la discussione
Non bastano tre giorni di Aula a Gorizia, voto sul bilancio al fotofinish
Si accendono gli animi in vista del voto di lunedì. Malumori nella maggioranza per un emendamento accolto dal sindaco sul Palabigot.
Non sono bastati tre giorni di discussione per arrivare al voto decisivo. La parola finale sul bilancio 2021 del Comune di Gorizia sarà quindi posta lunedì, termine ultimo per approvare l'importante documento finanziario pena l'iter che potrebbe portare al commissariamento dell'ente. Da martedì pomeriggio, il Consiglio si è riunito fino a ieri sera per approvare i diversi punti all'ordine del giorno, dando il via libera per ora al piano delle alienazioni, aliquote e detrazioni dell'Imu, regolamento del canone patrimoniale di occupazione del suolo pubblico e relative tariffe. Ieri sera, quindi, è iniziato il confronto sul Documento unico di programmazione, anticamera del bilancio.
Da quasi 72 ore, quindi, è in corso un acceso dibattito, legato non solo all'oggetto del voto ma al futuro stesso dell'amministrazione comunale. Se ieri, infatti, gli ultimi atti sono stati approvati con 24 favorevoli, più della maggioranza, l'esito dell'ultima votazione è meno scontato. Quesito che aleggia anche dentro Forza Italia, il cui capogruppo Fabio Gentile non ha colto volentieri l'emendamento presentato da Serenella Ferrari (Movimento Regione Futura) e accolto dal sindaco Ziberna: la richiesta era di riaprire a un project financing sul contributo regionale da 4,5 milioni destinato al Palabigot, trovando la risposta positiva del primo cittadino.
“Sto facendo delle valutazioni - spiega il leader del centrodestra - proprio alla luce di ieri sera”. Malumori sono nati anche in altri esponenti della maggioranza, mentre per la stessa Ferrari la posizione assunta dal capo della giunta non inciderà sulla propria valutazione: “Dobbiamo ancora parlare in modo approfondito della questione, ieri abbiamo trattato il Dup e andava fatto già molto tempo fa. Siamo ancora incerti su come esprimerci, se non ci saranno delle migliorie potrebbe esserci un'alternativa al sì e al no”. Si guarda così anche a quanto faranno altri esponenti dell'Aula, con l'eventualità di astenersi “anche in base al clima che si respirerà . Ma non siamo contenti”.
Il dito è puntato contro “la mancata progettualità ”, trovando concorde anche il centrosinistra. “Basta andare a guardare il programma elettorale - attacca il capogruppo Pd, Marco Rossi - e verificare se stiano stati realizzati o meno i principali punti e si scopre che in due casi su tre sono rimaste promesse. Negli altri casi sono evidenti ritardi, le cose fatte davvero sono una manciata”. Il riferimento è a diversi annunci fatti, tra cui l'università europea e successivo carcere, il corso di laurea in enologia, la manifestazione “Vini e Confini”, Galleria Bombi e il Piano del traffico. C'è poi la questione del personale, con “un incremento della spesa di appena lo 0,6% in due anni”.
"Sostanzialmente insignificante . Il risultato è che si sovraccarica di lavoro il personale, mentre ne risente anche l'attività regolamentare e amministrativa”. Andrea Picco (Forum) si unisce alla denuncia: “Sarei per non partecipare al voto o, quantomeno, votare contro il bilancio. La situazione è drammatica e non seria, lo dimostra il clima nella stessa maggioranza. La situazione è politica, il 25% del centrodestra ha mollato Ziberna e rimane in piedi solo per ragioni di convenienza. A quattro anni di distanza, vediamo che non c'è nulla di realizzato di quanto previsto nel Dup e si naviga a vista. Lo stesso documento andava presentato un anno fa, non si può essere favorevoli a tutto ciò”.
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