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Primo maggio segnato dalla pandemia, a Panzano la manifestazione della sinistra
La sinistra si dà appuntamento per domani in piazzetta Esposti amianto a Monfalcone. La contrarietà al Recovery Plan.
A più di un anno dall'inizio della pandemia, il Coordinameto dell'Unione dei sindacati di base (Usb) di Monfalcone e Gorizia torneranno in piazza. La cornice sarà la Festa del Lavoro di domani, occasione "per rimettere al centro il punto di vista di chi lotta per i propri diritti - spiega la sigla in una nota - contro le pretese di Confindustria e governo di farci pagare crisi e toglierci diritti e democrazia. Porteremo in piazza le ragioni di chi non vuole subire precarietà , privatizzazioni, sfruttamento, repressione, mancanza di tutele su salute e sicurezza, di chi vuole lottare per aumenti salariali, occupazione, diritti, democrazia e sanità pubblica per tutte e tutti".
Sarà un Primo maggio "con un governo Draghi costruito per servire la finanza, ristrutturare il lavoro, obbedire alla Bce e all'Unione europea, con l'obiettivo di scaricare il peso del debito pubblico e della crisi sulle spalle delle masse popolari e delle lavoratrici e lavoratori". Usb sarà presente, assieme alle altre organizzazioni sindacali di base, al presidio promosso da Monfalcone Meticcia e dall'associazione "Esposti amianto", nell'omonima piazzetta a Panzano. L'obiettivo è "ribadire la necessità di manifestare - ripettando i vincoli del distanziamento fisico imposti dalla pandemia -, in una città e territorio che sta pagano pesantemente la crisi economica in atto e la politiche antisociali, securitarie, xenofobe, dettate dalle amministrazioni locali in Regione e in Comune".
La terza edizione della manifestazione monfalconese vedrà coinvolti anche associazioni e collettivi organizzati, l'assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori dello spettacolo e cultura regionali e individualità antagoniste. "Come nelle occasioni precedenti - scrive Monfalcone Meticcia in una dichiarazione -, questo evento metterà al centro i temi del lavoro e dell'ambiente, del reddito, dei diritti e del razzismo, in una città da anni metafora delle politiche liberiste del Paese, dove il lavoro è merce di nessun valore. Proprio in queste ore con, il consenso di quasi tutto il Parlamento e una maggioranza trasversale, è stato varato il Recovery Plan, dettato da Mario Draghi, attuale presidente del Consiglio con un passato nelle tecnocrazie europee".
Il sodalizio definisce questo strumento "un piano voluto principalmente da Confindustria e Ue, che impegnerà il futuro del Paese verso una deriva liberista che privilegerà le privatizzazioni distruggendo il poco che resta dello stato sociale. Debiti per foraggiare imprese e grandi opere, colate di cemento presentate come sviluppo green. Nel contempo diventa sempre più tangibile l'ulteriore precarizzazione del lavoro, che colpisce soprattutto le donne, i giovani e i migranti, introducendo ulteriori forme di sfruttamento sottopagato. Ma anche nel cosiddetto 'spazio dei tutelati' ci sarà un cambiamento verso il basso, esercitato attraverso i mancati i rinnovi contrattuali, con la complicità dei sindacati confederali".
Nella foto: un momento del Primo maggio del 2019 (Monfalcone Meticcia/Facebook)
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