la posizione
Monfalcone diventa scalo delle navi da crociera, perplessità nel Partito democratico
L'arrivo in città dei giganti del mare fa nascere dei quesiti nel Pd, che chiede al sindaco «meno trionfalismi e più concretezza».
L'arrivo a Monfalcone delle grandi navi da crociera, dopo lo stop imposto dal governo a Venezia, ha provocato le inevitabili reazioni della politica. Non mancando di far nascere perplessità sulla decisione di accogliere i giganti dei mari nella città dei cantieri, come spiega il consigliere comunale del Partito democratico, Paolo Fogar, in una nota: "Mentre Trieste, tra Stazione Marittima e Molo IV, è attrezzata all'arrivo di questo tipo di unità , Monfalcone non nasce come scalo per navi da crociera. Ben venga questo nuova tipologia di traffici ma, nel contempo, vogliamo portare una serie di riflessioni all'attenzione di chi gestisce il Porto e la città ".
Fogar inizia quindi dalla necessità che "questa nuova opportunità non intacchi i normali traffici portuali, questione recentemente portata all'attenzione da parte delle organizzazioni sindacali. La seconda riguarda la coerenza della stessa con il piano regolatore portuale e le sue direttive (votate dal Consiglio comunale nel 2018), che si assegna come strategia, lo sviluppo terminale multi uso (terminal multipurpose), l'ampliamento Terminale traghetti merci e mezzi pesanti e passeggeri (ro-ro e ro-pax), lo sviluppo e omogeneizzazione delle aree logistico/industriali collegate al porto in coerenza con le direttive urbanistiche per l'elaborazione del nuovo piano regolatore generale comunale".
Secondo il dem, "questo nuovo tipo di traffici deve essere, per forza, contestualizzato in un'ottica di sviluppo sostenibile per un miglioramento continuo delle prestazioni ambientali. Ecco perché, considerando il numero di autobus turistici che entrano ed escono dal porto (senza fermarsi sul territorio ma per recarsi direttamente a Venezia o Trieste), un'attenzione particolare dovrà essere rivolta alla gestione della qualità dell'aria, dell'inquinamento acustico, dei rifiuti prodotti da queste navi ed infine, a quella delle acque (sia in termini di consumo che di scarichi di acque reflue)".
L'esponente del Pd richiama la direttiva Ue 802 del 2016, che "obbliga le navi ormeggiate per più di due ore nei porti comunitari ad utilizzare combustibili con un contenuto di zolfo non superiore allo 0,1% o a spegnere i motori magari ricorrendo a soluzioni quali il ColdIroning. In altre parole, risulta necessaria una strategia che punti a ridurre le emissioni navali in porto grazie alla elettrificazione delle banchine: ma di questo, non una parola dal sindaco, come se il problema non esistesse. Nei fatti, manca una visione d'assieme che armonizzi il porto di Monfalcone nella sua interezza".
Visto ciò, Fogar sottolinea che "è nnegabile, in questo quadro, che si stia creando una vistosa diversificazione degli obiettivi predeterminati con le Direttive definitive del 2018 sopraelencate, nonché con i traffici attualmente presenti, che sono il core business di un porto commerciale come quello monfalconese". Chiede poi che si ripristini il prima possibile "la sicurezza della pavimentazione stradale delle banchine portuale, tuttora in cattivo stato. Fa specie pensare che in meno di una giornata è stato sistemato il manto stradale della zona destinata allo sbarco e imbarco dei passeggeri delle navi da crociera, mentre da mesi le banchine operative aspettano, con notevoli problemi in tema di sicurezza del lavoro per gli operatori che lì vi lavorano".
Infine, il dem evidenzia che "dalle parole del sindaco, pare che siano state assunte una trentina di persone del territorio (con quale contratto non è dato sapere), forse servirebbero meno trionfalismi e più concretezza. Così, in conclusione, sarebbe interessante conoscere, in tempi di Covid, le ricadute economiche vere per il territorio e non solo la propaganda di una iniziativa di cui non si conoscono i risultati e la durata".
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