L'accusa
«Studenti in attesa sotto la pioggia a Monfalcone», la denuncia di Morsolin
La consigliere de La Sinistra per Monfalcone sottolinea una situazione non consona e un mancato dialogo tra le istituzioni.
“La scuola, nel suo complesso, è sempre stata il Tallone d'Achille di questa amministrazione”. A lanciare l'accusa la consigliere comunale tra le fila de La Sinistra per Monfalcone, Cristiana Morsolin. “Dalla cronica carenza di posti per mancata programmazione, dai ritardi nei lavori e nelle aperture delle scuole che ormai dovrebbero aprire ad anno scolastico già iniziato, alle aule container, alle polemiche pubbliche con i dirigenti scolastici”.
Morsolin punta il dito sulla situazione dell'Istituto Randaccio dove “degli alunni e delle alunne sembra vengano lasciati per qualche minuto (5 ci tiene a precisare la sindaca) sotto le intemperie in caso di pioggia E allora la sindaca invece di pensare di dover dotare, come responsabile dell'edilizia scolastica, la scuola di una pensilina o di alcuni gazebo mobili, sceglie invece di buttare le responsabilità sugli altri e incolpa la dirigente scolastica di non affrontare il problema. Se invece il problema è che con lo scaglionamento degli ingressi i genitori hanno difficoltà a portare i figli e poi ad arrivare in tempo al lavoro allora ci chiediamo perché il Comune non fornisca un servizio di preaccoglienza impiegando magari uomini e donne disoccupate”.
La consigliere non esita a definirlo uno “scaricabarile che riversa le responsabilità sugli altri enti. Ascoltando invece le famiglie, le stesse ci segnalano che nella scuola Randaccio devono ancora essere rifatti gli infissi, come avevamo segnalato già tempo fa, e ci auguriamo che sia stata riparata una finestra rotta già da un po' di tempo, in un'altra scuola del plesso le pareti sono da ritinteggiare da anni”, prosegue Morsolin.
“Riteniamo che la scuola sia il nodo di svolta per la crescita della società tutta, in particolare in una Monfalcone composita e con dinamiche complesse. àˆ necessaria una programmazione di lungo di respiro, progetti che favoriscano l'inclusione, all'Ufficio Scolastico Regionale chiederemmo progetti di sperimentazione di piccole classi che permettano relazioni educative più forti tra insegnanti ed alunni”, conclude la consigliere.
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