IL CASO
‘Vietato sedersi sulle gradinate’ del Porticciolo: il cartello equivoco infiamma la polemica a Monfalcone
Le opposizioni criticano il divieto «assurdo» che rischia di «desertificare» l’area. Fasan risponde, «cartello temporaneo contro l’abbandono di immondizie, niente multe a normali fruitori».
“Vietato sedersi sulle gradinate”. Il cartello è comparso qualche giorno fa, a ridosso della pista ciclopedonale, ed accoglie così chi passeggia e si accinge ad attraversare il riqualificato Porticciolo Nazario Sauro di Monfalcone.
Una delle novità dello spazio urbano tra le più gradite dai cittadini, la cui fruizione sembra ora condizionata dal nuovo divieto introdotto dal Comune di Monfalcone. La notizia è presto circolata e ha suscitato non poca perplessità nell’opinione pubblica locale, attirando anche commenti critici da parte delle forze politiche d’opposizione e di alcune associazioni.
Le perplessità
Viene infatti spontaneo chiedersi: cosa c’è di male a sedersi su una delle gradinate del “Punto più a nord del Mediterraneo” per godersi, da soli o in compagnia, la vista del mare o del tramonto? Un divieto «beffardo e assurdo» per Alessandro Saullo e Cristiana Morsolin, che nella giornata di oggi depositeranno un’interrogazione a risposta scritta per capire «sulla base di quale norma e di quale idea di città l'amministrazione intenda desertificare uno spazio pubblico attraversato e frequentato, la cui funzione "panoramica" si integra pienamente con l'uso dei gradoni come punto di sosta, senza che questo arrechi disagio a chi percorre la gradinata in salita o discesa».
Morsolin non esita a definirlo come «uno dei provvedimenti che hanno fatto scappare in questi anni la gente da Monfalcone», rendendola una città non più a «misura di persona»: né di chi vuole ammirarne le bellezze, né di anziani o persone con ridotte capacità motorie «che già da tempo lamentano il fatto che vi siano poche sedute o panchine negli spazi pubblici». I due consiglieri di Monfalcone Civica e Solidale sottolineano poi come il divieto vada contro la natura stessa di «attrazione turistica» del Porticciolo e ricordano il seguito di alcuni eventi culturali, quando le gradinate erano «piene di gente» seduta. «Occorre protestare ed indignarsi davanti ad un modo padronale ed assurdo di concepire la socialità e le relazioni negli spazi sociali» concludono.
Non sono tardate le congetture su cosa abbia fatto scattare la decisione del divieto. Una la avanza, in un post, il Pd di Monfalcone: una «trovata» per «fare dispetti agli immigrati, perché sappiamo tutti che sono prevalentemente le famiglie di immigrati che si siedono su quei gradini nelle sere d’estate». Il circolo dem concede un dubbio: «Speriamo che siano stati solo dei pasticcioni e intendano quei tre gradini che separano la pista ciclabile dalla gradinata del porticciolo, però in italiano “gradinate” ha un significato ben preciso». Anche gli esponenti del Pd monfalconese Lucia Giurissa, Diego Moretti e Sani Bhuiyan riferiscono di aver presentato un'interrogazione al sindaco per apprendere «sulla base di quale norma regolamentare o ordinanza sia stata installata la segnaletica e se è intenzione dell'amministrazione rimuoverla.
L'ipotesi dem è amplificata nella lettera del Circolo Libertario Caffè Esperanto, che vede addirittura nel gesto una «istigazione alla violenza». «Questo ennesimo divieto ha evidentemente come finalità quella di provocare ulteriormente una comunità pacifica – scrive il Circolo - sperando in una reazione violenta della stessa al fine di avere poi una giustificazione per tutte le bugie che queste amministrazioni ci hanno raccontato». Caffè Esperanto estende il discorso verso una critica ad ampio raggio, sostenendo che l’installazione dei cartelli sia il culmine di una «politica vessatoria» basata sull’«uso della paura come metodo di controllo e di oppressione verso i cittadini» che «mira a ghettizzare i lavoratori stranieri», della quale però «a farne le spese saremo sempre noi, perché questi divieti colpiscono tutti».
Le risposte dell’amministrazione
Raggiungiamo il sindaco Luca Fasan per capire, innanzitutto, che cosa abbia indotto l’amministrazione ad introdurre il divieto. «Si tratta di un cartello temporaneo, che si è deciso di installare esclusivamente perché ultimamente molte persone, sedendosi, hanno lasciato immondizie sulle gradinate» è la sua risposta. «Con l’apertura del bar e del dehors entro Pasqua, il Porticciolo e le sue attività entreranno a pieno regime e il divieto verrà tolto» rivela Fasan.
All’osservazione che, alla luce di ciò, la formulazione del cartello appare quantomeno equivoca, il primo cittadino replica sottolineando che comunque «non saranno emesse multe» per chi, anche in queste giornate fredde, si siederà semplicemente per guardare il mare, leggere o riposarsi un attimo senza - come vuole il comune senso civico - lasciare immondizie. Proprio perché «il cartello è temporaneo e resterà per poco», Fasan ritiene che non ci sia il rischio di nuocere all’attrattività del porticciolo evidenziato dalle opposizioni: «L’importante è che le persone facciano appello alla loro sensibilità e non sporchino l’area».
Niente rischi di venire sanzionati dai vigili, dunque, ma si dovrà aspettare la primavera affinché un eventuale visitatore “ignaro” possa tornare a sedersi per guardare il tramonto dal “Punto più a nord del Mediterraneo” senza che il cartello comunale posto in cima alla gradinata lo faccia sentire in qualche modo un “trasgressore”. Una situazione ed una polemica che, se il cartello avesse riportato in maniera appropriata il suo scopo, sarebbero state molto probabilmente evitate.
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