lo scontro
Park nell'ex Mercato all'ingrosso di Gorizia, cade il numero legale in Aula
Presenti solo 18 consiglieri, discussione rinviata dopo il voto. Ziberna: «Sono dei vandali».
àˆ caduto nuovamente il numero legale in consiglio comunale a Gorizia. Ieri sera, durante l'accesa discussione sulla variante numero 50 al Piano regolatore generale, ossia il secondo punto all'ordine del giorno, erano presenti solo 18 consiglieri su 41 dopo al richiesta di verifica di Franco Zotti (Legaliziamo). Situazione che ha costretto il presidente dell'assise Luca Cagliari a sospendere la seduta, la quale non potrà ora essere ricalendarizzata poiché si entra nel periodo di tempo che precede le elezioni amministrative. Ora si potranno votare solo le questioni di carattere urgente e finanziario, come il bilancio.
A mettere in difficoltà la maggioranza è stato il progetto legato all'area tra corso Verdi e le vie Boccaccio e Santa Chiara, con l'idea del parcheggio da realizzare nell'area dell'ex mercato all'ingrosso. Un'opera che gode già di 7 milioni di euro stanziati dalla Regione ma a cui, come evidenziato dal capogruppo di Forza Italia, Fabio Gentile, “l'amministrazione comunale dovrà aggiungerne altri 2 milioni, da reperire con un mutuo. I tecnici, inoltre, ci hanno detto che il completamento parziale sarà a metà 2025, mentre quello definitivo solo nel 2026”. Lui stesso aveva espresso le sue perplessità oltre 480 giorni fa.
Sempre in Aula, infatti, il forzista aveva presentato una mozione in cui chiedeva appunto l'adozione di una variante urbanistica sul tema “entro 90 giorni” e faceva presente che l'area individuata non corrisponde a “centro storico”. Gentile evidenzia quindi che "ieri sera mi è stato dato ragione. Il parcheggio ha costi enormi ma l'idea di base ci sta. Avrei visto in quell'area lì un recupero funzionale per il mercato coperto, per poi pensare a progetto come quello del Gambero rosso, anche se in forma ovviamente diversa, per la riqualificazione. Bisogna però trovare prima di tutto un accordo con i commercianti per il loro trasferimento”.
Dall'opposizione, l'esito di ieri è “l'ulteriore segnale che maggioranza non esiste più” commenta Emanuele Traini (Gorizie), mentre per Federico Gabrielcig (Percorsi) "non si può sempre incolpare la minoranza. La prima cosa che dovrà fare la nuova giunta è mettere mano al piano regolatore”. La candidata sindaco Laura Fasiolo vede in quanto accaduto “l'ennesima debacle della giunta Ziberna ed il rumore sordo del suo immobilismo che precipita, coincide con la voglia di rinnovamento e di discontinuità che la città di Gorizia merita”. In questo modo “si è anche taciuta la discussione sull'odg inerente all'offerta sanitaria nell'area isontina”.
Il sindaco Rodolfo Ziberna punta quindi il dito verso quella “parte della minoranza e dei contras che negano al cittadino il diritto di essere governati. Se ne fanno vanto, come se un consiglio di amministrazione togliesse fondi all'ospedale per far dispetto al direttore, ma ci rimettono i pazienti. Abbiamo un'armata Brancaleone che pensa solo a mettere in difficoltà la giunta, è passato il messaggio che si può fare tutto in politica. Questa era solo una norma urbanistica per togliere la previsione di un centro commerciale, gli stessi che criticavano sul Gambero rosso si sono contraddetti, qualunque cosa si proponga è un no”.
Per il primo cittadino “c'è un disfattismo in Aula, qualunque città farebbe carte false per attuare questo progetto. Questi consiglieri non ci mettono in condizione di governare, bisogna andare a elezioni per poter tornare ad amministrare. Sono dei vandali e godono dei ritardi. Ora il progetto sarà portato a settembre, vanificando gli sforzi di poterlo realizzare nel 2025”. Dal canto suo, Fasiolo aggiunge che “cadendo la giunta, cadono le discussioni e non si alimentano le idee. Questo è un panorama sterile che vogliamo sconvolgere con le proposte, i dibattiti, le novità ". La conclusione della seduta è stata anche caratterizzata da un certo nervosismo, con insulti e offese volate nella Sala del Consiglio.
L'assessore al Turismo, Fabrizio Oreti, rimarca che "ogni volta che portiamo progetti validi che portano a Gorizia milioni di euro di investimenti per riqualificare aree degradate, al fine di rilanciare l'economia della città , ci sono i soliti noti che cercano gli appigli dell'Aula per non discutere del futuro di Gorizia. Boicottando così i cittadini e la città . Bell'esempio di responsabilità e volontà di lavorare per Gorizia, volendo far cadere continuamente il numero legale. Penso sia utile che i cittadini sappiano che hanno votato consiglieri, che si ripresentano tra l'altro alle prossime elezioni, che sono continuamente assenti o boicottano atti amministrativi legato al futuro della città e della Capitale europea della cultura".
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