Punto nascita di Gorizia, Tondo: «Responsabilità di Serracchiani»

Punto nascita di Gorizia, Tondo: «Responsabilità  di Serracchiani»

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Punto nascita di Gorizia, Tondo: «Responsabilità  di Serracchiani»

Di Timothy Dissegna • Pubblicato il 14 Mag 2022
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La replica a Laura Fasiolo, in lista l'ex sindaco di San Pier e la figlia di Ettori Romoli.

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La campagna elettorale a Gorizia ha fatto riemergere, ancora una volta, il fantasma del punto nascita. Dopo il botta e risposta tra l'assessore al welfare, Silvana Romano, e la candidata del centrosinistra, Laura Fasiolo, ieri sera è intervenuto anche l'ex presidente della Regione, Renzo Tondo. Il leader di Noi con l'Italia, presente nella sede elettorale di Rodolfo Ziberna per la presentazione della lista a supporto, ha replicato alle parole dell'ex senatrice dem, ricordando la genesi di quell'atto che avrebbe dovuto chiudere già  con la sua giunta il reparto di ostetrica in riva all'Isonzo.

“Nel giugno 2012, prima delle elezioni - così Tondo - ci fu un accordo nazionale tra il governo e le Regioni e Provincie Autonome per il piano nascite. Si stabilì che entro certi numeri, le strutture non potevano rimanere e Gorizia non arrivava a 400 nascite all'anno. Feci quella delibera come presa d'atto, ma non l'ho mai attuata apposta. Né il comitato scientifico apposito non è mai stato formato. In consiglio regionale, il Pd mi criticava perché non l'attuavo, la chiusura è responsabilità  di Serracchiani”. A far desistere l'allora presidente fu anche la reazione del sindaco Romoli: “Al Mittelefest non mi strinse la mano”.

Fu così rinviata la decisione, poi presa dalla maggioranza successiva. Replica arrivata a margine della presentazione della compagine di centrodestra, che vede l'assessore ai Lavori pubblici, Arianna Bellan, guidare un gruppo di 30 candidati. “Dovevano essere 32 - ha rivelato l'esponente - ma ci sono stati errori nella compilazione della lista”. La formazione, prima a schierarsi apertamente a supporto del sindaco uscente alla fine del 2021, ha quindi presentato idee e progetti, nonché i propri candidati, tra i quali figurano nomi già  conosciuti della politica - non solo goriziana - e giovani new entry, da diversi campi.

Diversi gli imprenditori, come il ristoratore Andrea Faccio, promotore anche del comitato Nessun dorma: “Nel 2019 l'amministrazione ci ha dato il suo appoggio e Gorizia deve essere appetibile anche per i nostri ragazzi”. Presente anche una componente di giovani, con il classe 2004 Pablo De Ciantis, mentre è presente anche la “chef a domicilio” Natascha Noia: “Ho creduto nella città  e consiglio a chi vuole aprire un'attività  di insediarsi qui”. Tra le aree tematiche del programma, anche quella legata al 2025, che vede l'ex sindaco di San Pier d'Isonzo, Riccardo Zandomeni, e Francesca Romoli, figlia del compianto sindaco.

“àˆ una novità  che io scenda in politica - ha commentato -, quell'emozione mi mancava. Abbiamo poco tempo davanti grande evento del 2025 e tutte queste cose dobbiamo pensarle per un futuro insieme a un'altra città  con cui pensavamo di essere divisi. Serve una politica costruttiva, perché gli eventi saranno anche una trasformazione di Gorizia”. Anche lei è intervenuta sulle polemiche sulla sanità , rimarcando che il capoluogo “è stato svuotato quando governava il Pd. Per mesi le madri hanno scioperato davanti l'ospedale. Sentiamo l'attacco a Romano proprio dal partito che ha calpestato il nostro diritto, senza passare per le regole previste”.

Dal canto suo, anche Ziberna ha puntato il dito verso l'opposizione: “Noi siamo per la proposta e non per distruggere qualcosa, la minoranza si ferma a voler buttare giù la giunta e basta. Cinque anni fa avevamo i migranti in galleria bombi, era di questo per cui si parlava di Gorizia e oggi, invece, è famosa per la Capitale europea della cultura. Sarebbe stato facile per noi limitarci a ‘pitturare la casetta'. Abbiamo voluto fare qualcosa che servisse anche per il 2035, 2045 e così via. Abbiamo portato nuovi corsi di laurea in città  e l'opposizione dice che è merito del Consorzio. Un'ente che volevamo chiudere, inutile, che costa 150mila euro e non serve”.

Nel gruppo, quindi, ci sono: Arianna Bellan, Giuseppe Bonnes, Alessandro Brancati, Vittorio Brasca, Maurizio Bressan, Rossella Buttaro, Edoardo Caprara, Lucrezia Cedola, Marina Coren, Cristiana Cumari, Rita Dagiat, Giulio Daidone, Pablo De Ciantis, Cristian Devidé, Andrea Faccio, Michele Gabrielli, Francesco Leone Sossi, Carlo Marzaroli, Nicola Moise, Natascha Noia, Antonella Patuna, Elias Paulin, Lorenzo Oscar Pinto, Daniele Ranocchi, Mario Ravaccia, Francesca Romoli, Giorgio Rossi, Gianluca Ursi, Giorgia Vero e Riccardo Zandomeni.

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