il dibattito
Politica e associazioni sul futuro di corso Italia, martedì la riunione a Gorizia
Fissata la data per il confronto, allargato ai portatori d'interesse. Le perplessità dei promotori della raccolta firme.
Sta per entrare nel clou la discussione politica relativa al senso unico in corso Italia a Gorizia. Martedì alle 17, infatti, la commissione viabilità del Consiglio comunale si riunirà in videoconferenza insieme alle associazioni ed enti che faranno richiesta di intervenire. Ad oggi, sono tre le domande fatte pervenire agli uffici e ammesse alla riunione, legate ai promotori della petizione popolare, che vedrà partecipare 19 esponenti dell'Aula. Ognuno avrà a disposizione tre minuti di tempo per presentare la propria opinione sul tema, con una sintesi finale che verrà trasmessa alla giunta.
“Lunedì vedremo quante richieste sono arrivate - spiega il presidente Sergio Cosma -, ma non c'è un numero minimo da accogliere. Più soggetti verranno, più avremo informazioni da riferire alla giunta”. Tra chi prenderà parte all'incontro, quindi, ci saranno sicuramente i tre ragazzi che hanno raccolto le firme contro la modifica del viale, che già nei giorni scorsi avevano chiesto al sindaco Rodolfo Ziberna chiarimenti sulla convocazione dell'organo. Dopo le sue rassicurazioni, i tre hanno avanzato ulteriori dubbi riguardo allo svolgimento dei lavori in programma, a partire dal tempo messo a disposizione per ogni singolo intervento.
“Ci chiediamo - scrivono in una lettera al primo cittadino - che valore abbia per lei la nostra petizione, se per esporre le nostre ragioni e quelle degli oltre 2000 firmatari ci vengono concessi appena 180 secondi. Lo stesso tempo che - per intenderci - viene messo a disposizione di chiunque si prenoti sulla piattaforma online. Rasentiamo l'assurdo e per certi versi anche il ridicolo. Capiamo la volontà di includere le opinioni di tutti, ma forse la sede ideale sarebbe stata un incontro pubblico. Nel mondo ideale, o perlomeno in un mondo “corretto”, un incontro pubblico antecedente l'inizio dei lavori e non organizzato perché la gente è (giustamente) arrabbiata”.
Definiscono poi “fuori luogo” la decisione di aprire la commissione “persino ad associazioni sportive. Perché noi per avere diritto di parola abbiamo dovuto depositare una petizione allora? Infine, ci teniamo a osservare che, avendo noi presentato una regolare petizione che ora viene esaminata dagli organi preposti, saremmo dovuti essere convocati d'ufficio e non costretti a iscriverci online per avere diritto di parola, la commissione senza la nostra partecipazione non avrebbe ratione materiae. Sarebbe stato opportuno che la riunione si tenesse "de visu", però evidentemente a Gorizia ci si può incontrare per fare aperitivo, ma non per decidere le sorti della città ”.
Giulia Roldo, Rossella Dosso e Luca Michelutti concludono la missiva “ribadendo che liquidare una petizione popolare che ha raccolto oltre 2000 firme in poche settimane, in appena 180 secondi di dibattito, vuol dire limitarsi a concedere i minuti di recupero senza permetterci di giocare l'intera partita. Scenderemo comunque in campo perché noi rispettiamo i firmatari della petizione e chi, pur non avendo firmato, sostiene la nostra causa, ma siamo consapevoli che si tratti solo dell'ennesimo tentativo di procrastinare la risoluzione del problema”. Anche l'associazione Gorizia 3.0, di cui Dosso e Michelutti fanno parte, ha fatto richiesta di partecipare.
Rimani sempre aggiornato sulle ultime notizie dal Territorio, iscriviti al nostro canale Telegram, seguici su Facebook o su Instagram! Per segnalazioni (anche Whatsapp e Telegram) +39 328 663 0311.
Occhiello
Notizia 1 sezione
Occhiello
Notizia 2 sezione

















