Pioggia di critiche su Gorizia per il no al Pride, fronte unito contro Ziberna

Pioggia di critiche su Gorizia per il no al Pride, fronte unito contro Ziberna

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Pioggia di critiche su Gorizia per il no al Pride, fronte unito contro Ziberna

Di Redazione • Pubblicato il 07 Mag 2021
Copertina per Pioggia di critiche su Gorizia per il no al Pride, fronte unito contro Ziberna

Per la cinquestelle Dal Zovo, le parole del sindaco sono «uno smacco per la città », Rojc (Pd): «Posizione ideologica».

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“Ennesima brutta figura del centrodestra goriziano”. Così la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle, Ilaria Dal Zovo, definisce la decisione della giunta comunale di Gorizia di nega il patrocinio al Fvg Pride, in programma a settembre tra la stessa città  e Nova Gorica. “Il sindaco Ziberna cita a sproposito il ruolo di Capitale europea della cultura 2025 – continua Dal Zovo -. Come già  ricordato nelle scorse settimane a chi si scagliava contro la manifestazione, occorre ribadire che Parlamento e Consiglio europeo, nell'istituire la Capitale, hanno espressamente inserito tra le caratteristiche per ottenere il riconoscimento ‘l'inclusione sociale e le pari opportunità '”.

Oltre a ciò, anche il “‘coinvolgimento più ampio possibile di tutte le componenti della società  civile nella preparazione ed attuazione del programma culturale, con una particolare attenzione per i giovani, le minoranze, incluse quelle sessuali,  e i gruppi svantaggiati, compresi quelli a rischio di discriminazione'. Il fatto che Nova Gorica abbia invece da subito mostrato un atteggiamento favorevole verso il Fvg Pride non è, come afferma Ziberna, una ‘lezione di rispetto verso la diversità  di opinioni' – evidenzia -, ma una dimostrazione di come approcciarsi in maniera sensibile e aperta a una comunità , in contrapposizione alla chiusura e all'intolleranza”.

“Uno smacco che una città  come Gorizia non merita” chiosa Dal Zovo. Le fa eco anche la collega di fazione e portavoce M5s alla Camera, Sabrina De Carlo: “Invece di mettere in pratica i tanto citati valori di solidarietà , apertura e coesione, c'è chi preferisce barricarsi ancora una volta dietro a controproducenti posizioni di miope chiusura. Il no della giunta goriziana non è solamente un'ennesima occasione persa. Peggio ancora, mette nero su bianco l'arretratezza culturale di una certa classe politica”. Sempre dal Parlamento, ma dal Pd, arrivano le critiche della senatrice Tatjana Rojc: “Un'occasione perduta e un'affermazione solo ideologica, giustificata con argomenti bislacchi”.

Secondo la dem, le parole del sindaco sono pretestuose “nel tentativo di mantenere un'impossibile ambiguità . La posizione di Ziberna purtroppo è chiara: il Comune di Gorizia preferisce non aver nulla a che fare con le persone gay, lo mette in delibera. Inutile contestare le affermazioni di Ziberna e chiedergli a quali provocazioni si riferisca, forse alla sfilata festosa e civile di Trieste? Resta il fatto che le città  più avanzate nel mondo sono orgogliose di ospitare un evento festoso come il gay pride, che oltretutto è anche volano di turismo qualificato. Gorizia rinuncia, Nova Gorica ne approfitta. Peccato”. Posizione analoga la esprime il capogruppo cittadino, Marco Rossi.

Allo sdegno si unisce anche Furio Honsell (Open Fvg): "Grave scelta di poca sensibilità  verso i diritti civili più fondamentali quale quello all'orientamento sessuale. Le argomentazioni con le quali è stato negato il patrocinio all'iniziativa del Pride transfrontaliero non riconosce la sofferenza che ha provocato fino a pochi decenni fa l'atteggiamento di chiusura, colpevolizzazione e disprezzo di chi chiedeva solamente di essere se stesso. Questo mancato patrocinio è un torto ad una città  di grandi tradizioni democratiche e una brutta premessa come Città  europea della Cultura".

Nella foto: un momento del Pride a Roma nel 2010 (Blackcat/Wikicommons)

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