Monfalcone, la denuncia di tre consiglieri comunali: «poche riduzioni di tasse a cittadini e commercianti»

Monfalcone, la denuncia di tre consiglieri comunali: «poche riduzioni di tasse a cittadini e commercianti»

L'accusa

Monfalcone, la denuncia di tre consiglieri comunali: «poche riduzioni di tasse a cittadini e commercianti»

Di Redazione • Pubblicato il 16 Giu 2021
Copertina per Monfalcone, la denuncia di tre consiglieri comunali: «poche riduzioni di tasse a cittadini e commercianti»

Annamaria Furfaro, Gualtiero Pin e Antonio de Lieto criticano le scelte approvate dalle ultime sedute del consiglio comunale su Imu e Tari.

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“In questi quattro anni non ci siamo risparmiati occasioni per denunciare il pessimo costume di questa amministrazione di convocare pochissime commissioni consigliari e consigli comunali, e comunque farlo solo per scadenze tecniche. Sono queste le sedi dove si dovrebbero esaminare, approfondire, discutere e poi approvare i passaggi più importanti della vita e dell'amministrazione della città  prendendosi tutto il tempo necessario”.

A sottolinearlo sono i consiglieri Annamaria Furfaro (Lista civica La Nostra Città ), Antonio De Lieto (partito dei Pensionati) e Gualtiero Pin (M5S) “Il comune di Monfalcone, invece, è riuscito a riversare in aula, nell'arco di due mesi, ben 13 ordini del giorno relativi ad argomenti di primaria importanza come l'approvazione del documento unico di programmazione 2021/2023, interventi per Panzano, la nuova convenzione con l'ATER, il bilancio di previsione 2021/2023, le tariffe TARI, IMU, il regolamento e le tariffe per il canone unico patrimoniale, varianti al piano regolatore generale comunale e via discorrendo. Sorvoliamo poi sul cumulo formato da 21 mozioni e da una ottantina di interrogazioni giacenti in abbandono da mesi e mesi”.

A parere dei consiglieri non si è tenuto nel dovuto conto gli effetti della pandemia da Covid19 che, protrattasi per mesi, ha apportato profondi disagi a vaste aree del tessuto sociale ed economico della nostra città .

In tema di IMU - ad esempio - il commerciante, l'artigiano, il libero professionista che è anche proprietario dell'immobile nel quale espleta la propria attività , gravato non di rado da mutui ipotecari in corso, e che ha subito cali di fatturato e/o periodi prolungati di chiusure, “avrebbe dovuto beneficiare della riduzione massima che può essere stabilita dal Comune fino all'azzeramento dell'imposta per il periodo interessato dalla crisi e comunque fino a fine dicembre”.

“Diverso discorso e diverso trattamento, invece, avrebbe dovuto riguardare chi, proprietario dell'immobile, è solo locatore nei confronti di una attività  terza e quindi ha continuato a percepire mensilmente un affitto da quest'ultima indipendentemente dall'entità  dei suoi incassi anche se negativi. Appare chiaro che le due situazioni non sono equiparabili e quindi, nella fattispecie, non si comprende la ratio usata dal Comune di Monfalcone che applica la riduzione anche ai proprietari ed anche in caso di immobili tenuti sfitti”, sottolineano.

A noi non è sfuggito che il Comune diminuisce l'aliquota per le unità  immobiliari rientranti nelle categorie catastali A/1(abitazioni signorili), A/8 (ville) e A/9 (castelli), diminuisce l'aliquota per le banche e porta al minimo di legge l'aliquota per alberghi e centri commerciali.

Si sarebbe potuto intervenire in modo più incisivo sul mercato degli immobili in locazione (monfalconesi che affittano la seconda casa) dove già  vige una lieve diminuzione dell'aliquota ma solo in determinati casi e dopo l'espletamento di inutili adempimenti burocratici.

Per quanto riguarda le tariffe TARI relative alle utenze non domestiche, ovvero quelle che vanno a gravare sulle attività  commerciali, artigiane e professionali, “andava tenuto conto sia della diminuzione del giro d'affari sia dei periodi di chiusura che, causa Covid, non sono stati di certo uguali per tutti”.

“Del resto – proseguono - è logico che in conseguenza della chiusura di un esercizio non vengano prodotti rifiuti e quindi non ci sia nemmeno smaltimento né ritiro. A questo punto sarebbe stato più coraggioso azzerare sia la quota fissa che quella variabile per la TARI 2020/21 per tutte le attività  previste dalla delibera. Il beneficio è pressoché nullo nei confronti della stragrande maggioranza delle famiglie monfalconesi (le più ligie sia nei pagamenti che nella differenziata) per le utenze domestiche dato che l'esenzione è prevista solo per i residenti con Isee fino a 10mila euro”.

“Eppure – denunciano - sono stati presentati i dati al pubblico sparando un furbesco quanto fantasioso "la pressione tributaria è diminuita di 418,54 euro a persona. Il dato evidentemente scaturisce dal proverbiale calcolo statistico del poeta Trilussa dei "polli a testa" ovvero: se siamo in due e tu hai due polli ed io nessuno, allora abbiamo un pollo a testa. Quei cittadini, capifamiglia o single, che hanno notato nelle loro bollette questa sostanziosa riduzione si facciano pure avanti. Ci ricrederemo”. 

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