La maggioranza regge fino a notte fonda, bocciata la mozione su corso Italia a Gorizia

La maggioranza regge fino a notte fonda, bocciata la mozione su corso Italia a Gorizia

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La maggioranza regge fino a notte fonda, bocciata la mozione su corso Italia a Gorizia

Di Timothy Dissegna • Pubblicato il 19 Mag 2021
Copertina per La maggioranza regge fino a notte fonda, bocciata la mozione su corso Italia a Gorizia

Dopo un Consiglio durato quasi 10 ore, l'Assemblea si è spaccata in tre. Mozione respinta, posizioni diverse sul futuro della ciclabile.

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Sono servite quasi 10 ore di consiglio comunale per arrivare al voto sulla tanto discussa mozione su corso Italia. Il documento, presentato da Francesco Piscopo (Aiutiamo Gorizia), è tornato in Aula per la seconda volta, dopo una prima a gennaio dove era stato ritirato in extremis. Alla fine, quindi, ieri maggioranza e opposizione si sono confrontati a lungo sulla questione, riservando oltre cinque ore di dibattito dopo aver trattato numerose interrogazioni e approvato la variante per la realizzazione dei marciapiedi in via Duca d'Aosta. Il risultato è stato un voto contrario della maggioranza, con 16 suoi esponenti che hanno supportato il sindaco Ziberna.

Il fronte contrario, o quantomeno scettico sulla modifica al viale, si è invece spaccato simmetricamente in due: 10 a favore e 10 astenuti. Un risultato frutto della divergenza di vedute soprattutto per quanto riguarda il futuro della pista ciclabile, con diversi consiglieri di minoranza che hanno chiesto a Piscopo di inserire qualcosa a riguardo nel testo. Questo, infatti, chiedeva un ritorno completo alla situazione antecedente i lavori, compreso lo smantellamento del tracciato sulla strada: opzione che non ha trovato concordi molti, come già  emerso nel corso della commissione urbanistica della scorsa settimana, dialogando con le associazioni e portatori d'interesse.

“Ho sempre visto critiche alle varie modifiche fatte in città  - ha commentato il capogruppo della Lega, Claudio Tomani -, alla fine l'inquinamento non è cambiato ma semplicemente si è spostato. Facciamo questa prova, un'idea potrebbe essere quella di togliere una fila di parcheggi e rimettere il doppio senso”. A favore della mozione è stato invece il capogruppo di Forza Italia, Fabio Gentile: “Abbiamo trovato una soluzione che soddisfa sola una persona su 10, sono oltre duemila quelli che hanno detto di no. La città  è divisa in due, la sperimentazione è stata l'unica strada giusta ma per me è già  finita ed è negativa”. Da qui, l'invito al sindaco a fare un passo indietro.

L'astensione è invece arrivata da Sergio Cosma, coordinatore della commissione: “Non mi esprimo perché voglio essere superpartes e continuare con il lavoro che stiamo facendo. Possiamo portare avanti la discussione sul biciplan prima della fine del mandato. Il piano del traffico ha bisogno dei rilievi lungo le diverse arterie per monitorare il flusso”. Come sottolineato poi da Ziberna, a breve i due si incontreranno per fare il punto sull'operato dell'organo e sarà  la giunta a valutare le conclusioni raggiunte. Nel frattempo, appare tramontata l'idea di un referendum consultivo, come ipotizzato dalla stessa mozione, con il primo cittadino che ha rivendicato di aver agito in trasparenza sulla vicenda.

Rispondendo al paragone con l'annuncio fatto nel 2018 di riaprire al traffico Galleria Bombi, il primo cittadino ha evidenziato che “dopo aver visto che non c'era interesse, abbiamo rinunciato”. In ogni caso, la visione per le ciclabili segue le direttrice nord-sud ed est-ovest. Dalla minoranza, anche Emanuele Traini (Gorizie) non si è espresso, decidendo di non votare: “àˆ solo strumentale alla campagna elettorale” ha commentato. Astensione da Slovenska Skupnost, Partito democratico e Movimento 5 Stelle, mentre Federico Portelli (Borghi) ha sostenuto la giunta: “Ho sempre detto che la ciclabile non può stare sui controviali”. Alla fine, alle 2 meno un quarto, la seduta si è sciolta.

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