L'INIZIATIVA
A Monfalcone la mostra ‘Antimilitarte’, dodici artisti espongono al Caffè Esperanto contro la guerra
Sabato 10 ottobre l'inaugurazione della collettiva dedicata a conflitto, confini e resistenza, nell'ambito della rassegna ‘Ottobre Libertario 2026’. La serata prosegue con il dj set di Mr Ping.
Sarà inaugurata sabato 10 ottobre, alle 18.30, al Caffè Esperanto di Monfalcone, in via Terenziana 22, la mostra collettiva "Antimilitarte", dedicata all'arte contro la guerra. L'appuntamento, a ingresso libero, rientra nella rassegna "Ottobre Libertario 2026" e si presenta come uno spazio di riflessione visiva, antropologica e sonora, che attraverso linguaggi espressivi diversi punta a mettere in discussione la logica dei conflitti e a decostruire la retorica bellica. Protagonisti, secondo gli organizzatori, sono i temi del conflitto, dei confini e della resistenza, affrontati nel circolo libertario che definiscono «il più a nord del Mediterraneo».
L'esposizione riunisce le opere e la ricerca di dodici artisti, intellettuali e collettivi attivi sulla scena locale, transfrontaliera e internazionale, con un percorso che spazia dalla scultura alla pittura fino alla fotografia d'indagine.
Tra gli scultori e i pittori ci sono l'italo-argentino Alfredo Pecile, noto per le installazioni sociali realizzate con materiali naturali e di recupero, e il goriziano Giorgio Valvassori, conosciuto a livello internazionale per le grandi strutture nidiformi site-specific legate all'arte di frontiera. Accanto a loro la giovane scultrice goriziana Gaia Pascolat, che ha frequentato l'indirizzo di Scultura al Liceo Artistico "Max Fabiani" di Gorizia, la giapponese Moe Yoshida, attiva tra New York e l'Italia e focalizzata su memoria corporea e identità attraverso sculture e disegni, e il triestino Paolo Ferluga, artista visivo e architetto che unisce elementi naturali e industriali come argilla, acqua e bitume.
Sul versante della fotografia e dell'immagine in movimento espongono Alessandro Ruzzier, artista visivo e sonoro che indaga il legame psicologico tra essere umano e paesaggio, il collettivo sloveno transfrontaliero DNA, formato da David Verlič, Nina Bric e Ana Geršak, che unisce fotografia sperimentale e disegno per esplorare crisi e confine in chiave geopolitica, il regista e direttore della fotografia Jan Mozetič, autore di documentari poetici sulla memoria del territorio lungo il confine italo-sloveno, e l'antropologo culturale Stefano Raspa, specializzato in reportage narrativo, paesaggi di frontiera e documentazione della memoria storica. Il milanese Federico Zenoni, illustratore, disegnatore e batterista, porta autoproduzione grafica, arte visiva e "psicoeditoria indipendente".
Completano il gruppo due voci dal mondo della scrittura e della ricerca: Andrea Butkovič, scrittore ed esperto di comunicazione, impegnato nell'esplorazione di linguaggi innovativi e di scrittura creativa digitale, e Giustina Selvelli, antropologa e ricercatrice universitaria, autrice di saggi sulla memoria collettiva, le minoranze e le dinamiche storiche di Gorizia e Nova Gorica.
Dopo l'inaugurazione la serata proseguirà con il dj set di Mr Ping, a fare da controcanto alla forza visiva delle opere. La mostra, concludono gli organizzatori, è un'occasione per il territorio di confrontarsi con l'arte libertaria di frontiera e con il pensiero critico, in un momento storico in cui parlare di pace e di antimilitarismo è più urgente che mai.
Foto del quadro di Paolo Ferluga "Le parallele si incontrano all'infinito" - Antimilitarte 2026
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