Oltre due milioni di lavori in Ente Fiera a Gorizia, caccia a nuovi progetti

Oltre due milioni di lavori in Ente Fiera a Gorizia, caccia a nuovi progetti

atteso il bando

Oltre due milioni di lavori in Ente Fiera a Gorizia, caccia a nuovi progetti

Di Timothy Dissegna • Pubblicato il 02 Apr 2024
Copertina per Oltre due milioni di lavori in Ente Fiera a Gorizia, caccia a nuovi progetti

A breve il concorso d'idee per trasformare l'area, ora sono a disposizione il padiglione B e la zona esterna. Paoletti: «No a centri commerciali».

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È un futuro ancora tutto incerto quello dell’Ente fiera di Gorizia, anche se l’obiettivo generale è di delinearlo il prima possibile. Va in questa direzione l’annuncio di un prossimo concorso di idee che Camera di commercio della Venezia Giulia e Comune lanceranno per ridefinirne gli spazi, rivolto sia a studenti che professionisti del settore e imprese. La considerazione unanime emersa anche questa mattina, annunciando il bando nella sede dell’ente camerale in via Crispi, è che l’area non possa rimanere più vuota.

Attorno al tavolo c’erano il presidente Antonio Paoletti e segretario generale Pierluigi Medeot, insieme al sindaco Rodolfo Ziberna, la sua vice con delega all’Urbanistica, Chiara Gatta, e l’assessore a GO! 2025, Patrizia Artico. Come già annunciato, la giunta camerale integrata ha approvato una relazione illustrativa sul quartiere, che da anni non ospita più manifestazioni se non a spot come l’assemblea dei soci della Cassa rurale Fvg lo scorso maggio. Nel documento, si delineano gli oneri da sostenere per una riapertura del sito, inclusi costi di gestione e lavori.

Solo per tener chiusa la struttura, ad oggi sono necessari 100mila euro (Iva esclusa) all’anno, mentre la stima degli interventi ammonta a oltre 2 milioni di euro. Somma che include la rimozione degli impianti posti in copertura dei tre padiglioni e la posa della guaina impermeabile. La cifra, però, è frutto di una relazione sommaria della F&M Ingegneria di Mirano, datata 27 gennaio 2020, che inevitabilmente dovrà essere aggiornata in aumento visto il rincaro dei costi, inserendo anche la sostituzione di elementi meccanici non funzionanti.

«Non vogliamo l’ennesimo centro commerciale - ha messo subito le mani avanti Paoletti - L’area attualmente funge da magazzino ma deve diventare un catalizzatore soprattutto per i giovani soprattutto. Siamo pronti a mettere a disposizione l’area scoperta e il capannone B», che potranno accoglierà così già da ora degli eventi ma non aperti al pubblico. Ciò significa che vi si potrà accedere solo su invito dell’organizzazione. Un'apertura già in programma rientra nel convegno nazionale della Caritas atteso dall’8 all’11 aprile.

«Qualche idea io e il sindaco ce l’abbiamo già - ha rivelato ancora il vertice della Camera di commercio - ma non la diciamo ancora». Concorde di non concedere gli spazi a centri commerciali è lo stesso Ziberna, ricordando l’idea di creare qui un Museo della Grande guerra anni addietro. Alla fine, però, venne meno l’interesse degli imprenditori. Se quel progetto potrebbe ritornare in futuro tra le carte sul tavolo, in ogni caso «qualunque proposta dovesse giungere - ha rilevato il primo cittadino - deve essere economicamente sostenibile».

«Il problema - ha rimarcato - sono i costi di gestione, solo per i Musei provinciali serve qualcosa come un milione di euro all’anno». Per Gatta, «l’area potrebbe accogliere nuovi insediamenti a supporto dell’Ente fiera. È in fase di revisione il Piano regolatore, ora porteremo le linee guida in commissione e poi in consiglio comunale, su cui ci sarà anche la condivisione con cittadini ed enti. Stiamo valutando di inserire qui una Zona mista». Un discorso emerso anche nell’ultima assise civica, durante il dibattito sulla variante per la Lidl in via della Barca.

Parallelamente a questa evoluzione urbanistica, quindi, si attendendo i dettagli per partecipare al concorso di idee, che prevederà anche dei premi per i vincitori. Questione di giorni, ha assicurato Paoletti. Chi vorrà presentare la propria idea, potrà ripensare quest’area da 6.520 metri quadri coperta e 42.600 esterna. Per l’utilizzo, inoltre, è necessario il certificato prevenzione anti-incendi, in fase di aggiornamento in particolare per i padiglione D. Qui c’è già un progetto di recupero per trasformarlo in archivio della Camera di commercio e deposito delle Fiamme Gialle.

Nella foto: l'ingresso della Fiera durante il centro vaccini anti-Covid

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