IL CONVEGNO
Monfalcone, da ‘Nessuna resti nascosta’ si alza il fronte di FdI contro «la saldatura tra Sinistra e Islam politico»
Il partito di Meloni insiste sulla battaglia contro il velo integrale. Parlamentari, ministri ed esponenti del partito a confronto sulla proposta di legge per vietare burqa e niqab nei luoghi pubblici e nelle scuole.
Il Teatro “Marlena Bonezzi” di Monfalcone ha ospitato nel pomeriggio di oggi, sabato 7 novembre, il convegno organizzato da Fratelli d’Italia dal titolo “Nessuna resti nascosta – La sfida delle donne al velo integrale: libertà e partecipazione contro l'islamizzazione”. Al centro dell’incontro c’è stata la proposta di legge di Fratelli d’Italia per introdurre il divieto di indossare il velo integrale nelle scuole e nei luoghi pubblici. I lavori sono iniziati con gli indirizzi di saluto dei parlamentari del territorio e della regione: il deputato e coordinatore regionale di Fratelli d’Italia in Friuli-Venezia Giulia Walter Rizzetto, l’eurodeputato di FdI-ECR Alessandro Ciriani, i deputati Emanuele Loperfido e i senatori Roberto Menia e Francesca Tubetti. Nel primo panel dal titolo “Stop al velo integrale: in difesa della dignità delle donne”, dopo l’introduzione della senatrice Ester Mieli, responsabile del Dipartimento pari opportunità di Fratelli d’Italia, sono intervenuti il ministro per i rapporti con il Parlamento Luca Ciriani, i capigruppo di Fratelli d’Italia al Senato e alla Camera Lucio Malan e Galeazzo Bignami, il deputato e il deputato Francesco Filini, responsabile del Dipartimento programma e coordinatore dell’Ufficio Studi.
La linea di FdI è chiara: porte aperte del Paese solo a chi sa integrarsi. Per il partito della premier Meloni, l’avversario non è la fede ma imposizioni e violenze.
«Benvenuti a casa mia dove sono tante le cose che si fanno – ha esordito la senatrice e coordinatrice provinciale, Francesca Tubetti, promotrice dell’iniziativa – dove non si raccontano favole e storie ma si offrono soluzioni praticabili». I meloniani sono stati chiamati a raccolta in quella che non è più “periferia dell’impero” ma è diventata una realtà che produce ricchezza ma – come sottolineato da Menia – non può essere simbolo di «un’integrazione sbagliata» e di un modello lavorativo che non funziona. Dichiarati inaccettabili le «saldature tra sinistra e Islam politico» che degenerano nell’accettazione di tradizioni «antitetiche» alla civiltà e alla libertà occidentale, valori sui quali si è espressa pure Mieli che ha parlato di tutela dei diritti umani e di respingimento della sharia.
«Monfalcone è come l’Italia non dovrebbe essere, è come l’Italia non dovrebbe diventare» sono le parole del ministro Ciriani che ha fatto riferimento agli effetti sociali di Fincantieri sulla città e alla sua concentrazione multietnica. L’esponente del Governo contesta chi parla dagli «attici di sinistra» e i progressisti che sottovalutano la questione burqa, «una prigione di tessuto». Per Malan la questione «è visibile» e bisogna impegnarsi per lanciare un messaggio: «L’integrazione è indispensabile, bisogna volerla» ma i precetti religiosi non possono essere impositivi.
Il pericolo di “saldatura” tra sinistra e mondo musulmano è stato ripreso da Bignami secondo il quale le azioni governative non portano nessuna compressione della libertà. Il capogruppo di FdI alla Camera cita anche lo storico cardinale di Bologna, Biffi che più volte aveva esternato pubblicamente il suo pensiero sull’estraneità degli islamici rispetto l’umanità occidentale. Da parte sua, il deputato Filini rincara la dose su quella «parte di mondo avversa ai valori occidentali». «Siamo talmente drogati di libertà - evidenzia – che la sinistra si scaglia contro l’Occidente. L’Islam ha trovato il perfetto Cavallo di Troia nella sinistra». «Se vuoi restare coperta, giri i tacchi e te ne vai. Laici sì ma fessi no» aggiunge. I vari relatori del tavolo sono risultati concordi nel denunciare la miopia delle Istituzioni Europee su violenze e integrazione inattuata, dicendo basta a quelli che il ministro Ciriani ha definito i «professionisti della giustificazione».
Al termine della prima parte del convegno, è stato dato spazio a “Donne a viso scoperto: integrazione, sicurezza, parità e diritti”, introdotto dalla deputata Maddalena Morgante, responsabile del Dipartimento famiglia e valori non negoziabili di Fratelli d’Italia. Sono intervenuti la ministra per la famiglia, la natalità e le pari opportunità Eugenia Roccella, il Direttore Affari istituzionali di Fincantieri Loretana Cortis, la vicepresidente dell’associazione Italia-Iran Mojdeh Karimi, il direttore de “Il Giornale”, Tommaso Cerno e la deputata Sara Kelany, responsabile del Dipartimento immigrazione di Fratelli d’Italia. Di tutto questo vi parleremo in un secondo servizio dedicato al pomeriggio odierno.
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