La cerimonia
Monfalcone ricorda i caduti di Nassirya
Organizzato con Assoarma, il momento di ricordo ha visto anche la presenza del presidente dell'Associazione nazionale Arma cavalleria.
Una cerimonia sobria ma profondamente sentita e ricca di spunti di riflessione: così il Comune di Monfalcone, in collaborazione con Assoarma, ha reso omaggio nell'area verde tra le vie Romana e Flavia ai Caduti a Nassirya e a tutti i militari impegnati nelle missioni all'estero coinvolti in attentati terroristici, oltre ai Caduti del Reggimento Cavalleggeri Monferrato e Roma nel combattimento di Monfalcone del 1916. Per ricordare le vittime di Nassirya il Comune, in accordo con l'Arma dei Carabinieri e con l'Associazione nazionale Carabinieri, sta peraltro realizzando un monumento, che dovrebbe essere terminato entro novembre, nel giardino fra le vie Foscolo, Sant'Anna e Valentinis, con "l'obiettivo di manifestare il rispetto e la vicinanza della comunità e di condannare il fanatismo islamico".
“Ricordare i diversi passaggi della storia passata e presente è un dovere civile e morale ancor più importante per una città come Monfalcone, per la cui appartenenza all'Italia si sono sacrificati e hanno perso la vita tanti giovani lungo tutto l'arco del Novecento. Il senso del patriottismo e l'amore di Patria in questa Città e fra le nostre genti ha ragioni speciali perché ha significato il fatto di aver conservato la libertà e l'identità rispetto a un futuro che altrimenti sarebbe stato oscuro e diverso. C'è quindi un legame anch'esso speciale ci segna, ci distingue, nei confronti delle nostre forze armate che rappresentano la Nazione, difendono il nostro onore e i nostri confini”, ha detto il sindaco, Anna Maria Cisint, nella cerimonia, dedicata alla memoria di 12 carabinieri, cinque militari dell'esercito e due civili morti il 12 novembre del 2003 a Nassirya, quando un camion cisterna pieno di esplosivo, guidato da due kamikaze, si fece esplodere nella base Maestrale, una delle due sedi della missione di pace italiana in Iraq. Un ringraziamento è stato rivolto anche al sottotenente Paolo Prodan e al vice brigadiere Francesco Morgesi, residenti a Monfalcone, insigniti di medaglia d'oro come Vittime del terrorismo, in quanto rimasti gravemente feriti nell'attentato.
Ricordando che nessuno dei militari e dei carabinieri che facevano parte di quella missione chiese di rientrare in Italia e che anzi altri giovani chiesero di essere mandati in missione, il sindaco ha concluso: “L'Italia, può andare a testa alta per queste missioni promosse per costruire condizioni di pace e di sicurezza alle popolazioni che vogliono liberarsi da un terrorismo fanatico e criminale. Per questo è importante ricordare i diversi passaggi della storia passata e presente e fare in modo che la memoria non cada nell'oblio. Lo dobbiamo per tutti coloro che hanno difeso la nostra Patria e l'italianità di Monfalcone”. Alla cerimonia, oltre alle associazioni d'Arma con i labari, è intervenuto anche Alipio Mugnaioni, presidente dell'Associazione nazionale Arma cavalleria.
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