I cittadini devono avere tutta l'informazione e gli strumenti per decidere: questa è la democrazia. E i politici, al di là  delle loro opinioni, devono impegnarsi in tal senso senza preconcetti, o atteggiamenti talebani di varia estrazione o derive ideologiche”.

Furfaro e Pin commentano positivamente la difesa dei posti di lavoro da parte dei sindacati, “meno bene fanno a bacchettare i politici monfalconesi accusandoli addirittura di fregarsene dei lavoratori”.

Ma il tema cardine rimane, “ci sono ricadute negative in termini di salute pubblica? Quanto siamo disposti a cedere per favorire l'occupazione? e di quale occupazione stiamo parlando? Anche gli studi più hanno evidenziato una pessima qualità  dell'aria che tutti noi continuiamo a respirare, compromessa ovviamente da decenni di accumulo di inquinanti dovuti al porto, alla attività  industriali, al traffico pesante e veicolare sempre più caotico, e ci aggiungiamo anche la cartiera che, pur situandosi in provincia di Trieste, è praticamente attaccata al porto di Monfalcone ed alla centrale A2A”.

Gli stessi ultimi studi epidemiologici “hanno certificato patologie gravi in tutte le fasce d'età  della popolazione monfalconese, nonché mortalità  per patologie oncologiche e cardiovascolari correlabili all'inquinamento”, proseguono i consiglieri.

“Sono anni che i nostri giovani se ne vanno da Monfalcone e circondario per trovare lavoro: siamo sicuri che un posto nell'indotto Fincantieri o da portuale faccia la differenza? Vorremmo capirlo, sono tutti interrogativi seri e complessi che meritano approfondimento e non si possono liquidare con frasi fatte”, accusano i consiglieri.

Tornando alla questione A2A, “Monfalcone ha respirato per 50 anni i fumi da combustione usciti dalla centrale, lo ha fatto per i "posti di lavoro" (all'epoca svariate centinaia), per l'allora carente documentazione scientifica e la scarsa informazione fornita da parte della politica”, proseguono Furfaro e Pin , sottolineando come “a pochissima distanza da noi cioè a Torviscosa ed a Fusina, vicino Venezia, già  ci sono due grossi impianti di centrali termoelettriche e che, con la riconversione a gas l'impianto di Monfalcone dell'A2A passerebbe dagli attuali 300 a 850 mw e che questa energia andrebbe a soddisfare anche i fabbisogni del territorio di Milano”.

“Si proceda – concludono - in merito a scelte così importanti, in mancanza di convergenza di idee, a un referendum popolare. Tanto più che a Gorizia si parla di indire un referendum per un senso unico in corso Italia! Cerchiamo, quindi, di fare ognuno la propria parte e dimostrare che in queste terre il dramma dell'amianto non è solo parole, ma ha fatto scuola ed ha veramente insegnato qualcosa a tutti”. 

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