Il vertice
Monfalcone, incontro tra sindacati e coalizione di centrosinitra. «Non si conoscono ancora i prossimi investimenti triennali»
Quattro segreterie di altrettanti movimenti politici del centrosinistra monfalconese hanno incontrato la Rappresentanza sindacale dei portuali e alcuni lavoratori. Dall'incontro emerse alcune problematiche sollevate dalla coalizione.
La messa in sicurezza urgente dello scalo portuale assieme alla necessità di concretizzare un progetto complessivo per il Porto di Monfalcone che includa l'adeguamento dei fondali sono i due temi più importanti emersi in un incontro tra la coalizione di centrosinistra di Monfalcone e la Rappresentanza sindacale dei portuali e alcuni lavoratori.
In primo luogo, “sono emerse chiaramente le criticità storiche ancora irrisolte tre le quali l'inadeguatezza delle banchine, dell'illuminazione, dell'anello ferroviario, la presenza di polveri, la mancanza di un'interlocuzione costante con l'Autorità . Nuovo indicatore dell'insofferenza che si respira a Portorosega è la questione del depauperamento delle competenze tra i lavoratori che in questa condizione di incertezza prolungata preferiscono accettare offerte di lavoro più remunerative presso lo scalo triestino”, racconta la coalizione, formata dai rappresentanti del Pd, Articolo 1, La Sinistra per Monfalcone, Responsabili e Monfalcone Coraggiosa.
Queste problematiche sono ancora di più urgente risoluzione “visto il costante calo dei traffici e la conseguente contrazione del bisogno di manodopera: la causa di questa situazione non può essere solo l'emergenza pandemica che attanaglia tutto il sistema industriale, non è più rinviabile la risoluzione del contenzioso innescato da MarterNeri e la pianificazione certa delle concessioni”.
“Nonostante i toni propagandistici con i quali l'Amministrazione comunale e la Sindaca descrivono lo scalo la cui situazione sconta una cronica mancanza di governance. Ancora non si hanno notizie del tavolo tecnico che doveva definire entro aprile le priorità degli investimenti nei prossimi tre anni. Qualsiasi trionfalismo di Cisint risulta del tutto fuori luogo ed è purtroppo frutto di una scarsa conoscenza della realtà ”.
Gli intervenuti hanno evidenziato "l'errore commesso negli anni scorsi (a partire dalla legge regionale 12) di mettere in capo alla Dirigenza regionale senza integrare le necessarie competenze manageriali la gestione del porto, quindi lo stallo di quattro anni sia per l'assenza di un coordinamento tra Ordini dello Stato e della Regione sia per un accanimento giudiziario ritenuto esorbitante".
Conseguentemente hanno rilevato che è opportuno sentire anche le imprese portuali e la stessa Autorità di sistema che sotto il profilo istituzionale "deve diventare appunto l'interlocutore che da sempre è mancato a Portorosega".
“Preso atto della Variante Localizzata al Piano Regolatore del Porto di Monfalcone (dicembre 2019) intesa come unico ed efficace strumento per attuare rapidamente un intervento decisivo, è fondamentale ed indifferibile la realizzazione delle opere lì individuate per lo sviluppo del Porto di Monfalcone affinché si scongiuri il rischio di stallo di una intera filiera economica ad esso collegato. Si tratta quindi concretamente delle Opere foranee, cioè del Terrapieno da PRP vigente, della chiusura parziale del varco-salvaguardia accesso nautica minore rispetto PRP vigente, dell'opera di contenimento della colmata e della protezione dal moto ondoso, della vasca deposito sedimenti di dragaggio, dell'estensione della diga foranea a protezione della nuova banchina, delle opere di banchina e nuovi spazi portuali cioè dell'Area commerciale, della chiusura della seconda darsena e della rettifica ed estensione della banchina, dell'Area multipurpose e delle Autostrade del mare, dell'Area di tutela ambientale, dell'area cerniera di Transizione allo Spazio urbano, dell'adeguamento del canale di accesso, della gestione dei materiali di dragaggio. Un tanto per la indispensabile infrastrutturazione dello scalo”, proseguono le segreterie.
In conclusione, quello che viene definito dalle OOSS “il progetto complessivo per il Porto di Monfalcone non può che essere elaborato, a partire dalla infrastrutturazione e dalla messa in sicurezza, in un contesto geopolitico ed economico/logistico di Area Vasta nel quale la Piattaforma logistica regionale (porti di Trieste/Monfalcone/S.Giorgio di Nogaro e Autoporti di Fernetti, Cervignano, Gorizia e Pordenone) entrano in una logica di rete e di stretta collaborazione. Ancora una volta la “mente” e la regia di tale operazione epocale è insediata nella Autorità portuale del mare Adriatico Orientale”.
Il centrosinistra - nonostante “sia stata respinta più volte dalla Sindaca Cisint la richiesta di una commissione speciale a zero gettoni sul Porto - non ha intenzione di lasciare soli i lavoratori in un momento così buio e si attiverà in tutte le sedi per tenere accesi i riflettori sulle reali e urgenti necessità che vengono segnalate con crescente preoccupazione”.Â
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