ALLA SCOPERTA DEL PARTIMONIO STORICO LOCALE
Monfalcone, il viaggio nella città industriale di inizio Novecento tra fabbriche, canali e memorie
Sabato 26 settembre alle 15.30 partenza della camminata sulle tracce della ‘Mappa di Rebulla’ custodita nell’Archivio del Consorzio Culturale del Monfalconese.
Toccare con mano i cambiamenti compiuti dalla storia nel tessuto urbano di una città come Monfalcone tra la fine dell’Ottocento e i primi 20 anni del Novecento. È questa la proposta “Monfalcone come era. Passeggiata patrimoniale nella Monfalcone industriale (1850-1920)” in programma sabato 26 settembre con partenza alle 15.30 da via Giuseppe Parini 12 (davanti alla Posta). Rientra tra le iniziative in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio #GEP2026, dedicate al tema
“Proteggere il patrimonio. Rinnovare, resistere, reinventare” ed è curata dall'Associazione Galleria Rifugio, in collaborazione con il Consorzio Culturale del Monfalconese - Ecomuseo Territori e il Consiglio d'Europa - Ufficio di Venezia.
A fare da filo conduttore ideale per questo percorso a piedi è la "Mappa di Rebulla", carta industriale del Comune realizzata nel 1912 che riporta i 21 opifici, il porto, il canale e il Cantiere presenti al tempo nel tessuto stradale e urbanistico. A volerla fu Arturo Rebulla, medico e ultimo sindaco asburgico della città che
pochi anni dopo, nel 1918, diede alle stampe anche il libretto “Per il risorgimento di Monfalcone” nel quale sollecitava la ricostruzione della città dopo i danni
subiti come prima linea del fronte sud-occidentale dell'Impero. La “Mappa di Rebulla” fa parte del patrimonio custodito nell’Archivio del Consorzio culturale del Monfalconese ed evidenzia come in un decennio una borgata di contadini e pescatori sia diventata una moderna città industriale, passando da tremila a
L’Archivio della memoria del CCM, ospitato nel Centro di gestione del patrimonio di Ronchi dei Legionari, raccoglie e conserva documenti donati o prestati da enti pubblici e privati cittadini relativi alla storia del territorio monfalconese: documenti, pubblicazioni, diari, lettere, oggetti, testimonianze audio e videoregistrate, opere poetiche e artistiche e soprattutto le fotografie. Nella fototeca sono custodite oltre 65.000 immagini, tra negativi su lastra e pellicola, positivi su carta e pellicola, di varie epoche, a partire dagli inizi del Novecento.
«L’iniziativa della passeggiata, attraverso cui si possono toccare con mano i cambiamenti che la storia ha apportato alla città di Monfalcone, evidenzia ancora una volta l’importanza del lavoro di salvaguardia del patrimonio archivistico e documentale che il Consorzio porta avanti da anni – commenta il presidente del CCM, Davide Iannis – inoltre risulta evidente anche la possibilità di compiere un’opera di divulgazione di grande rilevanza, in modo che i cittadini possano conoscere da vicino la storia e l’evoluzione del proprio territorio».
«L'obiettivo di questainiziativa è aprire uno spaccato sulla vita quotidiana a Monfalcone in quei decenni – spiega Pietro Commisso, presidente dell'associazione Galleria Rifugio - la passeggiata offre un altro tipo di sguardo su quello che sono gli albori, ma anche la fine, di quella prima Monfalcone industriale che ha
fabbriche evolutissime ma anche uno spirito industriale a 360 gradi diffuso in tutto il tessuto cittadino/urbano». La passeggiata “Monfalcone come era” comincia dalle Officine elettrice dell’Isonzo – Centrale Anconetta costruita nel 1905 lungo il corso del Canale di derivazione dell'Isonzo, il Canale De Dottori, e dalle Officine Grafiche Passero e Co. azienda fondata il 6 luglio 1907, specializzata in cartellonistica pubblicitaria e scatole di latta, nota come "fabbrica della latta", demolita per la costruzione dei condomini siti tra via Duca d'Aosta e via Parini.
Si passa poi al Cotonificio Triestino, attivo dal 1884 ma gravemente danneggiato nella Grande Guerra, fu ricostruito e poi demolito nel 1980 per costruirvi un parcheggio multipiano. La Filanda di seta Paruzza è stata probabilmente la più antica attività industriale di Monfalcone, fondata nel 1854 da Bartolo Mazzoli nell'attuale via Blaserna, e anche una delle più grandi: nel 1911 vi erano impiegate 188 persone (185 donne e solo tre uomini). La Roggia San Giusto - per i monfalconesi la “Roja” - era, all’inizio del Novecento e fino agli anni Venti, completamente scoperta, fondamentale per le acque di lavaggio e raffreddamento delle industrie, ma anche per la vita quotidiana dei monfalconesi, che proprio nelle sue acque lavavano i panni.
Assolutamente originale è la Fabbrica dei manichi di frusta Perz, dove si fabbricavano fruste e bastoni di legno flessibile del Carso. Il percorso prosegue fino al Canale navigabile Eugenio Valentinis, inaugurato il 30 settembre 1907 per il traffico di natanti per movimentazione di merci, che si è poi rivelato fondamentale per la costruzione del Cantiere Navale Triestino, inaugurato l’anno successivo. Non distante si trova anche la Centrale idroelettrica, ultima lungo il Canale De Dottori sia per posizione che per epoca di costruzione, costituiva insieme alle altre quattro centraline la base del primo sistema elettrico locale, fornendo elettricità non solo per la richiesta sia pubblica che delle case, ma anche e soprattutto per le attività produttive.
La tappa successiva comprende la Fabbrica di coloranti tannici E. Dieudonnè nell’attuale via Bonavia, fondata nel 1887 e la Conceria dei pellami Kaufmann. Fondata nel 1875 da Giuseppe Frizzi, imprenditore triestino, nel 1891 quando divenne di proprietà esclusiva dei fratelli Kaufmann di Budapest. Anche questa pur ben avviata attività non sopravvisse al primo conflitto mondiale. A conclusione della passeggiata si arriva al Ponte “Draghi” di via Carducci (attuale via Roma). Luogo “perduto” nella ricostruzione storica della Monfalcone industriale del primo Novecento con la particolarità della presenza, su quattro colonne del passaggio riservato ai pedoni, di altrettanti draghi, analoghe a quelle dell’’omonimo ponte di Lubiana, su progetto di Josef Melan e inaugurato nel 1901.
La passeggiata sarà anche l’occasione per raccogliere memorie. Chi partecipa è infatti invitato a portare fotografie, documenti, racconti familiari e testimonianze legate al passato industriale di Monfalcone, contribuendo a ricostruire e tramandare un patrimonio collettivo di storie. La partecipazione alla passeggiata “Monfalcone come era. Passeggiata patrimoniale nella Monfalcone industriale (1850-1920)” è gratuita, ma è necessaria l’iscrizione (clicca qui).
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