Monfalcone, dissenso civico al 'vietato sedersi', «situazione insensata»

Monfalcone, dissenso civico al 'vietato sedersi', «situazione insensata»

Il ritrovo

Monfalcone, dissenso civico al 'vietato sedersi', «situazione insensata»

Di Federico De Giovannini • Pubblicato il 25 Gen 2026
Copertina per Monfalcone, dissenso civico al 'vietato sedersi', «situazione insensata»

A lanciare l'iniziativa il presidente Ami Arturo Bertoli. La voce di Meem, «muro contro la comunità straniera».

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La risposta dei cittadini è stata più forte della pioggia e del vento. Una settantina di persone sono infatti accorse nella mattinata di oggi, 25 gennaio, al Porticciolo Nazario Sauro di Monfalcone, a seguito della “chiamata” lanciata informalmente sui canali social da Arturo Bertoli, presidente dell’Associazione Monfalcone Interetnica.

Né un vero e proprio sit-in, né un presidio: semplicemente, un ritrovo sotto il “famigerato” cartello che vieta di sedersi sulle gradinate per dare una «risposta condivisa simbolica e irridente più che di protesta». Così ha commentato Bertoli, «molto contento» dell’affluenza nonostante la pioggia: «È segno di quanto queste uscite dell’amministrazione siano talmente goffe e insensate».

Serena l’atmosfera del momento, tra gruppetti che conversavano scambiandosi vedute sulla questione e una parte di persone che, poggiando sacchi sulle gradinate per proteggere i vestiti dal bagnato, vi si è seduta, “sfidando” l’equivoco divieto temporaneo installato – come si è evinto dalla risposta del sindaco Luca Fasan – per fare da “deterrente” all’abbandono di rifiuti.

«Da quando in qua “vietato sedersi” equivale a “vietato gettare spazzatura”?» commenta Diego Moretti, presente al ritrovo assieme ad alcuni altri esponenti della sinistra locale. Il capogruppo dell’opposizione non si risparmia: «Questo cartello è una vera e propria vergogna, siamo al delirio di onnipotenza dell’attuale amministrazione».

Michela Percuzzi, di Insieme con Moretti, ha presentato un’ulteriore interrogazione: «Siamo davanti a un paradosso architettonico e sociale. Ricordo molto bene i rendering del progetto originale: quelle gradinate erano state pensate proprio per accogliere le persone, per offrire una sosta panoramica e favorire la socialità. È inaccettabile che ora questo spazio venga trasformato in un luogo di divieti senza senso».

Esprime le sue perplessità anche Lucia Giurissa del Partito Democratico: «Se il cartello fosse davvero temporaneo, allora avrebbe altra “fattura”». Lo sottolinea anche la consigliera dem: «L’incongruenza è pure lessicale, non c’è nessuna pertinenza linguistica tra il divieto scritto e quanto detto nelle successive dichiarazioni».

Facendo un giro tra i presenti, si raccolgono ulteriori vedute. «Prima hanno tolto la possibilità di sedersi in piazza, poi “burkini” e divieto di giocare a cricket, ora questo cartello completa tutto un sistema di ostacolo alle persone che portano avanti l’economia della città» dichiara un cittadino che a Monfalcone è nato e vi ha lavorato e ora si dichiara «deluso» dall’attuale amministrazione poiché «Monfalcone è storicamente punto d’incontro e migrazione di popoli».

Infine, fa sentire il suo dissenso anche Meem Rahman, giovane studentessa: «È palese che stanno costruendo un muro contro la comunità straniera in città. Per l’abbandono di rifiuti potevano mettere semplicemente il cartello giusto, no? Così, invece, chiunque si avvicina potrebbe prendere paura e non sedersi proprio».

Meem riferisce infine che, mentre lei si trovava due giorni fa al Porticciolo per «far sentire la voce di noi giovani» con degli scatti ironici che la ritraggono seduta e sdraiata al di sotto del cartello, i vigili urbani avrebbero invitato tre persone che sostavano più in là sulle gradinate ad alzarsi: un fatto che cozzerebbe con quanto affermato dal sindaco Fasan a proposito delle reali (ma non formalmente dichiarate) intenzioni del cartello.

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